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Domenica, 16 Giugno 2024
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L’arte della fede: l’ex convento di Santa Maria la Vite a Olginate

La storia, l’arte e la fede di un Convento fra impronte del passato

La presenza di una cappella dedicata alla Madonna a Santa Maria la Vite è attestata già alla fine del XIII secolo. La chiesa di Santa Maria la Vite, però, è citata già alla fine del XIII secolo nel Liber notitiae; nel complesso monastico si insediarono nel corso del XIV secolo gli umiliati. Tuttavia, la precisa data di costruzione è sconosciuta, ma uno scritto del XVII secolo ne spiega le cause della costruzione: tra Valgreghentino e Olginate non vi era ancora nessuna chiesa e passavano molti torrenti che non permettevano agli abitanti di alcuni rioni di partecipare alle celebrazioni religiose facilmente.

Nel ‘400 si cominciò ad aggiungere al titolo "de Vico" quello "de Vignola" che divenne in seguito "alla Vite", segno che la chiesa era associata agli annessi vigneti.

Nello stesso periodo iniziarono i restauri della chiesa. L’ampliamento successivo portò alla quasi completa demolizione della primitiva struttura. Si crede che questi lavori siano stati eseguiti in funzione della nascita del convento, di cui attualmente resta il chiostro, alquanto rimaneggiato. Qui, infatti, si insediarono i frati agostiniani di Sant’Ambrogio ad Nemus di Milano, ai quali la chiesa venne affidata a partire dal 1472. Agli agostiniani subentrarono poi, i carmelitani calzati della Congregazione di Mantova nel 1645.

Olginate Ex convento di Santa Maria la Vite porticato credito fotografico luoghi e vie della fede

Nel corso del XVII secolo e del XVIII secolo alcune fonti evidenziano come l'affluenza al monastero annesso alla chiesa fosse bassa. Infatti San Carlo Borromeo, durante una sua visita al monastero nel 1583 contò soltanto 3 padri e 2 conversi dell'ordine che possedeva l'edificio in quell'epoca: l'Ordine dei carmelitani scalzi. Alla soppressione dell'ordine, il convento ospitava invece 5 religiosi e 4 conversi.

Soppresso l’ordine nel 1782, la struttura fu venduta, in seguito, a privati e diventò opificio serico e poi abitazione rurale, finché nella seconda metà del XIX secolo tornò a svolgere le sue funzioni religiose. Oggi è sconsacrata ed adibita ad usi civili. Recentemente sono stati riscoperti all'interno della chiesa interessanti affreschi della fine del XV secolo, fra i quali una Crocifissione e l’Ultima Cena.

Descrizione

Nel XVI secolo la chiesa possedeva 5 altari, rispettivamente dedicati a Santa Marta, La Beata Vergine Maria, Santa Caterina, Sant'Antonio e del Corpus Domini, su cui fu eretta la Scola del Santissimo Sacramento mantenuta solamente con le offerte. Erano presenti alcuni sepolcri, in particolare quello per i fratelli del Santissimo Sacramento di fronte all'altare del Corpus Domini. Qui si inumavano i cadaveri, ma dopo la soppressione della Confraternita del Santissimo Sacramento queste sepolture vennero proibite.

Con l'avvento dei Carmelitani la chiesa venne ulteriormente affrescata e dipinta, mentre nel 1704 venne ampliata. Elementi di decoro e di ingrandimento architettonico furono aggiunti tra il 1897 e il 1901. Ad oggi si nota la presenza di un convento dal chiostro, visibile soltanto in parte. La parte per la vita monastica è occupata al giorno d'oggi da abitazioni, come la parte ad Ovest, un tempo adibita ai dipendenti del monastero, che presenta un ampio cortile.

Olginate Ex convento di Santa Maria la Vite chiostro credito fotografico luoghi e vie della fede

La chiesa, dotata di una sola navata, è dimezzata da un tavolato e all'interno quello che rimane rivela una decorazione Cinquecentesca con alcune pitture più antiche. Tra alcuni medaglioni incompleti è chiara la figura di Sant'Ambrogio. L'abside è di rimpetto a un altare smussato per garantire la visione totale del catino, che presenta una decorazione rappresentante la Crocifissione di Cristo con la vista di Gerusalemme, alcuni angeli, la Vergine Maria, Maria Maddalena e San Giovanni. Ai lati gli affreschi raffigurano una Madonna in trono con il Bambino a sinistra, mentre a destra Santo Stefano con altri Santi. Tra gli affreschi incompleti troviamo un'Ultima Cena. Sul timpano della porta laterale è presente una lapide con scritto: "(ingr)edere o quisquis sequeris vestigia christi adapeta bonis ianua clausa mali 1617”; ovvero un invito a chi trova pace ed elevazione d'animo nella chiesa.

Olginate Ex convento di Santa Maria la Vite ingresso con scritta credito fotografico luoghi e vie della fede

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