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«A maggio le attività potranno riaprire»

Maria Stella Gelmini, Giancarlo Giorgetti e Pierpaolo Sileri tornano a seminare speranza: la vaccinazione di massa riapre la priorità

Maggio=riaperture. L'equazione la mettono nero su bianco, pur i condizionali del caso, le alte sfere del Governo Draghi. Il messaggio è sempre lo stesso: le prossime riaperture saranno giocoforza condizionate dall'andamento dei contagi e delle vaccinazioni e una data precisa per il momento non c'è, ma il prossimo dovrebbe essere il mese in cui tante attività potrebbero rivedere la luce dopo mesi più che bui. Il ministro per gli Affari regionali e le autonomie Maria Stella Gelmini lo continua a ripetere e lo ha ribadito anche martedì: «Maggio sarà il mese della riapertura di tutte le attività economiche». «Il governo è al lavoro in queste settimane, i ministeri stanno predisponendo i protocolli per riaprire anche gli eventi, le fiere, il turismo», ha spiegato a TgCom, ma le riaperture dovranno avvenire in sicurezza, per non compromettere tutto e non vanificare gli sforzi fatti finora.

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Il nodo delle riaperture a maggio

«Dobbiamo riaprire in sicurezza senza poi essere costretti di nuovo a chiudere, non possiamo deragliare all'ultimo miglio» e il presidente del Consiglio Mario Draghi «è il primo a voler riaprire», ha ricordato Gelmini, sottolineando poi che nel governo c'è «grande attenzione anche ai ristori, anche se il ristoro più importante è la riapertura, ma già da questa settimana il governo varerà un poderoso spostamento di bilancio per andare incontro alle attività economiche». 

Il timore di una 'falsa riapertura', di una riapertura anticipata con il rischio di dover richiude un'altra volta era stato espresso anche stamattina dal sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri, autodefinitosi «aperturista con giudizio», che durante la trasmissione Agorà di martedì ha detto che secondo lui sarebbe un errore anticipare le riaperture «prima del 30 aprile». Anche «riaprire la sera i ristoranti potrebbe essere fattibile. Non dal 1 maggio», aveva puntualizzato il sottosegretario, «ma progressivamente di settimana in settimana nel mese di maggio, fino ad arrivare ai primi di giugno con una riapertura modello inglese». 

Le ipotesi (e le regole) sulle riaperture a maggio

A maggio mancano ormai poco più di due settimane, quindi è più vicino di quanto non possa sembrare. Sul tavolo da considerare ci sono ovviamente l’andamento dei contagi e del numero di persone fragili messe in sicurezza per il piano delle riaperture e relative regole. Se si riuscisse ad avere l'indice di contagio Rt a 0,8 e avere contestualmente il 75% degli ultra 70enni con già la prima dose, allora a maggio si potrebbe ripristinare la zona gialla in tutta Italia, valutando la possibilità di far partire il coprifuoco a mezzanotte (anziché alle 22 come avviene adesso) e programmare così anche la riapertura dei ristoranti a cena. Una riapertura anticipata di una settimana è tra le ipotesi al vaglio ma è vista con più scetticismo, soprattutto per quanto riguarda il fronte dei vaccini.

Ma cosa riaprirà e come? 

  • Bar e ristoranti potrebbero riaprire privilegiando gli spazi all’aperto, distanziando di più i tavoli per assicurare almeno un metro di distanza tra i clienti non conviventi, magari anche con l’utilizzo di barriere fisiche, e introducendo la prenotazione obbligatoria. Tre le altre disposizioni, l’obbligo di indossare la mascherina per il personale e per i clienti di tenerla sul viso ogni qual volta in movimento all’interno del locale (abbassandola solo per mangiare) e favorire il pagamento elettronico direttamente al tavolo. Si pensa a mantenere la regole delle 4 persone al tavolo, salvo che non siano conviventi.
  • Per quanto riguarda cinema e teatri, anche qui potrebbero essere previste regole specifiche per favorire il distanziamento (simile a quelle per bar e ristoranti, come ad esempio l’impiego di barriera in plexiglass). In sala potrebbero entrare al massimo 200 spettatori, con percorsi separati per entrata e uscita, con prenotazione esclusivamente online. 

Esercenti e commercianti di nuovo in piazza a Roma, l'incontro con Giorgetti

Sempre martedì il ministro dello Sviluppo Giancarlo Giorgetti ha incontrato i rappresentanti della Fipe. In piazza San Silvestro a Roma c'è stata un'assemblea di Fipe Confocommercio, per chiedere «una riapertura graduale in sicurezza con campagna vaccinale, passaporto sanitario e nuovo protocollo di sicurezza», come ha detto il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli. Dalla piazza è arrivata una richiesta: una data certa per le riaperture. Ma, anche se gli indicatori stanno migliorando, al momento non è possibile indicare una data, ha detto Giorgetti durante l'incontro con il Fipe. «Anche la natura ci darà una mano come lo scorso anno», ha aggiunto il ministro in una nota riferendosi al clima che sta migliorando con la primavera, specificando tuttavia che «presumibilmente maggio sarà un mese di riaperture» coerentemente con il segnale del governo che ha già scelto «di riaprire le scuole». Il ministro ha precisato anche che «sebbene ci aspettassimo di più sul fronte del vaccini, il piano va avanti», e che «la decisione sulle riaperture sarà presa probabilmente la prossima settimana dal Consiglio dei ministri».

«Dopo gli over 80 e i più fragili avanti per fasce d'età»

Fondamentale è comunque continuare con le vaccinazioni. «Vogliamo correre verso 500mila vaccinazioni che a fine aprile con le nuove consegne saremo in grado di garantire», ha detto Gelmini. La priorità è mettere in sicurezza «i più fragili, gli over 80, le persone con patologie, i disabili gravi, gli operatori sanitari, per il lavoro che svolgono e perché devono tutelare la loro salute e quella dei pazienti, la scuola» e poi, ha detto Gelmini, «si procederà per fasce d'età». Si tratta di regole che «devono essere rispettate da tutti e devo dire che sta già accadendo: la stragrande maggioranza delle Regioni sta lavorando alacremente e in maniera sinergica con la struttura commissariale, con il generale Figliuolo e con il capo della Protezione civile dottor Curcio, e tutti insieme si stanno iniziando a produrre dei risultati», ha ribadito il ministro: una volta messe in sicurezza le persone più a rischio, «il compito è quello di vaccinare per fasce d'età, con una logica puntiforme e appena avremo la disponibilità di vaccini dovremo vaccinare anche nelle aziende e nei luoghi di lavoro».

Per fare tutto questo ovviamente servono i vaccini. Proprio oggi è arrivata la notizia che gli Stati Uniti è stata chiesa una sospensione sul vaccino Janssen di Johnson&Johnson dopo i sei casi di coagulazione del sangue che si sono verificati e la stessa azienda statunitense ha annunciato la decisione di ritardare il lancio del vaccino anti Covid in Europa. Per Gelmini si tratta di «un film già visto, anche AstraZeneca ha avuto questo percorso», riferendosi alla richiesta di sospensione avanzata negli Usa, ma, ha ribadito, «i vaccini sono sicuri» e la vaccinazione in Italia avrà presto un'accelerazione. «Ora facciamo una media di 300mila vaccinazioni al giorno, raggiungeremo le 500mila a fine aprile-inizio maggio». 

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