Rinnovo del contratto per le imprese multiservizi, presidio davanti all'ospedale

La manifestazione si terrà lunedì 19. I sindacati: «In questo importante settore della pulizia e sanificazione lavorano oltre un migliaio di persone nel Lecchese. Prendono 7 euro lordi all'ora: inaccettabile. Pronti a mobilitarci per trattamenti più giusti»

Il presidio organizzato lo scorso giugno a Lecco da parte di Filcams, Fisascat e UilTuCS.

«Il settore delle imprese multiservizi è quello che garantisce servizi spesso essenziali a condizioni, per chi ci lavora, che non sono più accettabili. In questo settore 600.000 persone in tutta Italia, e più di un migliaio nel territorio lecchese, assicurano, tra l’altro, le pulizie e la sanificazione degli ambienti pubblici, diventati indispensabili per il contrasto alla diffusione del Covid-19. Sono donne e uomini che ogni giorno affrontano situazioni critiche senza alcun riconoscimento dai datori di lavoro, con un contratto scaduto ormai da 7 anni».

Questa la presa di posizione dei sindacati Filcams, Fisascat e UilTuCS di Lecco che, come in molti altri territori, sottolineano la necessità «di mettere in campo ogni azione volta a ottenere il rinnovo del contratto». Per queste ragioni daranno vita a un'assemblea pubblica con presidio davanti all'ospedale di Lecco lunedì 19 ottobre dalle ore 10 alle 12.

«La società civile, anche a Lecco, deve accorgersi della delicata situazione nella quale operano lavoratrici e lavoratori del settore»

«Occorre che tutta la società civile, anche a Lecco, si accorga della delicata situazione nella quale operano lavoratrici e lavoratori del settore - proseguono i sindacati lecchesi - il cui ruolo ha avuto anche riconoscimenti pubblici, ma che, ancora oggi, non vede le associazioni datoriali e le imprese riconoscerne il valore vista la scelta di queste ultime di bloccare, ancora una volta, con atteggiamenti pretestuosi, il rinnovo del Contratto Nazionale. Impegno, quello del rinnovo, fra l’altro già assunto a giugno con la sottoscrizione da parte di tutti di un avviso comune, ma che con il rinvio da parte datoriale del tavolo programmato per ottobre sembra ancora lontano dal realizzarsi. Tutto questo è avvenuto nonostante i sindacati avessero già pronte sul tavolo alcune proposte per superare i molti punti ancora aperti».

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Coloro che lavorano in questo settore sono prevalentemente donne. «L’ultimo adeguamento economico dei loro stipendi risale al 2013, e l’immobilità dei salari aggrava una condizione economica dei lavoratori, già fortemente caratterizzata da part time involontari a poche ore settimanali, con salari che non arrivano a 7 euro (lorde) all’ora - incalzano Filcams, Fisascat e UilTuCS - Quasi la totalità di questi addetti opera su esternalizzazioni o su appalto, dunque paga un conto salatissimo anche in termini di incertezza di condizioni, e in questi anni hanno pagato anche con riduzioni dei contratti individuali di lavoro e l’angoscia di vedersi messo in discussione il proprio posto di lavoro ad ogni cambio di appalto».

Un presidio per dare voce alle lavoratrici di mense e pulizie scolastiche

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