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Storia del Cimitero Monumentale di Lecco: un museo a cielo aperto

Storia del Cimitero Monumentale di Lecco, il museo a cielo aperto che fu inserito, nel 2010, nella European Cemeteries Route

Il Cimitero Monumentale di Lecco rappresenta un vero e proprio museo a cielo aperto. In esso sono infatti conservate opere in marmo e bronzo di noti artisti lecchesi e non. Per il suo elevato valore artistico fu definito “museo a cielo aperto" nel 2009 dall'Association of Significant Cemeteries in Europe che lo incluse nella Cemeteries Routes of Europe assieme al cimitero di Laorca.

Su progetto dell'ingegner Enrico Gattinoni, il cimitero venne inaugurato nel 1882 e fu impostato con un'ampia area suddivisa con i viali lungo assi ortogonali conclusi, su tre lati, da un porticato interno in stile neogotico. Vennero destinati quattro campi alle sepolture comuni e sui lati perimetrali vennero previste le sepolture private temporanee e perpetue mentre nella parte meridionale, a ferro di cavallo, furono sistemate le cappelle per sepolcri di famiglia. Il porticato d'ingresso racchiude 22 cappelle private tra loro comunicanti attraverso un deambulatorio e al centro del lato minore sorge la cappella ottagonale con cupola a padiglione utilizzata per le funzioni.

Nel 1901 Cesare Mazzocchi (figlio di Luigi, che aveva progettato il cimitero maggiore di Milano) fece incorporare il preesistente cimitero nel nuovo camposanto e vennero realizzati l'atrio d'ingresso, la facciata, l'ufficio del custode e la camera mortuaria. Il nuovo complesso fu realizzato in stile liberty monumentale e dal gusto "archeologizzante", molto in voga a quell'epoca, in contrapposizione stilistica rispetto alla fase precedente.

Tra le sue mura, gli arredi tombali conservano patrimoni storici, artistici e religiosi realizzati da noti artisti quali: Giulio Branca ( 1850 -1926) le cui opere variano tra i modelli del tardo-classicismo e i modi pittorici della scapigliatura, Francesco Confalonieri (1850 – 1925) classicista e con il maggior numero di opere presenti, Emilio Agnati (1875 – 1939), Giannino Castiglioni (1884 – 1971) di cui Lecco ospita anche l’imponente monumento ai Caduti sul lungolago, Pablo Atchugarry, Giuseppe Milani.

Nomi noti trovano riposo al monumentale, tra questi il celeberrimo Abate Antonio Stoppani, geologo e naturalista lecchese e scrittore del Bel Paese, i fratelli Torri-Tarelli volontari garibaldini che parteciparono alla spedizione dei Mille e Antonio Ghislanzoni, il librettista lecchese dell’Aida di Verdi.

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