Giovedì, 23 Settembre 2021
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Esercitazione di soccorso speleosubacqueo in Toscana, presente anche la IX Speleologica del Soccorso Alpino

Sono solo venticinque in tutta Italia i tecnici in grado di eseguire determinate manovre

Nei giorni scorsi la IX Delegazione Lombarda Speleologica del Soccorso Alpino ha partecipato a una esercitazione interregionale speleosubacquea che si è tenuta in Toscana, nella frazione di Fornovolasco (comune di Fabbriche di Vergemoli, in provincia di Lucca), presso la grotta denominata “Buca del Tinello”, e nella grotta di Tana Termini, a Bagni di Lucca. I tecnici specializzati in questo particolare settore del soccorso sono venticinque in tutta Italia. 

I partecipanti hanno simulato le operazioni di recupero di un infortunato, situato oltre la parte completamente allagata della grotta, che in gergo si definisce “sifone”. Si trovavano in un ambiente caratterizzato da cunicoli e da tratti aerei, che deve essere percorso con tecniche di attrezzatura speleosubacquea nella parte allagata e con tecniche speleologiche nel tratto privo di acqua. 

Soccorso Alpino: esercitazione in Toscana

Le operazioni prevedevano il recupero dell’infortunato, in osservanza dei protocolli di sicurezza standard e straordinari, dovuti all’emergenza da Covid-19. Prima hanno trasportato i materiali di recupero oltre il sifone e poi hanno steso i cavi della linea telefonica fino all’esterno, come avviene sempre negli interventi speleologici, per garantire la comunicazione tra l’interno e l’esterno della grotta. In seguito, sono cominciate le operazioni di recupero: l’infortunato, con un ipotetico braccio rotto, poi steccato, è stato accompagnato e calato lungo le verticali con tecniche di soccorso innovative, utilizzando nuove modalità di trasporto, più efficienti. I soccorritori lo hanno aiutato a indossare le bombole di aria e infine lo hanno accompagnato all’uscita di grotta, mantenendo sempre un contatto diretto nel tratto subacqueo, stretto e con bassa visibilità. 

I tecnici si sono occupati del trasporto dei materiali, della preparazione delle attrezzature lungo il percorso, dell’assistenza all’infortunato e dell’allestimento dell’area in cui il sanitario effettua la diagnosi e le eventuali cure immediate. La parte esterna era presidiata da altri operatori del Cnsas, addetti al supporto logistico e di primo intervento. 

L’esercitazione fa parte delle attività a cadenza programmata organizzate dalla commissione speleosubacquea del Cnsas, per mantenere e perfezionare le competenze dei soccorritori speleosubacquei, che operano in cunicoli stretti e bui, completamente immersi nell’acqua, dove non sono concessi margini di errore.

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