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Lunedì, 3 Ottobre 2022
Attualità

Le nuove regole anti covid per il rientro a scuola

Cosa cambia su mascherine, tamponi e Dad per l'anno scolastico 2022-2023 al via il 12 settembre

A pochi giorni dal rientro a scuola, previsto per lunedì 12 settembre, arrivano le nuove regole nazionali anti-covid su mascherine, tamponi e didattica a distanza per l'anno 2022-2023. "Alla riapertura delle scuole a settembre non sarà previsto l'obbligo di mascherine. Successivamente vedremo in base all'evoluzione della situazione epidemiologica - ha affermato innanzitutto il ministro della Salute Roberto Speranza - Questo non vuol dire che non possa essere usata, il mancato obbligo non comporta che passi il messaggio che la mascherina sia inutile". Dichiarazioni e regole sono state riportate nel dettaglio in un articolo dei colleghi di Today.it proprio in vista dell'imminente ritorno in classe che interessa anche tantissimi alunni e docenti di Lecco e provincia.

"La mascherina si utilizza quando necessario  - ha affermato ancora il ministro - Se mi trovo in un posto senza areazione e al chiuso, anche se non c'è l'obbligo la uso. Non è vietato usarla, è uno strumento utile, uno scudo per evitare di prendere il covid. Autunno e inverno sono notoriamente i mesi più difficili sul fronte della pandemia. Ma ribadisco che i vaccini che la scienza ci ha dato sono assolutamente efficaci".

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Il personale a rischio di sviluppare forme severe di Covid-19 "utilizza i dispositivi di protezione respiratoria del tipo Ffp2 e i dispositivi per la protezione degli occhi forniti dalla scuola in base alle indicazioni del medico competente", prevede il vademecum inviato alle scuole dal ministero dell'Istruzione. "Anche il personale che ha la volontà di proteggersi con un Dpi può usare un dispositivo di protezione respiratoria del tipo Ffp2 e dispositivi per la protezione degli occhi", si aggiunge. "Al momento le persone risultate positive al test diagnostico per Sars-CoV-2 sono sottoposte alla misura dell'isolamento. Per il rientro a scuola è necessario l’esito negativo del test (molecolare o antigenico) al termine dell'isolamento", si legge ancora.

È consentita la permanenza a scuola a bambini e studenti con sintomi respiratori di lieve entità ed in buone condizioni generali che non presentano febbre. Come si legge sul sito del ministero dell'istruzione "nei bambini la sola rinorrea (raffreddore) è condizione frequente e non può essere sempre motivo di non frequenza o allontanamento dalla scuola in assenza di febbre". Quindi "gli studenti possono frequentare in presenza indossando mascherine chirurgiche/FFP2 fino a risoluzione dei sintomi ed avendo cura dell'igiene delle mani e dell'osservanza dell'etichetta respiratoria".

Per accedere ai locali scolastici non sono previsti controlli sullo stato di salute, ad esempio la misurazione della temperatura corporea. "Ma, se durante la permanenza a scuola, il personale scolastico o il bambino/alunno presenti sintomi indicativi di infezione da Sars-CoV-2 viene ospitato nella stanza dedicata o area di isolamento, appositamente predisposta e, nel caso dei minori, devono essere avvisati i genitori", si legge ancora tra le faq. "A titolo esemplificativo, rientrano tra la sintomatologia compatibile con Covid-19: sintomi respiratori acuti come tosse e raffreddore con difficoltà respiratoria, vomito (episodi ripetuti accompagnati da malessere), diarrea, perdita del gusto, perdita dell’olfatto, cefalea intensa", viene ricordato.

Gli alunni positivi non potranno però utilizzare la Dad: "La normativa speciale per il contesto scolastico legata al virus Sars-CoV-2, che consentiva tale modalità, cessa i propri effetti con la conclusione dell'anno scolastico 2021/2022", si legge nelle faq del documento. Per gli alunni fragili sono previste misure di tutela particolari? "I genitori degli alunni/bambini che a causa del virus Sars-CoV-2 sono più esposti al rischio di sviluppare sintomatologie avverse comunicano all'istituzione scolastica tale condizione in forma scritta e documentata, precisando anche le eventuali misure di protezione da attivare durante la presenza a scuola - si legge nel documento -. A seguito della segnalazione ricevuta, l'istituzione scolastica valuta la specifica situazione in raccordo con il dipartimento di prevenzione territoriale ed il pediatra/medico di famiglia per individuare le opportune misure precauzionali da applicare per garantire la frequenza dell'alunno in presenza ed in condizioni di sicurezza".

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