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Venerdì, 24 Maggio 2024
La protesta

Crisi Brt, arriva lo sciopero: consegne a rischio. “Problemi anche per i lecchesi”

Il colosso vuole fare scelte diverse sui vettori, anche i consumatori potrebbero accusare dei disagi

Il caso Brt - dal 1928 al 2011 nota come Bartolini - tiene banco anche nel Lecchese. In programma c'è uno sciopero dei lavoratori dell'autotrasporto dal 29 aprile al 3 maggio: le motivazioni nascono dalla volontà del colosso delle spedizioni di estromettere dei vettori storici; a subire le conseguenze potrebbero essere anche i consumatori in attesa delle loro consegne. Martedì 23 aprile, a Milano, Assotir incontrerà la stampa per informare l’opinione pubblica e le istituzioni, sia nazionali che territoriali, sui motivi della protesta. Analogamente, sono stati programmati incontri con le Istituzioni, a partire dalle Prefetture il cui territorio risulti maggiormente coinvolto dalla vicenda.

Tra questi anche il faccia a faccia, tenutosi martedì, presso Palazzo Lombardia con il sottosegretario lecchese Mauro Piazza: “Ho incontrato il delegato Assotir Maurizio Bandecchi in merito alla vicenda dell’azienda Brt, specializzata nella gestione di spedizioni nazionali e internazionali e servizi di logistica e alcune imprese degli autotrasportatori che operano per conto del Gruppo Brt”, rammenta il consigliere.

“Nello specifico, durante l’incontro sono emerse diverse problematiche conseguenti alle scelte che lo stesso Gruppo sta attuando in queste settimane con l’obiettivo di interrompere i rapporti commerciali in essere con oltre un centinaio di vettori storici, tra cui alcuni lecchesi, con la conseguenza di costringerli alla chiusura, creando un grande problema occupazionale. In Lombardia sono circa 70 le aziende fornitrici storiche che rappresentando oltre 600 dipendenti e che si traduce in una grave crisi occupazionale”.

“Ho manifestato la mia disponibilità ad attivarmi con la collega del gruppo della Lega, il consigliere regionale Silvia Scurati, vice presidente della commissione consiliare Attività produttive, istruzione, formazione e occupazione del Consiglio regionale affinché venga convocata un'audizione al fine di mettere al tavolo tutti i soggetti interessati nel tentativo di una soluzione propositiva. Confido che ci sia massima attenzione per un settore, quello del trasporto, che spesso finisce per essere l’anello della catena distributiva su cui si concentrano precarietà e arbitrarie riduzioni delle marginalità”.

Lo sciopero dei vettori di Brt: consegne a rischio

Una settimana senza spedizioni espresse: brutta sorpresa per chi si troverà ad aspettare consegne da parte dei corrieri per lo sciopero dei lavoratori dell'autotrasporto che lavorano per il gigante della logistica Brt. Per cinque giorni si fermeranno le attività degli operatori che lavorano per conto del Gruppo Brt, dal 29 aprile al 3 maggio prossimi.

L’Associazione raccoglie il mandato espresso dai trasportatori che operano per Brt nella riunione che si è tenuta a Milano venerdì 12 aprile. Gli operatori in quella sede hanno proclamato lo stato di agitazione del settore dopo aver preso atto del comportamento seguito dal gruppo Brt finalizzato a estromettere dal lavoro i vettori storici, ovvero oltre un centinaio di aziende che contano un numero di più di mille addetti.

“A fronte della chiusura assoluta a qualsiasi confronto - commenta il segretario generale di Assotir, Claudio Donati - la mobilitazione è la risposta all’iniziativa intrapresa dal gruppo Brt, che punta, senza mezzi termini, a estromettere i suoi sub-vettori storici, con metodi inaccettabili, per la mancanza di rispetto verso i trasportatori". "Dopo i dinieghi finora ricevuti, gli operatori hanno deciso di reagire con decisione, sebbene abbiano comunque comunicato a Brt Spa di essere disponibili a un incontro per verificare se esistono le condizioni per una ricomposizione della situazione”, conclude Donati.

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