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Sabato, 27 Novembre 2021
Attualità Bellano / Frazione Bonzeno

La Polizia di Lecco ricorda Francesco Pischedda, «deceduto nell'adempimento del dovere»

I rappresentanti della Polizia di Stato si sono recati a Bellano, dove don Andrea Lotterio ha officiato una cerimonia commemorativa

Dal 1993, ad un anno dalla strage di Capaci, nel mese di maggio il SAP, nell’ambito del “Memorial Day” organizza sul territorio nazionale una serie di eventi per commemorare non solo i servitori dello Stato ma anche giornalisti, politici, religiosi e semplici cittadini che hanno pagato con la vita il loro impegno a favore della collettività. 

Per la seconda volta, questo anno, gli eventi in programma si concretizzeranno in forme ridotte e ristrette, per i motivi ben noti, relativi all’attuale e drammatica emergenza sanitaria. Tuttavia questa Segreteria Provinciale, composta dal Segretario Provinciale Rodolfo Ratti e dai Consiglieri Marco Balossi, Giuseppe Messineo e Mauro Petrozziello, unitamente al Segretario Nazionale Giampiero Timpano e Regionale Aldo Marcinnò, nella giornata di venerdì si recati a Bellano, presso la sottosezione della Polizia Stradale, al fine di procedere ad una deposizione floreale al simulacro che ricorda il sacrificio del collega della Polizia di Stato Francesco Pischedda, deceduto nell’adempimento del dovere; la cerimonia commemorativa è stata celebrata da don Andrea Lotterio, Cappellano Militare, che si è sempre distinto anche per la sua vicinanza al Personale della Polizia di Stato operante in questa Provincia e, nella fattispecie, ai famigliari della vittima.

Alla cerimonia hanno partecipato anche il Questore di Lecco dott. Alfredo D'Agostino e la Dirigente pro tempore della Sezione della Polizia Stradale di Lecco, Comm. Capo dott.ssa Lucia Di Maro.

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«Necessario tenere vivo il ricordo»

Per il Segretario Provinciale Rodolfo Ratti «oggi, più che mai, è necessario tenere sempre vivo il ricordo di coloro che hanno dato la propria “Vita” per contrastare il proliferare dell’illegalità, nella speranza che il “Loro Sacrificio” sia da monito per tutti coloro che sono chiamati a Legiferare e a Garantire la “Giustizia”. In questi ultimi anni, i Poliziotti e tutti gli appartenenti alle Forze dell’Ordine, si trovano ad operare in un clima di incertezza sia dal punto di vista operativo, che da quello giuridico. L’accrescere in genere del malessere sociale, la scarsa percezione di un futuro occupazionale, il proliferare dell’abuso di alcool e sostanze stupefacenti, abbinate alla crescita esponenziale della percezione di impunità, spesso risultano essere gli elementi costitutivi di quella sempre più pregnante miscela esplosiva facilmente percepibile e riscontrabile non più solo nell’alveo della abituale  criminalità, ma anche e soprattutto in tutte quelle manifestazioni di svago e spaccati di vita quotidiani che dovrebbero essere alla base della normale convivenza tra Cittadini e tra quest’ultimi e le Istituzioni; una composizione deflagrante il cui disinnesco è demandato solo ed esclusivamente ad un esiguo numero di esponenti delle Forze dell’Ordine che non solo spesso si trovano ad operare in condizioni di qualsivoglia inferiorità, ma anche in un contesto legislativo/burocratico talvolta contradditorio i cui risvolti, talvolta, risultano addirittura penalizzanti proprio per gli stessi Operatori chiamati a difendere le Libertà di ognuno».

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Prosegue il Segretario Ratti: «Il continuo proliferare di Leggi, Decreti, Norme di Attuazione, Circolari, Disposizioni, nonostante le miriadi già esistenti, non rendono di certo agevole il compito di chi, sulla strada, si trova ad operare in circostanze di tempo e di luogo certamente precarie non solo dal punto di vista operativo, ma anche in quello psicofisico e remunerativo. Al  “poliziotto”, in pochi istanti e per pochi soldi, è chiesto di arginare immediatamente il fenomeno delinquenziale in atto  tenendo però ben presente che deve comunque agire  assemblando il significato delle parole o le interpretazioni giuridiche delle stesse contenute nella citate Fonti del Diritto scritte da emeriti giuristi nel corso di mesi o addirittura anni con lo spauracchio, poi, di vedersi “sospeso dal servizio” ovvero  penalizzato sia professionalmente che economicamente, in attesa che la Giustizia possa, con i suoi tempi, accertare la verità inerente quelle decisioni assunte in un istante nelle sopraindicate condizioni operative. Pertanto questa Organizzazione Sindacale, proprio nel ricordo di coloro che hanno dato la “Vita” per garantire i Principi Fondamentali contenuti nella Nostra Costituzione, chiede a gran voce alle Istituzioni preposte, di prendere in seria considerazione le proposte già avanzate nelle Sedi opportune dal SAP, sia per quanto concerne la tanto invocata “certezza della pena”, sia per quanto attiene ad una effettiva rivalutazione della figura del “poliziotto” in ogni suo aspetto ovvero sia dal punto di vista economico, che da quello normativo/istituzionale, tale da consentire allo stesso di operare in un contesto più sereno e professionale, condizioni necessario ed imprescindibili per affrontare le nuove sfide conflittuali con maggiore serenità, strumenti e professionalità».

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