Addio a Voltolini, il lungo saluto di Rusconi: «Hai lasciato un segno nella storia di tutti i giorni»

Il primo cittadino di Valmadrera ha parlato durante le esequie dell'ex difensore civico della città, scomparso in questi giorni

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Ciao Beppe.

A nome dell’Amministrazione Comunale che rappresento, dei dipendenti che con stima lo hanno conosciuto, degli ex Sindaci e Amministratori presenti con cui ha collaborato, voglio esprimere il cordoglio a Luciano, a tutti i familiari e la gratitudine per un impegno civico quotidiano e di cui l’età non aveva mai fermato la passione viva.

Narrare, raccontare, significa proprio dare un volto alle persone, una storia agli affetti, fare memoria: come scriveva Garcia Marquez, “la vita non è solo quella che si è vissuta ma quella che si ricorda e come la si ricorda per raccontarla”.

Ci sono persone che lasciano il segno nella Storia diventando protagonisti e testimoni di un’epoca; altre che lo lasciano nella storia di tutti i giorni, di ciascuno di noi, pur rimanendo molto spesso nell’anonimato, come Beppe Voltolini ha scelto, sempre, o quasi sempre, dalla parte degli ultimi, dei più fragili, di chi aveva bisogno di essere difeso.

La liturgia dei ricordi ci porta ad ascoltare le lodi delle persone, altri più opportunamente ed adeguatamente di me parleranno della sua esperienza sindacale, dalla Federazione Nazionale Artisti a direttore della rivista Arti Figurative a Segretario generale della  CGIL lecchese, all’impegno nell’ANPI, vissuto da giovane in Toscana e poi  continuato con passione contro ogni retorica ma altrettanto contrario ad ogni revisionismo, tanto che non mancava mai alla cerimonia del 25 aprile  e della consegna della Costituzione  ai diciottenni.

Era all’interno della Sinistra nella cosiddetta corrente “migliorista” che ha visto la scomparsa proprio pochi giorni fa del suo coetaneo Emanuele Macaluso e di cui conosceva personalmente il Presidente Napolitano.

Eppure nella nostra comunità di Valmadrera, dopo dieci anni di Consigliere Comunale (1985-1995), in cui nacque la nostra amicizia, attraverso lo scambio in lunghi Consigli Comunali di bigliettini con le massime latine più note, accettò con entusiasmo il nuovo incarico di Difensore Civico che ricoperse per 19 anni, l’unico Difensore Civico di Valmadrera.

Anzi, quando la norma nel 2014 vietò questa figura, oltretutto in un Comune come Valmadrera, sempre gratuita, espresse con vivacità in Consiglio Comunale il concetto che gli strumenti di democrazia a tutela del cittadino non sono mai troppi.

Per me come Sindaco e soprattutto per i cittadini di Valmadrera fu una scoperta incredibile: con il suo proverbiale interloquire toscano anche con quale battuta forbita, riferendosi a tutti gli uffici comunali con correttezza e competenza e dove serviva anche di qualche legale amico e comprensivo, riceveva giovani in crisi di lavoro, persone che non comprendevano una pratica urbanistica, famiglie sfrattate ecc… era l’idea della “cura”, della preoccupazione dei problemi soprattutto di chi fa fatica, oggi presente nella “Fratelli tutti”.

Era Voltolini una persona colta, avida di letture, curioso della modernità, di capirla, si confrontava su temi anche per lui non scontati, come la lettura della Cattedra per i non credenti di Martini, perché aveva l’inquietudine di chi sapeva di non sapere abbastanza.

E poi ho scoperto la sua profonda umanità: quando ha perso l’amata compagna di una vita, Giovanna, e ho capito solo allora quanto era forte quel legame e quanto era difficile per lui dare un senso al ricominciare, al riaccendere la passione per la vita, e quando per circa due anni ha passato le mattine a leggere il giornale in casa di Riposo all’ex vicesindaco Antonio Rusconi Fortu che ormai vedeva con difficoltà.

Erano stati avversari politici, ma la stima, l’amicizia e soprattutto la solidarietà valevano molto di più.

Mi scuso per il disordine un po’ commosso di queste immagini che si sovrappongono al suo ottimismo da novantenne, con la sua Panda turchese o il famoso motorino “sequestrato”, come lui usava dire a 94 anni.

Agostino diceva “Le piccole cose sono le piccole cose. L’essere fedeli in esse è una grande cosa”. Direi che questo è il lascito, il testamento della passione civica di Beppe Voltolini, per cui lui, uomo di parte e di partito, era stimato e votato da tutti.

Per questo può essere come esempio di quotidianità gratuita, un esempio per i più giovani: lo salutiamo in questo Centro Fatebenefratelli, sede della Biblioteca e del Consiglio Comunale che ha fortemente voluto e amato.

Il mio grazie, che ha avuto il dono della sua amicizia, si unisce a quello della comunità di Valmadrera.

Penso che sia bello dedicare a Beppe la citazione di Pavese con cui si conclude il recente film di Pupi Avati “Lei mi parla ancora”: “L’uomo mortale non ha che questo di immortale. Il ricordo che porta e il ricordo che lascia.”

Grazie Beppe.

Antonio Rusconi

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