rotate-mobile
Attualità

Il cuore verde della Brianza: il Parco del Curone a Montevecchia

Storia dell'ultimo sito di rilevante interesse ambientale prima della megalopoli milanese

Il crinale della collina di Montevecchia, dove si congiungono i boschi della Valle del Curone e della Valle Santa Croce, rappresenta il "cuore verde" di questo Parco nato per tutelare i valori naturalistici e paesaggistici di questo territorio inserito in una Brianza molto urbanizzata.

Questo parco, rappresenta una preziosa risorsa per la zona. Esso infatti risulta essere l'ultimo sito di rilevante interesse ambientale prima della megalopoli milanese.

Il Parco si estende per una superficie di circa 2.360 ettari, che interessa dieci comuni: Cernusco Lombardone, La Valletta Brianza, Lomagna, Merate, Missaglia, Montevecchia (che ne è sede), Olgiate Molgora, Osnago, Sirtori e Viganò.

Credito fotografico Meeters

Il parco rappresenta uno degli ultimi ambienti naturali a bassa quota della Lombardia ed è importante garantire che questo ambiente rimanga accessibile a tutti i cittadini che, con la crescente urbanizzazione dei tempi moderni, stanno perdendo la possibilità di avere un contatto con la natura e vedere come la flora e la fauna vivano liberamente in tale ambiente.

Credito fotografico Pinterest-4

All'interno della Riserva Naturale nascono due torrenti molto importanti per l'idrologia dell'area protetta: il torrente Curone ed il torrente Molgora (Lavandaia e Molgoretta) che attraversano da nord a sud tutta l'area del Parco.

A livello naturalistico il parco comprende un’area detta delle sorgenti pietrificanti. I corsi d’acqua consentono la formazione dei travertini, grazie anche alla presenza di cascatelle e muschi. Un altro ambiente è quello dei prati magri, le piramidi appunto, ricco di specie floreali ed animali molto interessanti, e quello dei boschi umidi.

Credito fotografico eccoLecco

Architettura rurale e religiosa

Le molte cascine presenti nel territorio del Parco oggi sono spesso abbandonate in seguito al generale declino dell’attività agricola, mentre un tempo erano dimora delle numerose famiglie contadine del luogo. In passato erano quindi il centro di un’intensa attività agricola, dimostrata anche dai terrazzamenti della collina, creati per rendere più facile la lavorazione del terreno. Questi edifici rurali rappresentano ai giorni nostri un patrimonio storico e culturale di importante valore da conservare e preservare perché significativa testimonianza della vita contadina del passato.

Credito fotografico Erasmus.com

Anche gli edifici religiosi assumono grande importanza nell’architettura di questa zona in quanto ricordano la vitalità religiosa della popolazione locale, che si esprimeva nel realizzare queste opere di interesse collettivo. Di spicco tra le Chiese del territorio è il Santuario della Beata Vergine del Carmelo posto sul punto più elevato della collina di Montevecchia.

Santuario della Madonna del Carmelo Montevecchia credito fotografico Discovery Lecco

Dal punto di vista geologico, il parco costituisce un luogo interessante poiché è l'ultima propaggine di un anfiteatro morenico. Studi condotti negli anni Settanta hanno infatti consentito di stimare la presenza di antichi insediamenti, riconducibili ai neandertaliani di 60mila anni fa. Si tratta di alcuni dei siti più antichi della Lombardia.

Le piramidi

Alcuni ricercatori hanno evidenziato come le tre colline di Montevecchia siano delle piramidi. Apparentemente sembrano tre colline ma l’osservazione satellitare ha svelato qualcosa di più. Base, lati e pendenza di queste strutture geologiche sono identiche, situazione alquanto impossibile in natura. Nella preistoria i ghiacci provenienti dalle Alpi non hanno mai solcato questa valle. Grazie alla sua conformazione che ne ha deviato il corso è rimasta un’oasi verde circondata dal freddo della glaciazione. Secondo gli studiosi un’antica civiltà avrebbe modellato le colline di roccia calcarea formandone i gradoni che possiamo intravedere oggi. Ciò sarebbe stato realizzato a scopo religioso-astronomico per determinare cicli lunari e le eclissi. Informazioni essenziali per le attività agricole di popolazioni antiche.

Il parco rappresenta uno degli ultimi ambienti naturali a bassa quota della Lombardia ed è importante garantire che questo ambiente rimanga accessibile a tutti i cittadini che, con la crescente urbanizzazione dei tempi moderni, stanno perdendo la possibilità di avere un contatto con la natura e vedere come la flora e la fauna vivano liberamente in tale ambiente.

Credito fotografico Meeters-2

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Il cuore verde della Brianza: il Parco del Curone a Montevecchia

LeccoToday è in caricamento