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Mercoledì, 1 Dicembre 2021
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Covid, la Lombardia vuole il vaccino Sputnik. Moratti: «Dall'Ema troppa burocrazia, siamo in guerra»

Le dichiarazioni dell'assessore al welfare Letizia Moratti. L'Ema intanto ha avviato la procedura di valutazione

Troppa burocrazia da parte di Ema, l'agenzia europea del farmaco. E' il pensiero di Letizia Moratti, assessore al welfare in Regione Lombardia, sulle procedure per autorizzare i vaccini contro il Covid. Il riferimento è al vaccino russo, lo Sputink, in uso in una quarantina di Paesi ma non in Europa perché i passaggi autorizzativi non sono ancora stati compiuti. Per la Moratti, la vicenda mostra «ancora una volta le lentezze dell'Ema. Queste lentezze burocratiche, in un'ottica di sanità di guerra nella quale viviamo, non ce le possiamo permettere». 

Da pochi giorni Ema ha avviato la valutazione dello Sputnik: come si sa, è il produttore a dover chiedere che partano i passaggi di valutazione scientifica di un nuovo farmaco del quale si vuole l'immissione in commercio. E finora il produttore del vaccino russo non aveva ancora presentato una richiesta in tal senso. Diverso il caso di Paesi come San Marino che, non facendo parte dell'Unione Europea, possono muoversi da soli. Anche se Slovacchia e Ungheria hanno comunque deciso di acquistarlo senza ancora l'ok di Ema, e la Repubblica Ceca è sulla stessa strada.

Ema ha iniziato la valutazione dello Sputnik

La valutazione di Sputnik da parte di Ema è dunque partita allorquando la richiesta è stata avanzata, in particolare dall'azienda farmaceutica tedesca R-Pharm Germany GmbH, collegata con il centro di ricerca russo Gamaleya, che ha prodotto il vaccino. Agli scienziati non basta lo studio pubblicato a dicembre su "The Lancet", peraltro parzialmente corretto in un numero successivo della rivista, perché Ema ha bisogno delle cartelle cliniche di tutti i volontari e deve ispezionare l'impianto di produzione. Così come non è sufficiente il nuovo studio (pubblicato in Argentina) secondo cui il 100 per cento dei vaccinati ha sviluppato gli anticorpi del Covid dopo la seconda dose. Quella che per qualcuno è "burocrazia", per altri è sicurezza. Comunque l'Ema, qualche giorno fa, ha fatto sapere che, a patto di procedere speditamente con queste informazioni, la procedura di valutazione dovrebbe essere piuttosto rapida.

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