Varenna, altro scontro Ferrara-Manzoni sull'indennità: accuse di "magna magna", il sindaco risponde per le rime

Il consigliere di minoranza ha riportato la recente sentenza della Corte dei Conti sulla possibilità di aumentare le indennità, mentre il primo cittadino ha sciorinato vari dati

A sinistra Paolo Ferrari, a destra il sindaco di Varenna Mauro Manzoni: l'Amministrazione aveva mosso i primi passi nella concordia

A mesi di distanza dall'ultimo affondo, Paolo Ferrara, consigliere di minoranza di Uniti per Varenna, è tornato ad attaccare il sindaco Mauro Manzoni. L'ex assessore della Giunta Molteni ha riportato la recente della Corte dei Conti sulle indennità percepibili dai sindaci di comuni con meno di mille abitanti, tra cui rientra la perla del lago (770 abitanti), trovando la piccata e argomentata risposta del primo cittadino locale.

Ferrara: «Restituire ventimila euro»

"Sul "magna magna" degli stipendi a sindaco e giunta la Corte dei Conti da' torto al sindaco Manzoni.

A fine ottobre 2019 un articoletto di legge autorizzava l'aumento dell'indennità per i sindaci dei comuni sotto i mille abitanti, sino all'85%.

Detto fatto: velocissimi gli Amministratori comunali di Varenna si erano aumentati immediatamente di ben 10.000 euro anno complessivi gli emolumenti: in percentuale massima e non solo per il sindaco ma anche già che c'erano, per gli assessori! Alle nostre critiche e dubbi il sindaco aveva risposto piccato che era tutto obbligatorio e secondo legge (tralasciamo i toni sguaiati e offensivi della risposta).

Orbene, ci ha pensato la Corte dei Conti sez. Regionale di controllo per la Lombardia a ristabilire "la legalità" tanto cara al Manzoni (sindaco).

Con deliberazione del 13 maggio 2020 indica punti ben chiari: innanzitutto non vi è alcun obbligo per le amministrazioni di aumentare lo stipendio del sindaco. Poi qualora il sindaco se lo volesse per forza aumentare, avendo lavorato tantissimo,  non è obbligato ad aumentarselo sino al massimo percentuale dell'85%. Infine, non è assolutamente contemplato l'aumento automatico degli emolumenti per gli assessori.

Ergo, invitiamo il sindaco a rivalutare il proprio stipendio e l'aumento che si è magnanimamente erogato. Lo invitiamo poi a sospendere gli emolumenti aggiuntivi per la giunta, applicati in modo erroneo ed arbitrario, restituendoli alle casse comunali. Ci auguriamo che il Segretario Comunale ben affianchi in ciò il Sindaco, per ristabilire la "legalità", come diceva il Manzoni (sindaco) dell'opposizione che fu.

Sommessamente, invitiamo poi nuovamente l'Amministrazione a girare questi 20.000 euro applicati per i 2 anni di fine mandato, alle casse bisognose dell'Asilo del paese."

Manzoni: «Quattro inesattezze. Noi costiamo meno della metà»

"Sono costretto, mio malgrado, a rispondere alle reiterate, noiose e petulanti accuse lanciate a mezzo stampa dal Consigliere Ferrara.
Preferirei non sottrarre questo tempo all’amministrazione dell’Ente e ai miei impegni privati ma è necessario, considerato che sono stato accusato di aver aumentato il mio “stipendio” «sino al massimo percentuale dell'85%».

Prima grave inesattezza: i Sindaci non hanno alcuno “stipendio”, come afferma il Consigliere. Infatti, si tratta di “indennità di funzione” perché lo scopo non è di retribuirli, bensì soltanto quello di compensarli parzialmente per l’impegno profuso nell’Amministrazione.
Il motivo per cui la legge citata a sproposito dal Consigliere ha reso possibile un aumento dell’indennità dei Sindaci dei Comuni con meno di 3.000 abitanti è semplice. Chiunque abbia un minimo di cognizione in materia, infatti, sa bene quanto sia divenuta complessa la gestione dei piccoli enti, specie quando questi hanno un numero di dipendenti molto ridotto come il Comune di Varenna. Eppure questi Comuni vanno avanti, grazie allo spirito di servizio di chi lo dirige politicamente assumendosi le responsabilità che ne derivano, e di chi vi lavora, ognuno secondo le proprie competenze. Quella legge ha voluto soltanto riconoscere la peculiarità del servizio svolto per i piccoli enti proprio perché ne ha riconosciuto le specificità. Seconda grave inesattezza: non v’è stato alcun aumento dell’85%, come dichiarato da Ferrara. Prima di lanciare accuse sguaiate, sarebbe opportuno, anzi doveroso, non sparare numeri a caso contando sul fatto che chi legge, spesso non ha tempo per verificare e approfondire.

