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L’arte della fede: il Complesso di Santa Maria Nascente di Sabbioncello a Merate

La storia del Complesso di Santa Maria Nascente di Sabbioncello

La chiesa, situata nella località Sabbioncello del comune di Merate, affonda probabilmente le sue radici su una precedente struttura del XV secolo, reppresentando tutt’oggi uno dei migliori esempi dell’architettura tardo-gotica nel meratese.

Le prime notizie riguardanti Sabbioncello risalgono al 1026. Parlano dell’esistenza di un castello sull’area dell’attuale piazzetta della chiesa e del convento. Tale fortificazione era di proprietà della famiglia Torriani e venne distrutta insieme al castello di Merate intorno al 1270 ad eccezione della chiesetta. L'edificio attuale, in stile tardo-gotico, è sorto in sostituzione del precedente. I lavori di costruzione della nuova chiesa iniziarono nel 1508. La chiesa, dedicata alla Santa Maria Nascente, è un'opera architettonica di grande suggestione con i suoi archi a sesto acuto e nelle forme del tardo gotico, con tetto a capanna retto da arconi ogivali traversi. Nel 1540 vennero costruite quattro cappelle laterali nella parte sud della navata e nel 1553 fu costruito il campanile.

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Nel corso dei decenni successivi, si susseguirono vari lavori di ampliamento e ristrutturazione, in seguito al passaggio del convento all'ordine francescano dei riformati. I frati decisero di operare un radicale completamento e restauro della chiesa, che assunse l'aspetto attuale. In particolare vennero costruiti il nuovo presbiterio (situato laddove originariamente si trovava la facciata della chiesa), il chiostro grande e, verso la fine del XVII secolo, lungo la strada che sale al convento, vennero inaugurate le “stazioni” della Via Crucis in cotto – opera del confratello padre Nazareno Panzeri – che sostituirono le ormai deperite “stazioni”.

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A seguito dell'invasione francese della Lombardia, l'11 maggio 1807 fu promulgato il decreto imperiale che sopprimeva gli ordini religiosi, ed il convento di Sabbioncello cessò di esistere, passando a proprietà privata. Successivamente alla caduta di Napoleone, i frati rientrarono in possesso del convento, che venne riaperto nel 1882. Dal 1982 il Convento è sede dell’Infermeria dei Frati Minori per la cura dei fratelli infermi secondo quanto dice S. Francesco nella Regola (cap. VI): «E ovunque sono e si troveranno i frati, si mostrino familiari tra loro. E ciascuno manifesti con fiducia all’altro le sue necessità, poiché se la madre nutre e ama il suo figlio carnale, con quanto più affetto uno deve amare e nutrire il suo fratello spirituale? E se uno di essi cadrà malato, gli altri frati lo devono servire come vorrebbero essere serviti».

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Nel 1983, per Delibera Capitolare, iniziavano i lavori di ristrutturazione delle due ali dell’ex studentato per dare ai confratelli ammalati un ambiente efficiente e confortevole che venne inaugurata il 6 marzo 1984. Nel corso degli anni, per offrire un migliore servizio ai fratelli ammalati sono state apportate molteplici modifiche e la struttura cerca di rispondere sempre meglio alle esigenze logistiche e sanitarie degli ospiti. Negli anni 1986-1987 furono restaurate le cappelle laterali della chiesa e risanato il chiostro con il riassetto della pavimentazione. Nel 2001 è stato restaurato il chiostro interno e rifatto il tetto del convento.

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Descrizione

All'interno della chiesa si trova custodito, come reliquia, il saio appartenuto a san Giovanni da Capestrano.

Dal 1808, la prima cappella di sinistra della chiesa ospita un crocifisso proveniente dalla chiesa di San Salvatore in Xenodochio a Milano. Sulle pareti di questa cappella, in precedenza dedicata alla Madonna della neve, si trovano inoltre alcuni affreschi databili alla prima metà del XVI secolo, raffiguranti una serie di partecipanti al concilio di Efeso. Alla fine del Cinquecento risalgono anche le pitture delle vele della volta del coro, ogni spicchio della volta con le raffigurazioni di un evangelista e di uno dei quattro principali Dottori della Chiesa. Questi ultimi dipinti, completati nel 1590, furono restaurati nel 1984, dieci anni dopo rispetto a quelli della cappella del Crocifisso.

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Nella parte sinistra della Chiesa è inoltre presente un piccolo chiostro di stile classicheggiante. Circondato da semplici colonne in granito e mattone, si trova dunque un piccolo idilliaco giardino con al centro una statua di San Francesco, patrono dell'ordine che gestisce la struttura, immerso in parte in una fontana. Da questo chiostro si accede poi ad un altro chiostro di maggiori dimensioni, ma più spoglio, utilizzato specialmente dai frati.

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