Giovedì, 29 Luglio 2021
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«Lariofiere non può essere l'unico polo vaccinale massivo anticovid per tutta la provincia di Lecco»

Più Europa critica il centrodestra in Regione e si unisce all'appello di Gattinoni: «Nel Lecchese non esiste una struttura idonea? Non stanno così le cose. Basti pensare al Bione, al Pala Taurus o ad altri complessi sportivi»

Luca Perego, Più Europa.

Anche +Europa Lario e +Europa Lombardia chiedono un centro vaccinale massivo in più per il Lecchese: non solo Lariofiere, ma anche un altro polo per i vaccini anticovid possibilmente all'interno del territorio provinciale. In una nota stampa il coordinatore Luca Perego si unisce infatti alla presa di posizione del sindaco Mauro Gattinoni respingendo le critiche del Centrodestra.

«Nei giorni scorsi il sindaco di Lecco ha osservato, non senza una punta di ragione, che aver individuato nel polo fieristico di Erba - Lariofiere, struttura che per altro ben si presta per dimensioni e spazi ad assumere un ruolo di primo piano in un contesto come quello di riferimento - l'unico punto vaccinale per la provincia di Lecco, rappresenti una scelta penalizzante per gli abitanti del Lecchese - sottolinea Luca Perego -  I rappresentanti del territorio lecchese nelle sedi istituzionali regionali appartenenti al centrodestra hanno accolto l’appunto mosso da Gattinoni alquanto malamente, replicando al primo cittadino con toni piuttosto polemici. Ad indurli a tale reazione, forse, l’irritazione che ancora provano a causa della sconfitta elettorale subita nella città capoluogo, piuttosto che la sostanza della critica del sindaco della città manzoniana. Non si spiega diversamente, altrimenti, la critica alquanto superficiale e la poco obbiettiva lettura della realtà compiuta dagli esponenti della maggioranza al Pirellone. Gli stessi, infatti, ben diverso trattamento hanno riservato ai Sindaci di alcuni comuni del Lago, che hanno sollevato esattamente le medesime critiche avanzate da Gattinoni, lamentando a loro volta la mancata individuazione di un centro vaccinale presso uno dei comuni del territorio lecchese».

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Sempre secondo +Europa, prendendo spunto da questa sorta di polemica e scorrendo la delibera di Regione Lombardia relativa e denominata “Individuazione dei punti vaccinali” si rileva come esistano delle incongruenze in merito alla distribuzione dei punti di vaccinazione di massa nel Lecchese. «L’ Ats Monza e Brianza, in cui è compresa Lecco e provincia, ha a sua disposizione, sul territorio di propria competenza, tre punti vaccinali, ai quali si aggiunge quello di Erba che sorge, però, sul territorio di spettanza di un'altra Ats, quella denominata Insubria. Ats Monza e Brianza dovrà effettuare più di 1 milione di vaccinazioni, contando su tre punti logistici e ciò significa che ogni punto di vaccinazione si troverà a gestire più di 350.000 vaccinazioni, distribuite su un territorio vasto e geograficamente complesso. Se ci si basa solo sui punti di vaccinazione territoriali delle Ats di competenza, quello più vicino ai confini della provincia di Lecco è quello situato a Carate Brianza, in provincia di Monza e Brianza. Da ciò si evince che per un cittadino di Colico, raggiungere Carate Brianza non sarà proprio poca cosa, sia in termini di tempo sia in termini di chilometraggio».

«Ats Monza e Brianza necessita di avere a disposizione almeno altri tre centri vaccinali di massa»

Luca Perego ha quindi aggiunto: «Ats Monza e Brianza necessita di avere a disposizione almeno altri tre centri vaccinali di massa; del resto non si spiega perché altre Ats, come quella di Pavia, il cui carico prevede circa 350.000 unità, abbia a sua disposizione ben quattro centri, esattamente come Ats Monza e Brianza o Ats Montagna - questa con poco più di 350.000 abitanti e ben cinque centri vaccinali a disposizione. Da un’attenta lettura della stessa delibera, risulta inoltre che Ats Monza e Brianza ha un ipotetico carico vaccinale giornaliero pari a 27.000 cittadini, mentre in realtà non ne potrà inoculare più di 12 mila, ovvero 15 mila in meno rispetto a quelle preventivate. Una differenza significativa che segnerà un saldo negativo tra il numero delle vaccinazioni effettuate e quelle previste. Nella medesima delibera si constata inoltre che le vaccinazioni non effettuate saranno girate su altre Ats o su quelle strutture private che si porranno a disposizione di Regione Lombardia, anche se, ad oggi, nessuna informazione circa i punti aggiuntivi o alternativi è stata diffusa dai competenti uffici».

Un altro tema è quello del personale che somministrerà il vaccino. «A tutto ciò si deve aggiungere il fatto che, al fine di poter effettuare le vaccinazioni previste saranno necessari non meno di 2008 medici ed altrettanti infermieri, personale che, al momento, non si è ancora individuato nonostante Bertolaso, il super tecnico voluto dalla Assessora Letizia Moratti, si sia rivolto ai medici specializzandi, chiedendo il loro supporto in qualità di volontari. Il compito precipuo dei rappresentanti dei cittadini nelle istituzioni è quello di salvaguardare gli interessi della comunità e non quelli della propria parte politica, come invece sembrano fare i consiglieri regionali lecchesi di maggioranza».

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«Non vorremmo che tutto questo fuoco di controbatteria, scatenato dai tre rappresentanti lecchesi del centrodestra in Regione non sia altro che un velo per coprire gli errori e le inadempienze che questa giunta ha compiuto e continua a compiere - aggiungono - Luca Maggioni e Domenico Saggese, rispettivamente esponente e presidente di +Europa Lario - Nella provincia di Lecco non esiste una struttura idonea a fungere da centro di vaccinazione di massa? Non è proprio così che stanno le cose. Basta pensare al Bione, od al Pala Taurus, come suggerito anche da consiglieri comunali di centro destra o ad altri complessi sportivi sparsi su tutto il territorio provinciale, giusto per fare degli esempi».

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