Martedì, 21 Settembre 2021
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Educare le nuove generazioni: il "Patto per la Comunità" si apre alle proposte della città

Pubblicato il manifesto rivolto ai giovani e alle loro famiglie: coinvolte le realtà del territorio per «valorizzare il capitale umano della città»

Lecco LUCA RAFFAELE

Se ne parla dagli albori della campagna elettorale, poi vincente, del centrosinistra. Oggi il "Patto per la Comunità Educante" è un progetto che sta per vedere la luce, ma lo potrà fare solamente grazie al contributo dei cittadini di Lecco, chiamati a esprimere le proprie opinioni in merito al documento pubblicato direttamente sul sito del Comune: fino al prossimo 12 maggio sarà possibile inviare proposte e suggerimenti all'indirizzo e-mail predisposto da Palazzo Bovara. Dal canto suo l'Amministrazione ha già stanziato 40mila euro per il mondo scuola attraverso l'ultima variazione di bilancio, mentre il mondo sport beneficerà di una parte dei 500mila euro messi a disposizione dei progetti per il terzo settore. Al termine di tutta la procedura il progetto sarà presentato al pubblico.

Il Manifesto

Il "Patto" in breve: cos'è e come partecipare

«Il disagio delle famiglie cresce»

«Il progetto è nato un anno fa e vuole andare incontro alle famiglie - ha spiegato Alessandra Durante, assessore alla Famiglia, giovani e comunicazione -. Oggi abbiamo la speranza dei vaccini, ma stiamo vedendo lo strascico di una situazione lunga e pesante, le famiglie sono gravate da un carico che incide sulla crescita dei bambini; si nota un crescente disagio relativo alla serenità e benessere dei ragazzi, che hanno visto limitate le possibilità di relazionarsi con gli altri. La pandemia ha creato un vuoto educativo, il Patto si propone di aiutare i genitori a creare le condizioni per recuperare quanto perso a livello di esperienze nel corso dell’ultimo anno abbondante».

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Il documento «ora si presenta aperto a integrazioni e spunti, faremo incontri con tutti quelli che possono gli interlocutori per renderlo rispondente ai bisogni dei cittadini. Rimarrà aperto all’interno del sito del Comune e sarà trasversale, ogni realtà può riconoscersi al suo interno. È un manifesto astratto, ma non in senso negativo perché non sono contenuti riferimenti alla pandemia e alla situazione attuale; vogliamo che lo sguardo vada oltre, che dia una risposta ad ampio respiro. Il manifesto vuol unire le varie realtà offrendo una risposta variegata: ci proponiamo di condividere una serie di principi guida che guardino al benessere di tutti i cittadini». Il Manifesto è diviso in quattro parti: «Nella prima spieghiamo qual è la Comunità Educante, nella seconda presentiamo il percorso di costruzione che deve mettere a sistema le realtà già presenti sul territorio, nella terza stiliamo i principi guida e nella quarta le azioni da portare avanti in maniera continuativa».

Non solo "teoria", ma proposte concrete: «Verrano portate da tutti gli interlocutori e dall’Amministrazione in prima persona. Non siamo solo i promotori, ci faremo portatori di un prodotto concreto. Non sono proposte calate dall’alto, ma nascono dai bisogni che ci sono stati espressi dalla cittadinanza».

«Valorizzare il capitale umano»

«Vogliamo coinvolgere le realtà cittadine per far emergere tutta la ricchezza presente nel capitale umano di Lecco, promuovendo le azioni necessarie - entra nel merito Emanuele Torri, assessore all’Educazione e sport -. L’attività sportiva ricopre un ruolo importante, può aiutare a riscoprire la socializzazione all’area aperta e a sentire nuovo benessere. Lo scopo è questo: vivere momenti condivisi, facendo ripartire la socializzazione nella nostra città. Chiederemo alle nostre società sportive di presentare dei progetti che abbiamo questi obiettivi; vogliamo condividere delle idee tutti insieme per far ripartire la città».

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Torri spiega che «sta nascendo un desiderio di condivisione delle strategie, che a lungo termine guardi alle Statali e Paritarie della nostra città. Incontreremo i Dirigenti Scolastici per riempire qualitativamente il tempo scuola; chiederemo l’aggiunta di un post scuola che non sia il semplice svolgimento dei compiti e renda un servizio importante alle famiglie. Favoriremo un dialogo con le varie realtà, il Comune deve stanziare dei fondi e già ci siamo messi all’opera attraverso l’ultima variazione di bilancio o la partecipazione a dei bandi».

