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Lecco e le sue fortificazioni: la storia del Ponte Visconteo

La storia del ponte divenuto simbolo di Lecco

Il ponte, divenuto simbolo di Lecco, fu costruito dai Visconti negli anni 1336-38 ca. L'aspetto antico era diverso dall'attuale, poiché era stato previsto come una fortezza galleggiante a guardia del passaggio dell'Adda. Le arcate erano all'inizio solo otto; ma per accontentare i Comaschi, i quali pensavano che la strozzatura del fiume provocasse il periodico allagamento della loro città, l'alveo dell'Adda fu scavato e il letto allargato, di modo che vennero aggiunti i due archi verso il monte Barro uno tra il 1349-54 e un altro nel 1439.

Il dettaglio di una delle arcate del Ponte Azzone Visconti

Nel Quattrocento, al tempo delle guerre condotte dal Duca di Milano, il ponte aveva alla testata verso Lecco, un rivellino, ossia un fortino isolato da un fossato costruito nel 1433, una rocchetta con una torre merlata, un palazzo al centro per il castellano del ponte, un ponte levatoio, una torre colombera, il terzo ponte levatoio ed infine una grande torre o rocchetta.

Nelle rocchette stavano al solito una ventina di soldati con balestre e bombarde che lanciavano palle di pietra, alcune delle quali si vedono ora al Museo della torre in piazza XX Settembre. Chi passava sul ponte, che di notte veniva chiuso, doveva pagare un dazio o pedaggio, molto gravoso, abolito in seguito dall'imperatore austriaco Giuseppe II.

La guerra condotta contro l'avventuriero Gian Giacomo Medici detto il Medeghino, fratello del papa Pio IV e zio di S.Carlo Borromeo, rovinò il ponte, che venne restaurato nel 1606-1609 per ordine del governatore spagnolo di Milano conte di Fuentes; il quale poi volle risistemare tutte le fortezze e costruirne una poco a nord di Colico che porta il suo nome.

Col passare dei secoli il palazzo era crollato ed erano rimaste solo le due torri agli imbocchi e una al centro; nel 1796 però i francesi di Napoleone pensarono di fortificarlo meglio e verso Lecco aprirono un largo fossato. Qui si svolse la sanguinosa «battaglia di Lecco» del 25 aprile 1799, quando i Francesi dovettero ritirarsi al di là dell'Adda, facendo saltare le ultime due arcate.

II torrione verso Lecco fu distrutto dagli Austriaci e ora ne rimane solo un frammento con la scaletta che scende alla spiaggia. La torre verso il monte Barro con la sua porta rimase fin poco dopo il 1830 e venne anche riprodotta nella edizione del 1840 dei Promessi Sposi con illustrazioni di Gonin. Questa fu distrutta perché impediva il traffico, si diceva, per la rammodernata strada militare che da Milano conduceva al Tirolo. Lo stesso tipo di moderno obiettivo danneggiò il ponte negli anni 1909-1910 quando la carreggiata fu allargata e abbattuti i muretti laterali.

Rilievo del Ponte Visconteo

Il ponte visconteo diviene oggi documento di un modo di vivere diverso dal nostro, ma che ricorda alcuni problemi umani di sempre, la difesa, la protezione e purtroppo il potere e la guerra; in essi si esalta però anche il positivo sapere nella capacità di organizzazione di un abitato, oppure la bellezza dell'architettura. Ricercare dunque questi edifici non è privo di importanza; ed ancor più importante sarebbe non solo riconoscerli, ma accrescerne la caratteristica, utilizzandoli per creare ai nostri paesi un ambiente più proprio, più riconoscibile, forse anche più umano, procedendo al restauro e all'affidamento il più possibile collettivo della loro utilizzazione.

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