Mercoledì, 22 Settembre 2021
Attualità Monte Marenzo

Mauro, da 13 anni al fianco delle api: «Vanno salvate per il bene di tutti»

La storia di Locati, che ha cambiato lavoro per diventare apicoltore. Oggi si occupa di quasi 2 milioni di api e interviene per rimuovere gli sciami in sicurezza dalle case

Il suo ultimo intervento in ordine di tempo lo ha compiuto ieri a Monte Marenzo, dove ha rimosso uno sciame che aveva invaso gli orti di un condominio in via Della Pace. Ma la sua vita al fianco delle api dura ormai da 13 anni. Stiamo parlando di Mauro Locati, apicoltore conosciuto e apprezzato in valle San Martino. Lo abbiamo intervistato pochi giorni dopo la Giornata mondiale della Api, una ricorrenza importante per richiamare l'attenzione di tutti sul contributo vitale che questi insetti danno al bene dell'ecosistema, e abbiamo scoperto che quella di Mauro - residente a Monte Marenzo - è stata una vera e propria scelta di vita.

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«Oggi ho 57 anni e 13 anni fa ho deciso di lasciare il mio lavoro di ambulante per diventare apicoltore - racconta Mauro Locati - Una decisione dettata da un lato dall'amore per la natura, dall'altro dall'opportunità data dal fatto che mio suocero possedeva un ampio spazio verde qui a Monte Marenzo dove negli anni abbiamo collocato anche le arnie delle api. Ho deciso di mettermi in gioco con un nuovo mestiere, come agricoltore e come apicoltore. Oggi quelle arnie sono diventate 23, e ognuna conta circa 80.000 api».

Mauro si occupa quindi di oltre 1.800.000 insetti, grazie ai quali produce molto miele e contribuisce a far stare meglio l'ecosistema. Ma da qualche anno a questa parte la vita per le api è purtroppo peggiorata, segnale di una situazione che, senza cambi di rotta, diventerà allarmante per il pianeta.

API sciame 3-2

«Il nuovo lavoro è andato bene per diverso tempo, ma negli ultimi anni ho purtroppo toccato con mano la grande difficoltà delle api. Meno insetti e più "deboli" a causa soprattutto dei cambiamenti climatici e dei troppi diserbanti - continua Locati - Si produce quindi molto meno miele, da 9 quintali sono passato alla metà nel giro di un paio d'anni. Io e altri miei colleghi apicoltori abbiamo dovuto nutrire le api con acqua e zucchero negli alveari perchè in piena primavera non c'era già più nettare per loro. Sono segnali allarmanti, che vediamo anche nel nostro territorio. La speranza è che aumenti presto l'attenzione al tema da parte di tutti, e delle istituzioni in primis, per salvare le api. Senza di loro il mondo non avrebbe futuro». 

API bella-2

Ma perchè questi insetti sono così indispensabili? «Perchè le api impollinano l'85% di tutto, dalle piante da frutto agli ortaggi passando per i fiori, garantiscono la sopravvivenza di molte specie vegetali e quindi, indirettamente, anche dell'uomo». Un argomento già evidenziato da Albert Einstein più di 80 anni fa con la celebre frase: "Se le api morissero, avremmo solo 4 anni di vita”.

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Api 2 Fontana-2

Mauro Locati ci ha quindi parlato dei suoi interventi per la messa in sicurezza di luoghi e abitazioni private invasi da sciami di api, episodi che si verificano anche nel territorio lecchese. 

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«Talvolta scappano dagli alveari, si spostano anche di qualche chilometro e vanno a trovare punti di approdo dentro case, alberi o abitazioni dove gli sciami vanno a stanziarsi - aggiunge l'apicoltore -  Mi è capitato di trovarle anche dentro un cassone delle tapparelle e nelle fessure di un muro. Quando intervengo, le sposto con una piccola arnia portandole poi in un alveare "liberando" così la casa. Nell'ultimo anno in valle San Martino ho compiuto 4 o 5 interventi di questo tipo. Va detto comunque che le api sono abbastanza innocue, non sono certo pericolose come i calabroni e le vespe. Semmai - conclude Mauro - dobbiamo preoccuparci non di loro, ma del loro essere in difficoltà per colpa dell'uomo».

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