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"Anche gli italiani pagano l'affitto": la replica di De Capitani alla campagna sulla casa

Pescate risponde al manifesto "Io pago l'affitto" contro la discriminazione con un altro cartellone. Intanto è stato imbrattato quello col volto di un rifugiato

"Anche gli italiani pagano l'affitto". Questo il messaggio che sarà affisso nei prossimi giorni su un manifesto di grandi dimensioni a Pescate. L'iniziativa è promossa dall'Amministrazione comunale guidata dal sindaco "sceriffo" Dante De Capitani in risposta alla campagna dal titolo "Io pago l'affitto" contro la discriminazione. 

Il manifesto affisso a Pescate.

Il progetto "Lecco una provincia accogliente"

La campagna è partita nei giorni scorsi e fa parte del progetto "Lecco una provincia accogliente" pensato in occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, che cade il 20 giugno, dal Sistema di accoglienza e integrazione (Sai) gestito dall’Ambito di Bellano per tutti i comuni del Distretto di Lecco. Il coinvolgimento riguarda un’ampia rete di enti pubblici e del terzo settore per sensibilizzare tutti sul tema dell’accesso alla casa, e in particolare all’affitto, per le persone migranti, rifugiate e richiedenti asilo che vivono sul nostro territorio. I volti sono quelli di Carlos (El Salvador), Ali (Pakistan), Islam (Bangladesh), Rim e Youssef (Tunisia), Iryna e Halyna (Ucraina).

Il manifesto voluto dal sindaco che sarà affisso a Pescate.

"I vandalismi vanno sempre condannati"

E nei giorni scorsi a Pescate è stato affisso il manifesto con il volto di una migrante che nel giro di poco tempo è stato però imbrattato. "Visto che sono apparsi a Pescate cartelloni come questo - commenta il sindaco De Capitani riferendosi al manifesto a sostegno di "Io pago l'affitto" - ecco la nostra risposta che uscirà lunedì prossimo. In essa abbiamo voluto ricordare che 'Anche gli italiani pagano l'affitto'".

"Lì non ci sono telecamere"

E in merito al danneggiamento? "La libertà di espressione è sacra e quindi i vandalismi vanno sempre condannati" - risponde il sindaco precisando infine che, però, "Non ci sono telecamere in quella zona". Appare dunque difficile l'individuazione del, o dei, responsabili del vandalismo gratuito sul cartellone.

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