«Crescono i Neet: non ci dovremmo dormire la notte»

«Mi fa molto arrabbiare quando si parla di “recovery”, che non può essere il nostro obiettivo se guardiamo al futuro - spiega Alessandro Rosina, professore ordinario di Demografia alla Facoltà di Economia dell'Università Cattolica di Milano che ha dato il proprio contributo agli amministratori nella stesura del Manifesto -. Veniamo da un decennio in cui le condizioni dei giovani italiani non sono per nulla migliorate, e anzi sono peggiorate, rispetto a quelle dei coetanei europei; la recessione 2008-2013 è stata affrontata male, oggi sembra che l’approccio sia migliore perché la tendenza è quella d’investire nelle nuove generazioni con il “Next Generation You”. Chi sono i giovani e cosa vogliono diventare? Questo è il tema da affrontare per favorire la realizzazione di varie iniziative sul territorio. Le nuove generazioni devono essere messe nelle condizioni di essere vincenti, combinando tradizione e innovazione: la comunità deve crescere con loro, producendo nuovo benessere. La transizione scuola-lavoro è diventata un labirinto all’interno del quale è diventato fin troppo semplice perdersi e questo può creare del facile scoramento. Abbiamo il record europeo di Neet (persone non impegnate nello studio, né nel lavoro né nella formazione): non dovrebbe nemmeno farci dormire la notte questa cosa, soprattutto in tempo di pandemia».

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Il "Patto" in breve

Che cos'è
Un accordo di comunità che allarga i confini dell’agire educativo per includere i soggetti che tutti i giorni si impegnano per garantire il benessere e la crescita di ragazze e ragazzi, attraverso laboratori permanenti di educazione alla convivenza, alla solidarietà, alla cittadinanza attiva, ove si incrocia il bisogno di far fronte a “nuove sfide” con proposte formative, sollecitazioni, stimoli, risorse e idee.

Come nasce?
Origina da una situazione (circa un anno fa) non molto diversa da quella di oggi in termini di carico per le famiglie, a cui si aggiunge l’aggravante di una stanchezza e di una soglia di tolleranza ridotta al minimo... Ma il Patto rappresenta un ponte per andare oltre, verso una situazione nuova, a breve e medio termine, quindi una visione di futuro per tutti i soggetti che convergeranno su obiettivi comuni, nell'interesse di bambine e bambini, ragazze e ragazzi, famiglie e comunità. Valorizzare l'esistente per migliorarlo con il contributo di tutti i soggetti disponibili.

Quale scopo?

La Comunità educante

  • promuove i diritti all’apprendimento e allo sviluppo delle differenti potenzialità di ciascuno dei suoi cittadini
  • incentiva il dialogo e la costruzione di trame educative tra i diversi soggetti per l’attivazione di percorsi personali di crescita, sviluppo e affermazione di sé
  • favorisce sinergie per potenziare e valorizzare l’offerta territoriale, sia quella già esistente sia le nuove proposte
  • auto-genera e mette a sistema buone pratiche attraverso la condivisione delle eccellenze altrui, per riconoscere e dare valore alle diversità in un ambiente relazionale aperto e stimolante
  • incoraggia il confronto e lo scambio intergenerazionale nell’ottica di un arricchimento reciproco
  • sostiene un sistema educativo che ricomprenda diversi linguaggi quali componenti essenziali per la costruzione di significati condivisi per ognuno e per uno sviluppo del tessuto cittadino, della sua cultura e dell’agire educativo
  • contribuisce alla nascita di luoghi di partecipazione educativa che qualifichino la città e che siano riconosciuti come punti di riferimento fisici dell’educazione.

Chi sono i soggetti della Comunità educante?
La Comunità educante comprende scuole, istituzioni locali, parrocchie, realtà del Terzo Settore e del tessuto produttivo e del commercio, professionisti, famiglie, singoli cittadini e tutti i soggetti che, a vario titolo, promuovono la partecipazione diffusa quale valore e strategia educativa in grado di interpretare la collegialità e dare respiro alla responsabilità, attraverso forme di progettazione integrata tra i soggetti coinvolti.

Il Manifesto comprende altre tre sezioni: i principi, le strategie e azioni e il percorso di costruzione e attuazione.

Osservazioni e commenti
ll Comune di Lecco continuerà a incontrare e dialogare con i vari attori sociali per migliorare il Manifesto. Ora i soggetti interessati (scuole, associazioni, cittadini, famiglie, professionisti, ecc.) possono inviare osservazioni, proposte e commenti entro mercoledì 12 maggio a: comunitaeducante@comune.lecco.it

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