Già 8.000 firme raccolte in pochi giorni a favore dei lavoratori de "La Nostra Famiglia"

Dopo lo stato di agitazione per il mancato rinnovo del contratto, i genitori dei bambini assistiti hanno promosso una petizione online su change.org. Molte le attestazioni si solidarietà anche sui social. Ecco il post, sincero e sentito, di una lavoratrice

I lavoratori durante l'assemblea sindacale che si è tenuta nei giorni scorsi presso la struttura di Bosisio Parini.

Sono già oltre 8.000 le firme raccolte in pochi giorni sulla piattaforma online change.org a sostegno dei lavoratori de "La Nostra Famiglia". Dopo la scelta della dirigenza di non rinnovare il contratto alle condizioni ritenute più giuste e appropriate dal personale, sindacati e dipendenti sono entrati in stato di agitazione. Anche i genitori dei bambini in cura dai terapisti del centro hanno deciso di mobilitarsi a favore dei lavoratori con la petizione dal titolo emblematico "Non togliete il sorriso ai nostri bambini". Poco fa il team italiano di Change.org ha reso noto che sulla piattaforma sono state raccolte oltre 8mila firme per sostenere i dipendenti.

Il testo della petizione

Siamo i genitori dei bambini frequentanti i centri di riabilitazione delle persone con disabilità “La Nostra Famiglia”, un’associazione con sedi in tutta Italia alla quale si rivolgono migliaia di famiglie.

Recentemente, l’Associazione ha deciso di rinnovare i contratti collettivi con i suoi terapisti, dopo ben 13 anni che non venivano rinnovati: professionisti eccellenti che hanno aiutato tantissimi bambini a riacquistare il sorriso, aiutandoli a tornare a camminare, a condurre una vita serena.

Applicando il nuovo contratto, però, i centri stanno obbligando i terapisti a lavorare 2 ore settimanali in più a parità di stipendio.

Questa situazione rischia di allontanare molti di questi professionisti dall’Associazione, per trovare condizioni lavorative migliori. Sono migliaia le famiglie che si ritroverebbero senza quel prezioso sostegno e la cura di cui necessitano i nostri figli. Per questo sosteniamo a pieno la lotta dei lavoratori appartenenti alla struttura, contro un iniquo rinnovo del contratto collettivo di lavoro: le ore in più vanno pagate!

Se toccate i nostri terapisti, toccherete anche i nostri bambini.

Aiutateci a sostenerli.

Per completezza di informazione nei giorni scorsi abbiamo pubblicato non solo la presa di posizione di sindacati e lavoratori, ma anche la replica della dirigenza de "La Nostra Famiglia" che trovate nel link seguente.

La posizione della dirigenza: chieste due ore in più ai lavoratori alla stessa retribuzione

Intanto anche sui social sono numerose le attestazioni di vicinanza nei confronti del personale. Molto sentito e significativo il post, che riportiamo qui di seguito, scritto da una dipendente della Nostra Famiglia su facebook.

Sono giorni che mi passano in testa tanti pensieri e una grande sensazione di tristezza nel cuore... tristezza per il punto a cui siamo arrivati, tristezza per non riuscire più a riconoscermi come prima nella mia identità di lavoratrice, tristezza per certi pensieri di gestione del mio tempo al lavoro che qualche anno fa non mi sarei mai sognata di fare... tristezza per il cambio di aggettivo nelle teste da “Nostra” in “Vostra”...
Tristezza perché chi sceglie il lavoro di operatore nel settore sanitario non lo fa sicuramente per il ritorno economico che non è mai stato realmente commisurato al valore umano e alla fatica di un campo delicato come quello della disabilità... chi sceglie questo tipo di professione lo fa mosso da un’etica che gli fa rimboccare le maniche tutti i giorni di fronte a dei bambini in difficoltà, di fronte alla sofferenza di grandi e piccoli, di fronte a famiglie affaticate che ti si affidano con tanta speranza... chi sceglie questo tipo di lavoro è consapevole a volte di non poter attendere totalmente alle aspettative, ma è pronto a fare il tutto per tutto...

In quasi 20 anni di lavoro ho visto passare centinaia di bambini e di famiglie e ho cercato di trovare per ognuno una chiave di lettura... compiendo sicuramente anche degli errori... ma sempre con il grande desiderio di aiutare!
Ho lavorato in condizioni migliori di quelle di oggi? Sicuramente sì per certi aspetti, ma dal punto di vista contrattuale mai diverse da quelle di un mese fa... eppure era diverso... nei miei vent’anni abbiamo visto un solo rinnovo del contratto che non ci ha fatto di certo ricchi ma che ha riconosciuto in qualche modo un “avanzare” della nostra figura professionale... abbiamo sempre continuato a lavorare con impegno e con BENE... nessuno si è mai sottratto al proprio ruolo e dove abbiamo potuto abbiamo dato anche più del dovuto!
Oggi però ci ritroviamo con questo scarto di 13 anni e un nuovo contratto peggiorativo che gravano sulle nostre teste e sul nostro animo come macigni, perché molto semplicemente a conti fatti in questi anni le nostre vite sono cambiate, molti di noi hanno messo su famiglia, hanno figli che crescono ed esigono il giusto sostegno economico per gli studi, lo sport, il dentista... qualcuno ha intrapreso un mutuo, qualcuno ha avuto bisogno di cure mediche, qualcuno avrebbe magari anche solo voluto avere un gruzzoletto in più per concedersi una vacanza... il costo della vita per nessuno di noi è quello di 13 anni fa eppure...

Quando ero piccola ho visto i miei genitori, classe operaia, lottare per i loro diritti con assemblee, scioperi e manifestazioni ottenendo dei riconoscimenti che hanno giovato loro e alle generazioni future...
Se uno dei nostri figli volesse lavorare come operatore nel settore sanità privata in quali condizioni si troverebbe?!? Come si fa a non guardare al futuro?
E si punta ancora il dito alla morale...

Fanno piacere i riconoscimenti e il sostegno di persone che ci hanno visto all’opera, donano conforto in questo clima pesante... fanno piacere le domande dei bambini che con la loro schiettezza vogliono sapere cos’è quel cartellino giallo che portiamo... è difficile spiegarlo a voi ma sappiate che è PER VOI ❤️

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I sindacati: «Nuovi problemi per i lavoratori della Nostra Famiglia»

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