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Lunedì, 22 Aprile 2024
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L’arte romanica nel cuore di Civate: la Basilica di San Pietro al Monte

Storia del complesso architettonico testimonianza dell’arte romanica in Italia

La Basilica di San Pietro al Monte a Civate e l’annesso Oratorio di San Benedetto, sulle pendici del monte Cornizzolo, rappresentano un patrimonio artistico dell’arte romanica tra i più encomiabili d’Italia risultando la testimonianza più suggestiva del romanico lombardo. San Pietro al Monte è inserito dal 2016 nella Tentative List dell’Unesco come patrimonio dell’umanità, nell’ambito del sito seriale “Gli insediamenti benedettini altomedievali in Italia“.

Le sue origini non sono certe, ma la sua fondazione viene fatta risalire ad una leggenda: al tempo dei Longobardi re Desiderio volle ringraziare l’intervento divino che miracolosamente fece ritornare la vista al figlio Adelchi, che l’aveva persa in una battuta di caccia al cinghiale proprio sul monte Cornizzolo, così fece costruire una chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo proprio vicino alla fonte d’acqua ritenuta miracolosa, che tuttora scorre lì vicino. L’origine del complesso si perde dunque ancora oggi nella leggenda seppur, secondo la tradizione, esso sarebbe stato fondato durante gli ultimi decenni del Regno longobardo. Per avere date più certe bisogna attendere la metà del IX secolo, quando l’arcivescovo di Milano Angilberto II (824-859) fece trasportare le reliquie di san Calocero da Albenga a Civate. Questa importante traslazione dimostra come il cenobio fosse comprensivo, oltre che degli edifici al Monte, di un altro complesso al piano (appunto San Calocero).

All’alba dell’anno Mille i due comprensori assumono ruoli e funzionalità diverse dovuti forse ad un rilancio di culto: nel 941 il monastero di Civate risulta dedicato a San Pietro, mentre nel 1018 la chiesa al piano assume definitivamente il titolo di San Calocero. Sempre in questa fase è possibile ipotizzare la costruzione del nucleo centrale dell’attuale abbazia, che successivamente subirà notevoli cambiamenti. Nel 1162 l’abbazia è ancora al centro delle complesse vicende politico militari che attanagliano l’Italia settentrionale a causa della discesa del Barbarossa. Tra i secoli XIII e XIV il cenobio si avvia in una fase di declino, che lo condurrà nel 1484 a diventare commenda. Un ulteriore tentativo di ripresa avverrà nel 1555 con il trasferimento di alcuni monaci Olivetani; questi però furono scacciati nel 1798, a seguito della soppressione avvenuta da parte della Repubblica Cisalpina, che comportò l’abbandono della struttura.

Abbazia di San Pietro al Monte: architettura

Il complesso al Monte è costituito da due edifici: il primo è l’oratorio di San Benedetto ed il secondo è il complesso principale che sorge a pochi metri dall’oratorio e vi si accede tramite una scalinata monumentale. Il portale d’ingresso alla chiesa è valorizzato da una significativa decorazione che recupera e combina due soluzioni iconografiche di origine paleocristiana.

La cappella di destra, dedicata alla chiesa terrena, reca l’immagine del Cristo con santi, mentre quella di sinistra, dedicata alla chiesa celeste, presenta il Cristo adorato da schiere di angeli. Il complesso programma iconografico prosegue nel lunettone che chiude l’abside orientale, fungendo da controfacciata, nel quale è potentemente dipinta una complessa visione apocalittica: la Donna vestita di sole e la sconfitta del drago (Apoc. 12).

Il resto della chiesa consta di un’aula unica a pianta rettangolare terminante ad ovest con un'abside semicircolare. Sulle pareti della navata sono presenti solo alcuni lacerti di pittura muraria antica e alcuni affreschi votivi di secoli successivi.

Il centro focale della basilica è il ciborio che, nella sua struttura architettonica, è molto simile a quello della basilica di S. Ambrogio a Milano. Sulle pareti laterali della basilica sono rimaste esigue tracce degli affreschi appartenenti al progetto decorativo medievale.

Il programma decorativo, pittorico e scultoreo, datato tra il terzo quarto dell’XI secolo e l’inizio del successivo, vede impegnati diversi pittori di matrice ancora ottoniana, le cui soluzioni stilistiche ed iconografiche impiegate mostrano riferimenti che caratterizzano il romanico lombardo: dalla tradizione tardo antica, a quella bizantina e carolingia.

La Basilica di San Pietro al Monte a Civate

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