Smog: a Lecco l'aria più salubre in Lombardia nell'anno solare 2019

Con una media di 19 microgrammi al metro cubo di Pm10, il nostro capoluogo è il migliore in regione. In dodici mesi soltanto 18 giorni di superamento della soglia di attenzione

Smog, migliora l'aria della Lombardia e Lecco è ai vertici per la salubrità tra le province della nostra regione. L'anno solare che volge al termine ha fatto registrare, stando ai rilevamenti di Arpa, un miglioramento rispetto agli anni precedenti, soprattutto per via dell'autunno piovoso che ha evitato i lunghi periodi di aria ferma e nebbiosa in cui lo smog ristagna. L'inizio del 2020 - previsioni meteo alla mano - si annuncia negativo, ma i dati sono incontestabili: nel 2019 nessun capoluogo di provincia lombardo ha registrato valori medi annui di inquinamento superiori alla soglia di riferimento europea. Il limite di attenzione, va ricordato, è di 50 microgrammi/mc.

Smog: Pm10 fuori controllo a Merate, aria più salubre a Lecco

«Il trend per gli inquinanti è positivo per tutta la Lombardia, ma ci sono delle differenze - rileva Damiano Di Simine, coordinatore scientifico di Legambiente Lombardia - Milano è la città in cui la qualità dell'aria è migliorata maggiormente, se si considera che nei primi anni del secolo, prima dell'introduzione delle misure di limitazione del traffico, era comune misurare medie di PM10 anche superiori ai 50 microgrammi/mc, mentre nell'anno che si chiude abbiamo di poco superato i 30, dunque ben sotto la soglia europea».

Media concentrazione Pm10 in microgrammi/mc

Pavia

32

Milano

32

Cremona

32

Brescia

31

Mantova

30

Lodi

29

Monza

27

Bergamo

26

Como

26

Varese

23

Sondrio

20

Lecco

19

Come si può verificare dalla tabella, Lecco è stato il capoluogo più virtuoso, migliore anche di Sondrio, con soli 19 µg/m³: si può affermare che nel 2019 abbiamo respirato un'aria salubre dal punto di vista delle polveri sottili, problema che negli anni scorsi aveva invece destato grandi preoccupazioni anche nel nostro territorio, in particolar modo nei centri urbani della Brianza. La vera emergenza, nei periodi estivi e complice il surriscaldamento climatico, sembra ormai l'alta concentrazione di ozono (O3).

Guardando alla classifica di Pm10 per i capoluoghi, Milano, con Pavia e Cremona, sono le città con l’aria peggiore (32 microgrammi/mc come dato medio annuo), seguite a brevissima distanza da Brescia, Mantova e Lodi. Sono invece Lecco e Sondrio le città in cui si respira meglio, nonostante da queste parti si faccia un grande impiego di stufe e camini a legna o a pellet. In posizione intermedia, ma in netto miglioramento, sono gli altri capoluoghi pedemontani, Monza, Bergamo, Como e Varese.

2019: giorni di superamento soglia

Le cose vanno meno bene se, al posto delle concentrazioni medie, si valutano i fenomeni di inquinamento acuto, ovvero i giorni con smog alle stelle in cui le centraline rilevano concentrazioni di polveri sottili superiori al valore di allarme, anche questo fissato in sede europea, di 50 microgrammi/mc. Le giornate di aria irrespirabile sono generalmente in calo ovunque, ma le uniche città che possono dirsi "al sicuro" stando ai parametri della direttiva europea sono Lecco, Sondrio, Varese, Como e, per la prima volta, anche Bergamo. Tutte queste città non arriveranno a conteggiare, per il 2019, più di 35 giorni di aria tossica, che è il massimo tollerato dalla direttiva europea. Gli altri sette capoluoghi (Milano, Cremona, Pavia, Lodi, Mantova, Brescia, Monza) restano fuori legge.

Milano

70

Pavia

63

Cremona

62

Mantova

56

Lodi

54

Brescia

50

Monza

42

Bergamo

28

Como

25

Lecco

18

Varese

16

Sondrio

9


(dati ARPA, fino al 29 dicembre 2019)

Meggetto (Legambiente): «I botti di Capodanno non aiutano»

«La lotta allo smog ci terrà impegnati ancora per molti anni, perché le misure necessarie a interrompere la sequenza di infrazioni alla direttiva comunitaria sulla qualità dell'aria sono state finora intraprese con insufficiente convinzione, soprattutto sul versante della riduzione del traffico,  per non parlare del problema sottovalutato delle emissioni dal settore zootecnico» avverte Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia.

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E la prima cattiva sorpresa potrebbe essere proprio nella giornata del primo gennaio, quando all'inquinamento "normale" si aggiungerà l'effetto dei botti di fine anno, che causa allarmanti picchi di inquinamento su cui l'associazione chiede a tutti responsabilità. «Diamoci una regolata, la notte di Capodanno è una festa, divertiamoci senza dar fuoco alle polveri - auspica Barbara Meggetto - Facciamolo non solo per lo smog, ma anche per la sicurezza, prima di tutti dei bambini ma anche degli animali domestici e della fauna selvatica, che sta passando un inverno difficile a causa del clima troppo mite: è troppo chiedere che gli unici botti nelle nostre città siano quelli dei tappi di spumante?»

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