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Studio Uil sui vaccini anti-Covid: «A febbraio saranno somministrate 810 dosi al giorno»

Salvatore Monteduro, Segretario Generale CST UIL del Lario, ha presentato

Nel mese di febbraio, con la distribuzione complessiva di 4.039.823 dosi di vaccino (2.263.950 Pfizer, 686.300 Moderna e 1.089.573 AstraZeneca), si entra nella fase clou del processo di immunizzazione.

«Abbiamo simulato il numero di dosi, divise per vaccino, che saranno assegnate a febbraio alle singole Province in base alla popolazione al 1° gennaio 2020 - ha riferito Salvatore Monteduro, Segretario Generale CST UIL del Lario. Inoltre, considerato che AstraZeneca è consigliato per una fascia di popolazione tra i 17 e 55 anni, abbiamo riportato nel nostro studio la suddivisione della popolazione per fasce di età:

  • Età 17-55 anni: Como 296.360; Lecco 162.038;
  • Età 56 e oltre: Como 211.085 (42% pop da vac.) Lecco 122.255 (42%)
  • Età 66 e oltre: Como 131.320; Lecco 76.255;
  • Età 75 anni e oltre Como 70.171 Lecco 40.843;
  • Età 80 anni e oltre Como 43.779 Lecco 25.283.

Lo studio stima:

il numero complessivo di dosi giornaliere che dovranno essere somministrate a livello di ogni singola provincia nel mese di febbraio:

  • Como 1.423 giornaliere;
  • Lecco 798 giornaliere
  • Lombardia 24.258 giornaliere;
  • Italia 144.279 giornaliere;

la ripartizione per tipologia di vaccini che saranno a disposizione di ogni provincia per il mese di febbraio:

  • Pfizer Como 22.336; Lecco 12.519;
  • Moderna Como 6.771; Lecco 3.795;
  • AstraZeneca Como 10.750; Lecco 6.025.
  • Totale Como 39.857 Lecco 22.339

In conclusione, «è necessario tenere conto del fatto che c’è una parte di popolazione da vaccinare, circa il 42%, che comprende i più fragili, alla quale non è al momento consigliata la somministrazione del vaccino AstraZeneca, ma a cui è opportuno destinare prioritariamente gli altri due vaccini (Pfizer e Moderna) - ha spiegato Monteduro -. Pfizer presenta, però, difficoltà nella gestione organizzativa per la temperatura necessaria alla conservazione (-70/80 gradi) e quindi, difficile l’utilizzo da parte dei Medici di Medicina Generale nella propria attività ambulatoriale, ai quali sarebbe opportuno assegnare in primo luogo il vaccino Moderna per la somministrazione agli ottantenni. Il vaccino Pfizer potrebbe essere maggiormente indicato per l’utilizzo negli hub che si stanno individuando. Fatte queste considerazioni, è necessario che l’intera macchina organizzativa entri in funzione ed è opportuno che Governo e Regioni con le loro articolazioni territoriali traccino velocemente il percorso utile a raggiungere al più presto l’immunità della popolazione, percorso indispensabile a salvaguardare i soggetti più esposti e che quotidianamente ci lasciano».

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