Dopo dieci anni di battaglia, il torrente Fraina a Premana è salvo

Alpigiani, Wwf e Legambiente si erano sempre opposti alla derivazione del corso d'acqua per scopi idroelettrici. Arpa certifica l'incompatibilità ambientale del progetto di una società

Una delle proteste degli anni scorsi per il torrente Fraina a Premana

A Premana stop alla derivazione del torrente Fraina. Una battaglia andata a buon fine, durata dieci anni e condotta da cittadini, Wwf Lecco e Legambiente Lecco, per la tutela dell'Alpe Rasga e del suo corso d'acqua.

La Provincia di Lecco, la scorsa settimana, ha formulato infatti un diniego definitivo a conclusione del procedimento all'autorizzazione unica richiesta da una società privata. L'intervento avrebbe prosciugato un corso d'acqua ancora quasi intatto e naturale, stravolgendo con centinaia di metri di condotte da incassare in pareti rocciose o sotto l'antica strada militare i versanti fragili della Valvarrone, che proprio a inizio novembre sono stati nuovamente oggetto di gravissimi episodi di dissesto.

A gennaio 2020 il Wwf Lecco aveva aderito alla campagna nazionale per salvare fiumi e torrenti liberi dalla devastazione e dalla speculazione del mini idroelettrico. Cartelli recanti slogan di protesta erano comparsi anche a Premana. Alla fine, dopo dieci anni esatti di battaglia, hanno vinto gli alpigiani che del torrente Rasga hanno difeso l'integrità, rivendicando anche la titolarità degli antichi usi civici su terre e acque a scopo di uso collettivo, e le associazioni che li hanno sostenuti, primi fra tutti Wwf e Legambiente Lecco.

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Nel corso di questi anni, grazie anche all'impegno del legale che ha seguito con dedizione questa complessa vicenda, Paola Brambilla, oggi Coordinatrice del Comitato Giuridico del Wwf Italia, il Wwf Lecco ha contestato il progetto con osservazioni, diffide e ricorsi, fino all'atto finale con cui Arpa ha certificato l'incompatibilità ambientale per le acque del prelievo, impedendo per legge l'erogazione dell'incentivazione. La società stessa, si legge nel provvedimento di diniego, ha ammesso che senza incentivo l'operazione non si regge.

Bonelli: «Alleati per la difesa del territorio»

Così si è espresso il presidente del Wwf Lecco Lello Bonelli: «Ci sono Regioni che hanno deliberato, proprio in questi giorni, l'esclusione di nuovi impianti di micro e mini elettrico sui corsi d'acqua alpini: stravolgono la natura, il paesaggio, minano i fragili equilibri idrogeologici del territorio. È una notizia che fa sperare, e che dimostra che istituzioni, associazioni ecologiste e comunità locali possono e devono essere alleate per la tutela del territorio e dell'ambiente».
 

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