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Mercoledì, 17 Aprile 2024
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"Asst convochi un tavolo sulla salute mentale a livello territoriale"

L'appello dei sindacati lecchesi, contrari alla chiusura del servizio psichiatrico di diagnosi e cura dell'ospedale di Merate: "Sbagliato sopprimere i servizi"

Cgil, Cisl e Uil bocciano con forza l'annunciata chiusura della pischiatria a Merate e chiedono ad Asst Lecco di convocare un tavolo urgente per affrontare il tema della salute mentale a livello territoriale. "La posizione unitaria dei sindacati confederali e di categoria di fronte alla decisione, annunciata nei giorni scorsi dalla dirigenza dell’Asst di chiudere definitivamente il servizio psichiatrico di diagnosi e cura all’interno del Presidio di Merate è chiara: da sempre impegnati nell’estenuante difesa di uno stato sociale, capace di garantire diritti universali, come quello alla salute, temiamo profondamente gli esiti di scelte aziendali che potrebbero mettere in discussione la tutela della salute mentale dei cittadini" - spiegano Diego Riva (Cgil Lecco), Mirco Scaccabarozzi (Cisl Monza, Brianza, Lecco) e Dario Esposito (Uil del Lario).

"Lo stato di crisi del dipartimento di salute mentale è nota da tempo, ma sopprimere i servizi erogati, trascurando l’impatto che questa scelta avrà sui pazienti e sui loro familiari, non può essere l’unica risposta al problema - incalzano i colleghi Teresa Elmo, Cristina Copes e Massimo Coppia - occorre ragionare sulle condizioni che possono migliorarne il funzionamento, superando le criticità maturate negli anni, nella consapevolezza che, accanto alla necessità di riaprire il reparto di psichiatria di Merate, occorra avviare un’attenta riflessione finalizzata alla valutazione di interventi strutturali anche a livello di rete territoriale di supporto al disagio mentale".

Sempre secondo i rappresentati sindacali: "La psichiatria rappresenta un settore fondamentale della sanità e il venir meno del supporto della sanità pubblica nei percorsi di presa in carico e di cura dei disturbi mentali porterà ancora una volta a dirigere l’asse verso il privato; un privato in grado di garantire l’accesso più rapido ai servizi di salute mentale rispetto alle lunghe liste d'attesa del settore pubblico; un privato che, nel contesto di grave crisi economica come quello che stiamo vivendo, con un’inflazione a due cifre e un potere d’acquisto dei salari sempre più basso, si tradurrà in un privilegio per pochi, a causa dei costi elevati, insostenibili per chi fatica ad arrivare a fine mese. In queste condizioni, saranno in pochi a potersi permettere di ricevere le cure necessarie, con il rischio che il disagio mentale, non trovando adeguato accoglimento, finisca per degenerare".

"Anche alla luce delle motivazioni che, a tutela del diritto universale alla salute, hanno indotto alla mobilitazione unitaria, sfociata nella programmazione delle tre manifestazioni interregionali del 6, 13 e 20 maggio - concludono Cgil, Cisl e Uil - chiediamo ad Asst l’apertura di un tavolo, che preveda la partecipazione dei rappresentanti delle scriventi organizzazioni sindacali confederali e di categoria per analizzare la situazione, alla ricerca di soluzioni condivise che possano garantire una risposta a tutti i cittadini in condizioni di fragilità mentale e alle loro famiglie".

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