Retesalute a rischio, i sindacati: «Non c'è un confronto reale con l'Azienda Speciale, è una lenta agonia»

La realtà gestisce servizi sociali sul Meratese, oltre che sul Casatese e sull’Oggionese, e presenta un buco di quattro milioni di euro a bilancio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

È un senso di profonda delusione verso il Cda e verso l'Assemblea dei Soci di Retesalute quello che si respira all’interno dell’auditorium del Comune di Merate durante l’assemblea unitaria organizzata da Fp Cgil Lecco, Cisl Fp Mbl e Uil Fpl del Lario per dar voce ai dipendenti dell’Azienda Speciale, amareggiati per un mancato confronto, reale e concreto, con i vertici aziendali rispetto alla grave situazione economico finanziaria che sta mettendo a rischio la sopravvivenza della più grande Azienda Pubblica erogatrice di servizi sociali sul Meratese, oltre che sul Casatese e sull’Oggionese.

Quattro milioni di buco, rischiano 83 dipendenti

Amarezza che si accompagna allo sgomento di fronte alle azioni avviate sino ad oggi per salvare l'Azienda. Ma forse sarebbe meglio parlare di “non azioni”, visto che la mancanza di prese di posizione chiare e definite da parte dell'Assemblea dei Soci rispetto alle richieste di ripianamento formulate dal Cda rappresentano il denominatore comune degli incontri che si sono susseguiti negli ultimi mesi proprio tra il Cda e l'Assemblea dei Soci: atteggiamento che ha condannato Retesalute e i suoi dipendenti a vivere in un limbo, nella speranza che ci sia una luce in fondo al tunnel.

Una lenta agonia proprio nel momento topico dell'anno nel quale si dovrebbe programmare l'assistenza educativa scolastica, in vista della ripresa dell’attività didattica in presenza, dopo mesi di sospensione a causa dell’emergenza sanitaria da covid-19; il tutto contornato dalla necessità di garantire il medesimo livello qualitativo dei servizi erogati sino ad oggi proprio su mandato degli stessi Comuni che oggi non prendono una posizione definitiva rispetto al futuro dell’Azienda, che da un momento all’altro rischia il default finanziario.

Con quale spirito dovrebbero affrontare la quotidianità amministrativi, psicologi, assistenti sociali, educatori e Oss, che vivono ogni giorno nell’incertezza di quello che succederà nel prossimo futuro?

Tra il personale serpeggia l’angoscia di fronte ai possibili scenari che potrebbero aprirsi nell’ipotesi, sempre più concreta, che il piano di ripianamento proposto dall’attuale Cda non venga approvato dall’Assemblea dei Soci di Retesalute, condannando l’Azienda alla messa in liquidazione.

Il nuovo soggetto che verrebbe designato per l’erogazione dei servizi prestati sino ad oggi da Retesalute sarebbe in grado di garantire la tenuta occupazionale? A quali condizioni?

Retesalute applica attualmente ai propri dipendenti il Contratto Nazionale delle Funzioni Locali: il nuovo soggetto, eventualmente deputato, sarebbe in grado di preservarne la piena applicazione anche nel futuro, a tutela dei diritti maturati dai medesimi dipendenti sino ad oggi? Oppure si sta pensando ad una “gestione privatistica” dei servizi sociali che mette in discussione il “modello di gestione pubblica” adottato sino ad oggi?

Uno scenario devastante che ha visto l’allontanamento dall’azienda dell’ex Direttore di Retesalute, Simona Milani, in un momento in cui anche le posizioni organizzative cominciano a vacillare sotto il peso di una responsabilità non indifferente.

È giunto il momento della verità: per tutto quanto sopra esposto, i dipendenti di Retesalute, alla ricerca di risposte chiare e definite da parte degli organi decisionali (Cda e Assemblea dei Soci), conferiscono mandato ufficiale alle Organizzazioni Sindacali affinché venga proclamato lo stato di agitazione del personale dipendente di Retesalute e vengano espletati tutti i passaggi istituzionali davanti al Prefetto finalizzati al perseguimento delle procedure di raffreddamento, in assenza delle quali verrà proclamata una giornata di sciopero con la conseguente interruzione di tutti i servizi resi.

Per le Segreterie Fp Cgil Lecco, Cisl Fp Mbl e Uil Fpl del Lario
Teresa Elmo, Enzo Cerri e Italo Bonacina

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