Martedì, 28 Settembre 2021
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Tavolo in Regione per Sicor-Teva. Le reazioni di Raffaele Erba, Mauro Piazza e Raffaele Straniero

I consiglieri di Movimento Cinque Stelle, Forza Italia e Partito Democratico hanno riferito le loro impressioni dopo il caso del noto sito produttivo: a rischio il futuro di 109 dipendenti

Venerdì mattina il caso Sicor-Teva è approdato sul tavolo di Regione Lombardia. A riceverlo è stata la IV Commissione Attività Produttive, che ha dialogato con proprietari, sindacati, rappresentanti dei lavoratori e i rappresentanti delle istituzioni locali in merito alla paventata chiusa dello storico sito produttivo di Bulciago: a rischio ci sono i posti di lavoro di ben 109 dipendenti, che da settimane stanno portando avanti la propria causa attraverso incontri e mobilitazioni.

Erba (M5s): «Obiettivo mantenere la produzione»

Presente anche Raffaele Erba, consigliere regionale del MoVimento 5 Stelle e membro della IV Commissione: «Durante il dialogo abbiamo evidenziato l'obiettivo primario, quello di mantenere la produzione sul territorio di Bulciago. Teva è disposta a cedere il sito ad un altro soggetto e a questo proposito Regione Lombardia e Ministero dello Sviluppo Economico possono dare supporto prezioso nella ricerca di un partner serio e in grado di garantire la continuità aziendale senza disperdere la forza-lavoro. Il nuovo acquirente dovrà presentare un progetto solido soprattutto per garantire la continuità occupazionale dei lavoratori attualmente in organico a Bulciago».

Prosegue Erba: «Un nodo importante da affrontare dovrà essere anche la necessità di affrontare la bonifica ambientale, elemento che non deve essere trascurato sia per le molteplici ricadute sul territorio di Bulciago sia per l'appetibilità dell'azienda da parte dei soggetti interessati. Dopo la fuga di un altro investitore estero dalla Lombardia, emerge sempre più il tema della responsabilità sociale d’impresa e degli impatti negativi che certe scelte aziendali hanno sul nostro territorio. Regione Lombardia non deve rimandare l'opportunità di aprire un percorso attraverso un intervento legislativo che affronti questo importante tema con l'obiettivo di prevenire altre pericolose dismissioni».

Piazza (FI): «Particolare attenzione»

Al tavolo ha preso parte anche Mauro Piazza, consigliere di Forza Italia: «L’istituzione regionale ha mostrato un’attenzione particolare verso la situazione Teva di Bulciago, convocando una seduta della IV Commissione, grazie anche all’interessamento degli esponenti lecchesi eletti in Regione. Chiedo che Regione si attivi direttamente con la Proprietà come il caso Henkel, per far sentire la propria voce anche sul piano internazionale, avendo a che fare con multinazionali che devono avere contezza che ci sono istituzioni territoriali a difesa delle aziende e del lavoro. Rimane la richiesta ferma di rivalutare la dismissione del sito, ma emerge la disponibilità  di cessione del plesso produttivo, possibilità su cui l'azienda ha dato conferma e il cui percorso va accompagnato dalle istituzioni».

Conclude Piazza: «Ci sarà il massimo impegno di Regione Lombardia, che sarà a fianco dei lavoratori, come sempre nelle crisi aziendali, per l'attivazione di tutti gli strumenti di ammortizzatori sociali e di reinserimento al lavoro con politiche attive e politiche di reindustrializzazione del sito produttivo in caso della conferma della volontà della società».

Straniero (Pd): «Grave preoccupazione»

Parole di preoccupazione da parte di Raffaele Straniero (Partito Democratico): «Ho espresso la grave preoccupazione derivante dall’annuncio della chiusura dello stabilimento e legata sia alla perdita per l’economia del territorio, sia all’occupazione dei 109 lavoratori cui vanno sommati quelli dell’indotto. Ho chiesto anche alla società Teva se la decisione sia irrevocabile e mi è stato risposto che purtroppo lo è. Tuttavia, mi sembra di poter considerare un aspetto positivo il fatto che il gruppo abbia dato la sua disponibilità alla cessione dell’azienda. Mi auguro che questa volontà sia perseguita con determinazione, sia per salvare il sito produttivo che i posti di lavoro.

Nello stesso incontro, i sindacati territoriali hanno chiesto il sostegno delle istituzioni: «Credo che Regione Lombardia debba essere in prima fila in questa partita e voglio pensare che sicuramente lo sarà. Anche per quanto riguarda gli aspetti ambientali riferiti a un’attività così particolare e inserita in un contesto delicato come quello della nostra provincia».

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