Venerdì, 19 Luglio 2024
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Non solo lago: l'idea di Emanuele per rilanciare il turismo in Valle San Martino

Un progetto che nasce dall’amore per il territorio: "Nuovo slancio con attività outdoor e un coordinamento per unire le forze in campo"

Oltre al lago c'è di più. Il turismo può crescere anche in valle San Martino e nel vicino territorio olginatese. Lo credono in tanti, e tra loro il tecnico informatico Emanuele Valsecchi che si è rivolto ed enti, associazioni e amministratori locali per illustrare un progetto di rilancio, con vantaggi anche sul fronte del contrasto all'overtourism che sta creando più di un problema sul ramo lecchese del Lago di Como. Unire le forze per fare squadra, creare un ente (tra pubblico e privati) che faccia da coordinamento di eventi, puntare sullo sport e le attività outdoor, favorire attività commerciali con noleggio bici e canoa all'insegna della mobilità sostenibile, promuovere sentieri e aree verde dall'Adda alla montagna. 

Questa, in sintesi, la proposta già illustrata dal 48enne residente a Calolzio alla Comunità montana, alle amministrazioni comunali di Calolziocorte, Carenno e Costa Imagna, e al consigliere regionale Jonathan Lobati. "La Valle San Martino ha un elevato potenziale turistico e attrattivo - esordisce Emanuele Valsecchi - Il progetto nasce dall’amore per questo territorio e dall’idea di dare nuovo slancio al territorio stesso, puntando su un turismo sostenibile legato alle attività outdoor. Attività che già vengono svolte sul territorio, sia in modo autonomo sia in modo organizzato, ma che richiedono un miglior coordinamento, una maggiore promozione e più supporti per la manutenzione ordinaria dei sentieri e del territorio in generale. Serve insomma un soggetto unico di riferimento, un consorzio o simili".

In mountain bike vista lago.

Ma non c'è il rischio di creare l'ennesima sovrastruttura? "L'obiettivo è proprio l'opposto, dare vita a un unico coordinamento di riferimento, coinvolgendo soggetti pubblici e privati, in grado di semplificare la vita a chi promuove il turismo con eventi, attività commerciali, azioni di volontariato - replica Emanuele Valsecchi - Tra gli obiettivi c'è anche quello di combattere la troppa burocrazia, puntando sul fare squadra e sul cercare ottimizzare costi e risorse".

Canoe sulla riva del lago a Vercurago.

Perchè questa proposta? "Non ho interessi economici. Lo faccio per passione e se l'iniziativa dovesse decollare potrei dare il mio contributo come tecnico informatico o appassionato di sport. La valle San Martino è storicamente una terra di confine con location e sentieri che possono richiamare turistici anche fuori dalla classica stazione estiva. Ci sono insomma altre caratteristiche rispetto al lago. Il territorio presenta delle alte potenzialità, e ne sono testimoni le numerose attività outdoor che già vengono svolte quotidianamente e su cui vale la pena investire: running, escursionismo (anche in forma accessibile per i disabili), ciclismo (su strada, mtb, cicloturismo), arrampicata, parapendio, canoa/kayak. Lo sviluppo di queste attività può favorire anche le attività commerciali del territorio ad esse legate, e permettere un incremento delle possibilità lavorative sul territorio con l’avvio di nuove imprenditorialità locali".

Il santuario di Santa Maria del Lavello.

"L’obiettivo principe è quello di creare un organo sovraterritoriale che vada anche al di là dei confini burocratici istituzionali e che si fondi, invece, sull’idea di “fare squadra” tra territori vicini - entra ancora più nel merito il calolziese - Il concetto di squadra prevede l’inclusione degli enti pubblici, delle associazioni di categoria, delle singole attività commerciali private (come negozi, noleggi, servizi di trasporto, ristorazione, ospitalità in tutte le sue forme), tour operator del territorio o soggetti che svolgono attività sul territorio tra cui i gruppi di volontariato (siano essi sportivi o escursionistici)".

La vista da Costa del Coldaro sulla Bergamasca, lungo la strada per Valcava.

"L’obiettivo di un incremento dell’offerta turistica, in un’ottica sostenibile, va di pari passo anche con un aumento della sensibilità nei confronti del territorio stesso, che deve essere salvaguardato, tutelato e manutenuto. Ecco perché uno degli obiettivi è quello di coordinare e supportare chi già si occupa della manutenzione del territorio. L’istituzione di un organo sovraterritoriale in cui creare dei tavoli di lavoro tematici permetterebbe di pensare alla creazione di una strategia a più ampio raggio e con una visione più lungimirante".

Il sentiero in alta Valle per andare al Linzone.

L’aumento dei passaggi dei turisti non deve compromettere la ricchezza ambientale del territorio, ed è per questo che il progetto deve tutelare il territorio e mettere in atto, già dal suo studio, tutto quanto necessario per garantire questo obiettivo. Il territorio inizialmente identificato da Emanuele Valsecchi è l’insieme della Valle San Martino e della Valle dell’Adda (la zona compresa tra la dorsale del Resegone e del Monte Linzone ad est, la dorsale del Monte di Brianza ad ovest e la dorsale del Monte Canto a sud); territorio che vede la presenza dei comuni di: Vercurago, Calolziocorte, Erve, Carenno, Monte Marenzo, Garlate, Olginate, Valgreghentino, Airuno. E poi ancora Brivio, Torre de’ Busi, Caprino, Cisano Bergamasco e Pontida arrivando anche a comprendere i territori vicini del Parco di Montevecchia e della Valle Imagna.

Paesaggi suggestivi anche in valle San Martino.

"Abbiamo il lungoAdda, il lago tra Vercurago e Garlate, il Lavello, Valcava, il Pertus, i paesaggi, i sentieri per il monte Linzone, solo per fare qualche nome. Il concetto di fare squadra vuole tradursi nella creazione di un brand che dia una nuova identità al territorio rappresentandolo in ambito turistico. Sarebbe utile iniziare a strutturare il progetto per raccogliere i fondi necessari, non solo per la gestione del progetto stesso e la promozione turistica, ma anche per contribuire alla manutenzione ordinaria dei sentieri e del territorio in generale, al fine di garantire un’offerta sempre soddisfacente, aiutare le amministrazioni locali in questo oneroso compito e i gruppi di volontari che già operano in tal senso".

"La raccolta dei fondi, oltre che ai metodi più tradizionali come le quote associative (nel caso di un consorzio o organismi simili), le sponsorizzazioni e le donazioni liberali, può basarsi su metodi più moderni di crowfunding e merchandising. Io ho provato a dare un contributo e lascio una mail a cui scrivere per un confronto amoilmioterritorio@gmail.com - conclude Emanuele Valsecchi - vediamo come andrà. Se sono rose fioriranno".

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