rotate-mobile
Attualità

La pesca: tra storia e tradizione

Il lago di Como si racconta attraverso la tradizione peschereccia di un tempo

La pesca, nel secolo scorso, costituiva un importante mezzo di sostentamento per famiglie del luogo, era una necessità vitale; ma, con il passar del tempo, ha contribuito in parte a spopolare il lago delle sue risorse ittiche e ora la pesca è poco più di un passatempo e i pesci sono quasi diventati una rarità.

Dai vecchi pescatori è facile comprendere come le acque dei nostri laghi, che vanno a lambire le rive e le spiagge dei pendii montani, non siano soltanto un elemento che concorre a definire le bellezze naturali e paesaggistiche del nostro territorio, poiché nelle loro profondità si nascondono varietà di pesci che, in tempi remoti, popolavano le acque salate dei mari. Forse il riscaldamento delle acque lacustri e l'abbondanza di sostanze nutritive sul fondo fece sì che alcune specie di pesci, con il passare del tempo, scegliessero il lago come loro fissa dimora.

Sul lago di Como i luoghi maggiormente battuti per la pesca erano, oltre la baia di Parè, la Rocca con le sue insenature, perfetto rifugio per alborelle e agoni, e Pescarenico, dove il lago si stringe e quindi diventa fiume, l'Adda, prima di incanalarsi verso Olginate.

Il metodo di pesca più usato sin dal secolo scorso era quello con la rete. I pescatori si servivano di reti di cotone, in seguito di seta, e poi, negli anni Cinquanta, si passò alle reti di nylon. Un tempo la pesca a rete si svolgeva di notte e richiedeva fatica e pazienza. Durante la stagione invernale i pescatori erano infatti impegnati a preparare gli attrezzi e a riparare le reti strappate. Si preparavano i turaccioli, si imbiancavano con la biacca e poi si bucavano con un ferro arroventato nel camino.

Nella barca si disponevano le reti su una sponda e, quando giungeva la sera, si prendeva il largo. Per calare le reti bisognava essere in due: il primo remava mentre il secondo, il più esperto, rimaneva sul retro del barchetto e calava la rete. Poi si tornava a riva e si ripeteva la stessa operazione.

Pesca con la rete

Il pesce, liberato dalle reti, era gettato sulle assi che coprivano il fondo della barca e poi scaricato in grosse ceste. Successivamente avevano inizio le operazioni di preparazione e conservazione. Innanzitutto si versava il pescato in una grande vasca di cemento dove i pesci venivano lavati con cura, salati uno ad uno e messi dentro mastelli, o mezzi tini, con acqua e sale grosso. Dopo un giorno o due si toglievano dalla salamoia, si risciacquavano e venivano infilati con uno spago di canapa aiutandosi con un grosso ago. Dopo averne infilati una ventina, si formava una grossa "collana" che veniva sospesa a un filo all'aria aperta. Quando finalmente ben essiccati, i pesci erano sfilati e ordinati a raggiera in lattine o tini dal coperchio di legno a misura. Il pescatore, infine, pressava le lattine o i tini con un torchietto per alcune settimane provocando così la fuoriuscita dell'olio.

Preparazione per l'essiccatura

Tra i tipi di pesca tradizionalmente praticati sul lago di Como c'era anche la pesca con la canna. Alla cima della canna veniva legato un filo di circa tre metri di canapa e alcuni metri di setale. Quando il pesce abboccava lo si toglieva dall'amo e lo si metteva in un cesto di vimini che il pescatore teneva a tracolla. Oltre alla canna si usava anche il "quadrato", costituito da una rete, appunto, quadrata sorretta da due tondelli di ferro che si piegavano per sorreggerne i capi mentre la parte superiore veniva legata a un lungo bastone. Si ricorreva anche a qualche mezzo non proprio legale, come il "sibiello", una rete che veniva trascinata sul fondo del lago a qualche metro dalla riva.

Rete da pesca

Attraverso uno sguardo sulla superficie plumbea del lago, riaffiorano i ricordi di coloro che trascorsero la vita fra le reti da pesca, riportando alla memoria abitudini e tradizioni che hanno accompagnato la vita di intere generazioni. Una tradizione che sulle rive del nostro lago rivive tutt’oggi nei pescatori che, con la pazienza e la dedizione di sempre, si dedicano a ciò che per secoli ha determinato quella che oggi può essere considerata una delle più importanti realtà del territorio.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La pesca: tra storia e tradizione

LeccoToday è in caricamento