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"Grande Lecco"

"Ballabio e Morterone si uniscano a Lecco: dal Governo arriverebbero 20 milioni"

L'appello del capogruppo Corrado Valsecchi dopo la caduta del sindaco Bussola sul bilancio e il commissariamento: "L'Unione fa la forza. Decidiamo con un referendum"

"Quando il Prefetto deciderà di commissariare il Comune di Ballabio inizieremo a cercare all'interno delle comunità di Ballabio e Morterone le persone che condividono un percorso diverso da quello che tradizionalmente propongono i partiti politici. Chiederemo ai cittadini delle due comunità di esaminare una proposta che Appello per Lecco da sempre sta cercando di portare avanti: allargare i confini del capoluogo per consentire alle comunità di essere più competitive e avere maggiori servizi".

Inizia così l'intervento diffuso oggi agli organi d'informazione locali da Corrado Valsecchi, Capogruppo Consigliare di Appello per Lecco nella Città capoluogo. A seguito della bocciatura del bilancio e della conseguente caduta dell'Amministrazione ballabiese guidata dal sindaco Giovanni Bussola che dovrà passare il testimone a un commissario, Valsecchi rilancia la necessità di unire le forze tra i comuni. 

"Insieme saremmo la città capoluogo più verde d'Italia"

"In caso di fusione (per Ballabio) o incorporazione (nel caso di Morterone) con Lecco dal Governo sarebbero messi a disposizioni ben 20 milioni a fondo perduto distribuiti in 10 anni, risorse ingenti che potrebbero cambiare le prospettive dei cittadini e rilanciare Ballabio e Morterone. Ma non sono solo le risorse economiche ad orientarci in questa strategia - incalza Corrado Valsecchi - Lecco, Ballabio e Morterone assieme diventerebbero la città capoluogo più verde d'Italia e scalerebbero tutte le classifiche legate all'ambiente e al green avendo così il privilegio di intercettare tutti i più cospicui finanziamenti Statali, regionali e europei sui percorsi agro-silvo-pastorali, sulla manutenzione dei nostri boschi e torrenti, sulla cura e protezione dei nostri alpeggi e delle montagne sviluppando un processo di turismo responsabile. Questo ci consentirà di avere nuovi posti di lavoro e servizi, oggi inesistenti, da erogare".

"Questo percorso deve partire dalle comunità locali"

"Sarà nostra premura quindi verificare se una tale prospettiva può incontrare la sensibilità delle due comunità in un processo di coinvolgimento e eventuale adesione che parta dalla base delle comunità: dai singoli cittadini e dalle loro organizzazioni sociali e culturali - aggiunge il capogruppo di Appello per Lecco - Un percorso di discussione che possa portarci ad un referendum necessario per certificare la volontà degli elettori. La crisi amministrativa di Ballabio e la situazione di Morterone oggi possono rappresentare un banco di prova straordinario per indagare una possibilità del genere che farebbe cadere egoismi, campanilismi ingiustificati e una mentalità 'provinciale' che appartiene anche al capoluogo che non ha più motivo di esistere".

Valsecchi rilancia il referendum: "Pensiamo alla Grande Lecco"

"Oggi il nostro territorio è uno dei più fragili e meno competitivi a livello amministrativo nei confronti degli altri capoluoghi e territori lombardi, occorre una azione incisiva da parte dei cittadini e delle loro organizzazioni come volano per dar corpo ad una esperienza guidata dal basso che possa essere vista anche dagli amministratori come una opportunità".

"Decidiamo noi il nostro futuro, non lasciamolo in mano ai burocrati romani"

"Dobbiamo essere noi a decidere il nostro futuro e non lasciarlo in mano ai burocrati romani che, prima o poi, decideranno con il compasso i nuovi confini dei Comuni come già avvenuto negli anni venti del secolo scorso. Inoltre questa iniziativa consentirebbe di far riflettere anche altre comunità adiacenti a Lecco in un percorso che potrebbe ampliarsi e diventare virtuoso. Sarò lieto e onorato - conclude Corrado Valsecchi - nella mia veste di rappresentante nazionale di Fccn (coordinamento nazionale per la fusione dei Comuni) di mettere a disposizione delle comunità i migliori tecnici e i sindaci che fanno parte di Fccn che hanno già sviluppato e portato a termine operazioni di fusione cambiando la vita in positivo alle loro comunità".

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