Valmadrera, striscioni di protesta fuori dall'AlterEgo. Rusconi: «Non cambio idea nonostante le "minacce"»

Venerdì è stato chiuso, per cinque giorni, il bar attivo nella frazione Parè: il caso ha avuto un importante eco a livello mediatico

Due dei numerosi striscioni affissi all'esterno del bar BONACINA/LECCOTODAY

Prosegue il caso AlterEgo a Valmadrera. Giovedì 7, durante i consueti controlli eseguiti sul territorio, le Forze dell'Ordine hanno apposto i sigilli al bar attivo nella frazione Parè, scatenando la reazione della proprietà: secondo la Polizia Locale le violazioni sarebbero cominciare lunedì 2 e sarebbero proseguite anche nei giorni seguenti, facendo scattare, nei confronti della titolare Francesca Koldashi (23), la multa di quattrocento euro e la sospensione cautelare dell'attività, primo provvedimento di questo genere preso sul territorio provinciale; contestualmente sono state sanzionate, sempre per la medesima somma, anche tre persone presenti nelle vicinanze del locale. «I vicini e altri esercenti hanno riferito subito di aperitivi somministrati e consumati sul posto, anziché take-away, come di legge; accadeva fuori dal nostro orario e non eravamo intervenuti, mentre giovedì abbiamo fatto in tempo», ha spiegato sabato il Comandante Cristian Francese a "La Provincia di Lecco".

«Prima dei vigili, avevamo avuto controlli dai carabinieri - si è difesa la titolare del bar sempre sulle colonne del quotidiano -, secondo cui sono da evitare i gruppi e, per “immediate vicinanze”, s’intendono la porta e dintorni. Di giovedì sera, ho anch’io il video: tre clienti, uno su un marciapiede, l’altro su quello di fronte, l’altro ancora a quattro metri dal bar. Le forze dell’ordine si mettano d’accordo e diano linee chiare, non interpretazioni discordanti. Abbiamo riaperto non certo per guadagnare: col take-away (che significa portare via, e non portare a casa) mettiamo in cassa 50 euro al giorno».

Prosegue la protesta, Rusconi non indietreggia

Nel frattempo la protesta contro il provvedimento è andata avanti durante il fine settimana. All'esterno del bar e sul gazebo sono stati affissi degli striscioni riportanti delle frasi di dissenso contro la decisioni assunta nei confronti dell'"AlterEgo". Il sindaco Antonio Rusconi, in ogni caso, non ha mosso dei passi all'indietro: «Il Comune di Valmadrera non ha alcun introito da queste sanzioni che finiscono alla Prefettura o alla Regione per l'acquisto delle mascherine, per cui è falso affermare che facciamo questi provvedimenti per bisogno di soldi».

alterego bar chiuso valmadrera4

«I provvedimenti - ha proseguito il sindaco - sono presi dal responsabile della Polizia Locale e le Forze dell’Ordine hanno più volte, nei giorni precedenti, richiamato e avvisato la proprietà su evidenti e plateali violazioni delle norme. Il sindaco di Valmadrera ha preso atto di un provvedimento, ma ribadisce la sua piena fiducia nelle Forze dell’Ordine presenti sul territorio e non cambia parere se gli arrivano "velate minacce" sui social di portare "le Iene", oppure di scatenare battaglie mediatiche o di portare prove su altri esercenti. Il problema è se quel locale, che è stato avvisato più volte da Carabinieri e Polizia Locale, ha commesso o no quell’infrazione. Non tollererò che continuino ad apparire offese contro le Forze dell’ Ordine». 

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Il primo cittadino ha fatto anche un bilancio della prima settimana di "Fase 2": «La responsabilità ha in gran parte funzionato, anche se a volte i ciclisti si muovevano in gruppi, qualche “milanese” si è intruppato a San Tomaso, i controlli delle Forze dell’ Ordine e della Protezione Civile hanno funzionato e hanno rappresentato un ottimo deterrente. Da lunedì si può transitare per Valmadrera in bici e a piedi, ma non ancora sui sentieri montani. Auspico che nei prossimi giorni possa essere dato il via libera ad altre attività produttive con la dovuta responsabilità e magari ad altri spazi liberi, se ben utilizzati. Naturalmente sapete che queste decisioni non sono competenza del sindaco che prende atto e eventualmente può assumere per evitare rischi maggiori misure più restrittive».

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