Giovedì, 16 Settembre 2021
Attualità Piazza Era

«Che bravo lo spazzino di Piazza Era»: il post delle buone intenzioni spopola sui social

La normalità ormai perduta: i complimenti di una lecchese all'operatore ecologico spiccano fra centinaia di proteste e lamentele, ottenendo migliaia di "like" e condivisioni

Il post apparso sul gruppo "Sei di Lecco Se" (cliccare sull'immagine)

Comunicazione di servizio: astenersi dalla lettura perditempo, odiatori seriali e cazzeggiatori. Per comprendere lo scopo dell'articolo è necessario partire da lontano, molto lontano, dal concetto stesso di "notizia"; da un fatto assolutamente ordinario che, per il modo in cui viene spiegato, e per il luogo in cui viene raccontato, assume i contorni di quelle buone notizie che possono riconciliare con la bellezza.

I social network hanno cambiato il mondo? Sì, senza dubbio. Spesso, troppo spesso, mettendone in evidenza il lato oscuro. Nessuno lo neghi. Siamo subissati ogni giorno da centinaia di post di protesta e sterili polemiche, spesso condite da insulti e inneggiamento all'odio. Alcune volte, però, l'umanità offre messaggi di speranza, e la risposta è tanto forte da illudere per un attimo che la luce, in fondo al tunnel, seppure lontanissima, brilli davvero.

Calco è il primo Comune della provincia di Lecco ad aderire alla Giornata Nazionale della Gentilezza

Martedì sera sul gruppo Facebook "Sei di Lecco Se", uno dei più animati del capoluogo (22.500 iscritti), una utente ha pubblicato il seguente post: «È da parecchio tempo che lo voglio dire... la piazza Era non è mai stata così pulita come da quando c'è questo operatore! Veramente bravo nel suo lavoro!»

Piazza Era post Facebook-2

La potenza della semplicità

Ad accompagnare il messaggio, una foto evocativa: il suddetto operatore ecologico ramazza le foglie nella manzoniana piazza del rione di Pescarenico, assorto nell'obbligo del suo lavoro e nel contesto di una potente solitudine. Subito fioccano i like, più di mille, e i commenti, un centinaio. In pochi minuti, quel post si fa notizia. Non è una protesta, non è una polemica, non è condito da insulti. Tutt'altro. È una carezza a un uomo impegnato a svolgere (evidentemente, stando ai responsi degli altri utenti, con profitto e passione) la sua ordinaria mansione; un complimento spontaneo al quale ormai, purtroppo, non siamo più avvezzi, e per questo ancora più gradito. È la normalità che ritorna e che durante il suo tribolato viaggio diventa speciale.

L'autrice ci regala un esempio di onestà intellettuale, ricordandoci quasi con ingenuità quanta potenza si nasconda nelle azioni semplici. Anche nel 2021. Persino sui social. Per questo la ringraziamo. Torniamo all'inizio dell'articolo, percorrendo idealmente il tunnel a ritroso. Perché scrivere un articolo su quel post? Perché è una mosca bianca, un rivolo d'acqua nel deserto, un ago nel pagliaio. Vorremmo leggerne di più, e più spesso. E non meravigliarci affatto di vedere mille like o sentire «Hai ragione, che bravo, la nostra piazza è pulita e faremo di tutto per aiutarlo a mantenerla in ordine».

Per questi motivi, consci di quanta strada abbiamo davvero da percorrere per raggiungere la luce in fondo al tunnel, eviteremo di leggere i commenti in calce all'articolo.

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