Martedì, 22 Giugno 2021
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Vaccini anti-Covid: freno ad Astrazeneca, i richiami per i più giovani con Pfizer o Moderna

Il preparato sarà fortemente raccomandato solo alle persone che hanno più di sessant'anni: da sabato 12 giugno vaccini a mRna per le seconde dosi

Roberto Speranza

Cambia strada la campagna vaccinale in Italia. Il vaccino di Astrazeneca è fortemente raccomandato per gli over 60 mentre chi ha meno di sessant'anni e ha già fatto una dose del siero a vettore virale farà la seconda con Pfizer o Moderna. È questa l'indicazione contenuta nel parere del Comitato tecnico scientifico che rimanda ogni decisione alle autorità competenti.

Pertanto secondo quanto spiegato dal Coordinatore del Cts Locatelli le prime dosi di vaccino Astrazeneca saranno riservate agli over 60, mentre la seconda dose per i minori di 60 anni dovrà essere somministrato un vaccino a mRna «considerata la disponibilità di piattaforme vaccinali alternative e seguendo il principio di massima cautela». 

Venerdì 11 giugno il ministro della salute Roberto Speranza e il Commissario straordinario Francesco Paolo Figliuolo insieme al Coordinatore del Cts, Franco Locatelli e il portavoce Silvio Brusaferro terranno tra pochi minuti una conferenza stampa durante la quale verrà chiarito l'orientamento degli esperti del ministero della Salute in merito all'uso del vaccino Astrazeneca dopo il caso di Camilla Canepa, morta dopo una trombosi che potrebbe però essere stata innescata da una patologia preesistente, una piastrinopenia autoimmune familiare.

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La conferma è stata data da Regione Lombardia tramite una nota della Direzione Generale del Welfare: «Da domani, sabato 12 giugno, secondo quanto disposto dal Comitato Tecnico Scientifico, le seconde dosi agli over 60 vaccinati con Astrazeneca saranno fatte con lo stesso vaccino. I richiami delle persone under 60 vaccinate in prima dose con Astrazeneca verranno invece effettuate con un altro vaccino».

La Nota precisa inoltre che per i 12/17enni già oggi viene usato solo Pfizer; per i 18/49 anni Pfizer o Moderna; per i 50/59enni Pfizer, Moderna o Johnson & Johnson; per gli over 60 Astrazeneca o J&J; per i fragili Pfizer o Moderna.

«Tutti i vaccini – conclude la Nota – sono validati da Ema ed Aifa e sono sicuri».

Vaccino Astrazeneca, le ultime notizie

Il caso ha innescato una serie di prese di posizioni spesso contradittorie da parte di diversi esponenti. In attesa di maggiori chiarimenti, sono già sette le Regioni che hanno sospeso la somministrazione di Astrazeneca e Janssen per gli under 60: Veneto, Lombardia, Sicilia, Campania, Puglia, Umbria e Valle d'Aosta.

Tuttavia secondo le anticipazioni il Comitato tecnico scientifico avrebbe dato indicazione a "chi ha meno di 60 anni e ha avuto la prima dose di Astrazeneca" di fare il richiamo con il vaccino a mRna, (Pfizer o Moderna).

Da AstraZeneca a Pfizer: ha senso cambiare vaccino per la seconda dose?

Gli esperti avrebbero però trovato motivo di discussione in merito alla soglia di età sotto la quale il richiamo andrà differenziato e che potrebbe essere tra i 40 e i 60 anni.

Per la seconda dose, sottolineano infatti i tecnici, è raccomandato continuare a usare Astrazeneca per chi ha più di 60 anni. Sotto questa soglia, per un principio di massima cautela, è invece raccomandabile l'utilizzo di un vaccino a mRna.

Intanto gli ultimi dati sulla campagna vaccinale evidenziano come in Italia siano state immunizzati dal coronavirus 13.654.623 di persone pari al 25.1% della popolazione con più di 12 anni, ovvero l'83% degli over 80, il 39% dei settantenni, e il 31% dei sessantenni, il 22% dei cinquantenni, il 14% dei quarantenni, il 12% dei trentenni e il 10% dei ventenni e l'1% degli adolescenti. Ieri è stato raggiunto e superato il traguardo delle 40 milioni di dosi somministrate. 

Problemi anche con il vaccino Jonhson & Johnson

Intanto le autorità di vigilanza di Belgio e Olanda hanno raccomandato in via cautelativa il blocco di lotti di principio attivo del vaccino sviluppato Janssen (Jonhson & Johnson) realizzati nello stesso periodo in cui si è verificata una contaminazione con materiali di un altro vaccino nel sito di produzione Emergent Biosolution del Maryland, negli Usa. Lo rende noto l'agenzie europea del farmaco Ema. Il lotto di principio attivo, venuto a contatto con componenti di un altro vaccino fabbricato nello stesso sito, non era destinato al mercato Ue. Sulla base delle informazioni disponibili, assicura Ema, i lotti del vaccino rilasciati nell'Ue non sono interessati dalla contaminazione incrociata. Ema assicura inoltre che i problemi di produzione di Emergent Biosolutions, il cui sito ha ricevuto anche un'ispezione della Food and Drug Administration Usa, non sono inoltre correlati ai casi molto rari di coaguli di sangue e piastrine basse. Le autorità Ue, prosegue Ema, stanno facendo tutto il possibile per salvaguardare le forniture e mitigare gli effetti di eventuali ritardi nella consegna del vaccino.

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