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Cav Lecco, nell'anno nero del Covid assistite più di 100 mamme

Seppure dimezzati rispetto al passato, gli interventi dei volontari sono stati fondamentali per sostenere le donne, al 90% immigrate, e i loro bambini

L'anno complicato a causa della pandemia da Coronavirus non ha fermato l'attività dei volontari del Cav, Centro aiuto alla vita di Lecco. «Le frequenti e spesso contradditorie disposizioni sanitarie ci hanno impedito di aiutare con continuità le mamme già iscritte nel programma di assistenza - spiegano i volontari - Da febbraio fino a giugno abbiamo infatti chiuso il Centro, in ottemperanza alle disposizioni governative, pur mantenendoci reperibili telefonicamente per ogni necessità urgente».

«Un anno davvero difficile anche per noi soccorritori, grazie a tutti per esserci vicini»

«Abbiamo dovuto redigere e approvare un protocollo sanitario per regolamentare la riapertura di giugno, cosa che ha comportato diversi cambiamenti nelle modalità operative e logistiche, con la precisa finalità di evitare contagi ai volontari come agli assistiti - proseguono i volontari - Grazie a queste attente precauzioni, abbiamo ritenuto di non procedere a una ulteriore chiusura a ottobre al sorgere della cosiddetta seconda ondata, essendo noi dispensatori di beni per l'infanzia (eccezione prevista dal Dpcm). Malgrado tutte queste restrizioni, anche quest'anno siamo stati in grado di assistere 102 mamme con i rispettivi bambini e di dar corso a un progetto culla. È un numero ben al di sotto del solito, praticamente dimezzato, ma questo, e va rimarcato, non è imputabile solo alla pandemia. Da tempo rileviamo il preoccupante calo demografico in atto nel nostro paese per le diverse ragioni sempre anche da noi denunciate, sia culturali che economiche. Se non fosse per le famiglie immigrate, il calo sarebbe ancor più significativo: tra le 102 mamme da noi aiutate, le immigrate sono più del 90%».

Al Cav avrebbero voluto proporre un programma di iniziative future da vivere insieme come accaduto negli anni passati, ma stante l'incertezza del momento è necessario rinunciare. «Nemmeno sappiamo se e come potremo vivere la tradizionale Giornata per la Vita di febbraio 2021. In merito a questo ragguaglieremo appena possibile. Possiamo però assicurare che continueremo a svolgere la nostra opera in difesa della vita nascente finché disporremo della pur minima possibilità e risorsa per farlo. Nel frattempo - concludono i volontari - vogliate gradire i nostri più cordiali auguri per il prossimo Santo Natale: auguri che vi inviamo con sincero affetto e arricchiti da una accorata preghiera a Gesù, Dio nato Bambino, affinché il mondo ritrovi in lui nuova luce e ragioni di sicura speranza».

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