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I lecchesi invocano una piazza o una via in città per il grande Giacomo De Santis

I risultati del nostro sondaggio: l'indimenticato editore, per decenni promotore della vita culturale del capoluogo, stacca tutti con il 20% delle preferenze, davanti ad Angela Locatelli e Franco Meschi

I lecchesi intitolerebbero una via, una piazza o una struttura di rilievo in città a Giacomo De Santis. Lo ha sancito il sondaggio proposto un paio di settimane fa dalla nostra testata, sulla scia del recente cambio di toponimo fra Piazza Lega Lombarda e Piazza Stazione che aveva scatenato il dibattito sui social: perché non intitolarla a un grande personaggio del Novecento?

I profili dei candidati

A livello percentuale, come in fondo era prevedibile, il maggior numero di voti si è concentrato su "Altri", 24%, un'opzione che può comprendere un numero infinito di persone. Il preferito tra i nomi selezionati dalla nostra redazione è invece Giacomo De Santis, vera e propria istituzione che tantissimo ha fatto per la città, il quale ha ottenuto il 20% dei voti. Alle sue spalle, con il 17% delle preferenze, Angela Locatelli, anima della Resistenza. Seguono l'architetto Franco Meschi con il 14%, la professoressa Elena Gandolfi con il 9%, Aldo Paramatti con il 7%.

Chi fra gli "altri" è stato suggerito dai lettori? Fra i nomi segnalati, quello di Riccardo Cassin (che, però, vanta già a suo nome una via privata, una fondazione e un premio), ma anche Aroldo Benini, Ulisse Guzzi e Mario Marai, fotografo scomparso proprio di recente.

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Chi è Giacomo De Santis

Nato a Lecco nel 1935 e scomparso nel 1986, divenne direttore del Giornale di Lecco e dal 1976 proprietario e direttore della rivista Sipario. Fu promotore della vita culturale in città, organizzando concerti e manifestazioni, con un ruolo fondamentale nella rinascita del Teatro della Società di Lecco. De Santis ha lasciato al Comune di Lecco una straordinaria raccolta di libri e dischi custodita nel Fondo Giacomo De Santis. Porta il suo nome il "ridotto" al Teatro della Società.

«Una stagione irripetibile»

«De Santis è stato un genio, ha portato a Lecco e sul lago eventi irripetibili. La sua è stata una lunga e intensa stagione». Così lo ricorda Tiziano Sala, già amministratore de La Gazzetta di Lecco e Iniziative Editoriali, che iniziò la propria carriera al Giornale di Lecco diretto da Giacomo De Santis. «Iniziai a lavorare con lui come grafico nel 1972 e fino al 1981, quando uscì di scena - ricorda Sala - Devo molto a "Giacomino", ha dato modo a tanti, me compreso, di imparare una professione. Il suo vero valore si è capito negli anni successivi, quando sono venuti a mancare eventi del calibro del Festival del jazz. Aveva inoltre inventato il Premio Noci d'oro riservato ai giovani che si stavano mettendo in luce; ricordo ad esempio la scoperta di Giancarlo Giannini, che all'epoca faceva il fotografo, oppure di Loretta Goggi, Ornella Muti e di tanti altri personaggi di livello assoluto. Aveva tantissimi contatti e riusciva a portare i big della musica, del teatro e del cinema a Lecco. Ogni volta era un sold-out, uno spettacolo irripetibile. Ha avviato alla professione giornalistica tantissimi ragazzi che poi hanno avuto una carriera di tutto rispetto; cito Sergio Gavardi, caporedattore alla Gazzetta dello Sport, Giorgio Spreafico, responsabile della edizione di Lecco de La Provincia, Luigi Erba nel campo della fotografia».

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