La legge dispone infatti che “La misura dell'indennità di funzione spettante ai sindaci dei comuni con popolazione fino a 3.000 abitanti è incrementata fino all'85 per cento della misura dell'indennità spettante ai sindaci dei comuni con popolazione fino a 5.000 abitanti”. Ciò, nel mio caso, si traduce in un passaggio da € 645,57 lordi (€ 438,92 netti) a € 921,88 lordi (€ 696,27 netti). Quindi, un aumento di circa il 30%.

Non è dato sapere se Ferrara ignorasse o fingesse di ignorare i numeri della vicenda. Ognuno può farsi un’opinione in merito, ma sarebbe bene non imputare alla controparte politica decisioni che questa non ha assunto. A tal proposito, considerato che affermazioni di questo tipo potrebbero ledere anche l’immagine del Comune, oltre che di chi vi presta servizio, mi riservo di agire nelle sedi competenti a tutela di tali diritti.

Terza grave inesattezza: questa Sindacatura è costata, a seguito dell’aumento, € 20.000 in più. Ma dove? Del resto, se si confrontano le “indennità di carica” lorde (risultanti dai Bilanci comunali) riconosciute agli Amministratori nel corso del precedente mandato a guida Molteni (anni 2011-2016) e quello in corso a mia guida (anni 2016-2021), emerge che tali indennità, nei rispettivi periodi quinquennali, sono state e saranno percepite per circa i seguenti importi:

  • al Sindaco Molteni: € 77.468
  • al Vicesindaco Pecis: € 11.620
  • all'Assessore Ferrara: € 3.873
  • Totale: € 92.961

  • al Sindaco Manzoni: € 39.870
  • al Vicesindaco Balbi: € 2.073
  • all'Assessore Del Nero: € 2.765
  • Totale: € 44.708

Dal precedente prospetto si può facilmente evincere che le indennità spettanti agli attuali Amministratori del Comune di Varenna ammontano a meno della metà rispetto a quelle del precedente mandato (con un risparmio di spesa di circa di € 48.253); il che, evidentemente, a Ferrara tale incontestabile dato proprio non va giù.

Ecco le cifre dello scandalo urlato da Ferrara, al quale, evidentemente non va proprio giù il fatto che la mia sindacatura abbia costi più che dimezzati rispetto alla precedente.
Quanto poi all'espresso richiamo di una deliberazione della Corte dei Conti che avrebbe “ristabilito la legalità”, Ferrara ignora o finge di ignorare che il provvedimento citato altro non è che l’espressione di un parere (n. 67/2020), su richiesta di un Sindaco della Provincia di Sondrio che ha ritenuto di porre il quesito perché le modalità applicative della legge non erano del tutto chiare.

E questa è la quarta grave inesattezza: la Corte dei Conti non ha affatto “ristabilito la legalità”: quella, semmai, si afferma con le sentenze, non con i pareri. E questo un Amministratore dovrebbe saperlo.
La Corte dei Conti afferma che “la norma sia chiaramente formulata con riguardo ai soli sindaci dei comuni fino a 3.000 abitanti, in linea con la ratio di contrastare la carenza di candidature alle elezioni amministrative negli enti di ridotte dimensioni demografiche e stimolare l’esercizio di tale munus publicum nelle situazioni di particolare gravosità del ruolo e delle responsabilità del sindaco, come nel caso di enti di limitate disponibilità finanziarie ed organizzative. In questo senso si ravvisa, alla base della norma, lo scopo di rendere effettivi i principi costituzionali di garanzia dell’accesso dei cittadini alle funzioni pubbliche”.

Riguardo all’estensione dell’aumento dell’indennità a Vicesindaco e Assessore, afferma che tra le ipotesi di esclusione “potrebbero rientrare proprio i casi di specifico aumento dell’indennità sindacale” disposto sulla base della nuova legge.
Il Giudice contabile utilizza il condizionale: è la sua opinione, della quale non può certo non tenersi conto, ed è un’opinione che attesta una difficoltà interpretativa. Altrimenti avrebbe utilizzato l’indicativo, o l’imperativo: avrebbe scritto “rientrano...” o “devono rientrare...”. Se talvolta non è semplice neanche per i Giudici interpretare le leggi, figuriamoci se può esserlo per gli Amministratori locali.

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Se tale opinione verrà confermata, stia tranquillo Ferrara: se vi sarà da restituire si restituirà. La Giunta non ha mai preteso percepire neanche un centesimo di ciò che spettava, rinunciando a ogni indennità, figuriamoci se pretende ciò che eventualmente non spetta.
Forse che Ferrara ed i precedenti Amministratori hanno rinunciato alle proprie indennità? Non ci pare. Evidentemente il suo invito a far donazioni all’Asilo vale soltanto per gli altri."

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