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Mercoledì, 29 Maggio 2024
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Accogliere i migranti? Il sindaco che dice (ancora) no

Nuovo affondo di De Capitani dopo l'appello della prefettura per gli alloggi: "Prima devo occuparmi dei miei cittadini in difficoltà. E il sindaco di Lecco dica no a tendopoli al Bione"

"Con tutto il rispetto per il prefetto che segue le disposizioni del ministro, io dico ancora una volta che l'accoglienza di tutta questa gente che arriva con i barconi non può essere messa sulle spalle dell'Italia e dei sindaci in particolare". Inizia con queste parole la dura presa di posizione espressa oggi, lunedì 10 aprile, dal sindaco di Pescate in merito alla possibile accoglienza di nuovi migranti sul territorio. Dante De Capitani ribadisce così la propria linea in merito al tema dell'accoglienza, dopo l'intervento della prefettura di Lecco che nei giorni scorsi aveva chiesto la disponibilità di nuovi alloggi per accogliere i migranti a seguito dei recenti sbarchi, pur precisando che anche il sistema Lecco inizia ad essere saturo.

"Questi barconi non devono più partire e se partono si intercettano, si rifocillano e si prestano tutte le cure ai naviganti, ma poi si riportano sulle spiagge da dove sono partiti verificando da dove sono salpati esattamente con i satelliti che ormai registrano tutti i movimenti - incalza il sindaco De Capitani - Perché non è vero che l'immigrazione non si possa fermare, diciamo invece che non la si vuole  fermare. I miei colleghi sindaci che hanno già accettato sul loro territorio questi migranti sono dei santi. Ma io e la maggior parte dei miei colleghi santi non siamo. Per cui, come ho ripetuto a tutti i prefetti che si sono succeduti in questi anni, qui a Pescate di migranti non ne arriverà uno".

"Io non accetto che chi non scappa da guerre possa rimanere nei nostri paesi ben accudito e mantenuto senza lavorare. E poi, non venendo poi più rimpatriati e rimanendo sul territorio, alcuni di loro iniziano a vivere di espedienti e a combinarne peggio di Bertoldo - insiste De Capitani - Io non darò quindi alloggi ai migranti e spero non lo facciano neanche i miei cittadini. Per due ragioni. La prima perché qui a Pescate solo i bambini, gli anziani e i disabili sono esentati dal lavorare. La seconda perché anche i miei cittadini hanno necessità di alloggi, attualmente abbiamo due sfratti di famiglie straniere che però sono ormai pescatesi integrati che lavorano e io prima aiuto i miei cittadini. E quindi se in paese abbiamo case libere le diamo a loro, altro che ai migranti".

De Capitani rivolge infine un appello non certo diplomatico al collega sindaco di Lecco... "E mi auguro - conclude - che il mio collega Gattinoni non accetti di avere tendopoli e baraccopoli al Bione come 7 anni fa come si sta già paventando, perchè i sindaci non devono pagare le mancanze di politici che non sono capaci di difendere i confini da questa invasione".

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