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Il Pd provinciale chiede alla Regione un «cambio di passo sulla sanità»

Approvato all'unanimità un ordine del giorno con cui si chiede all'ente di costruire un modello di sanità pubblica che investa nell'assunzione di personale, nella prevenzione e nella medicina territoriale di prossimità

L'Assemblea provinciale del Partito Democratico di Lecco ha approvato all'unanimità un ordine del giorno, proposto dalla Conferenza delle Donne Democratiche di Lecco e dalla responsabile Salute e Welfare dei Dem lecchesi Ausilia Fumagalli, con cui si chiede a Regione Lombardia un cambio di passo netto sulle politiche sanitaria. Vale a dire, quindi, costruire un modello di sanità pubblica moderno che investa nell'assunzione di personale, nella prevenzione (ambiente, medicina del lavoro, adolescenti, consultori, medico scolastico), nella medicina territoriale di prossimità (telemedicina, innovazione), che ponga attenzione alla salute mentale e che realizzi il progetto di sanità diffusa (centri della salute).

«Nella gestione dell'emergenza della pandemia Covid-19 la Regione Lombardia con la Giunta regionale di centrodestra si è dimostrata profondamente inadeguata e impreparata rispetto a tante altre regioni italiane - si legge nel documento - È emblematica la drammatica situazione creatasi nelle Rsa che da febbraio ha causato un tragico numero di deceduti tra gli anziani ricoverati. L'arroganza del centrodestra è ancora più irrispettosa del dramma vissuto da tante famiglie lombarde: Fontana e la sua Giunta hanno più volte affermato di non aver sbagliato niente, mentre la Lombardia purtroppo è la regione italiana ad aver pagato lo scotto più alto in termini di contagiati e di vittime in questa pandemia».

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«La Giunta regionale, tra le altre cose, non ha saputo garantire - prosegue l'ordine del giorno approvato dai Dem - nemmeno la campagna vaccinale antinfluenzale: ha sbagliato i bandi per le procedure di gara di approvvigionamento del vaccino, con prezzi diventati esorbitanti (circa 26 euro a dose contro i circa 5 euro di Emilia Romagna e Veneto). Nonostante il sito web dell'Ats affermi che il vaccino è garantito per tutta la popolazione over 60, nella realtà non sarà così, almeno fino a metà novembre».

«Nella Lombardia governata dalla Lega la situazione sanitaria è più che mai inefficiente, quella che doveva essere la "Riforma Sanitaria" ha portato al fallimento della medicina territoriale e all'aumento della sanità privata (ormai al 50%) - commentano Marinella Maldini, segretaria del Pd provinciale di Lecco, il consigliere regionale Raffaele Straniero e Ausilia Fumagalli, responsabile Salute e Welfare - Questo mentre Salvini ha passato l'estate in giro senza mascherina dichiarando che non ci sarebbe stata una seconda ondata, e il suo braccio destro Giorgetti affermava che i medici di base ormai non servono più perché sono solo dei passacarte. Chissà se adesso hanno cambiato idea!»

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