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Venerdì, 27 Gennaio 2023
Benessere e salute

Cosa succede al nostro organismo se dormiamo meno di 5 ore a notte

Secondo una nuova ricerca, chi dorme poco ha il 40% in più di probabilità di sviluppare malattie croniche e il 25% in più di morire prima

Trascorriamo circa un terzo della nostra vita a dormire, questo perché il sonno è necessario per il corretto funzionamento dell’organismo. Inoltre, come hanno dimostrato numerosi studi, un sonno sano e ristoratore riduce il rischio di malattie croniche, come le malattie cardiovascolari (CVD), il cancro e la mortalità per tutte le cause. A tal proposito, le Linee guida della National Sleep Foundation consiglino agli adulti sani di dormire tra le 7 e le 9 ore a notte, alle persone sopra i 65 anni tra le 7 e le 8 ore a notte, mentre ai neonati, bambini piccoli e adolescenti, di dormire ancora di più per facilitare la crescita e uno sviluppo sano. Tuttavia agli scienziati ancora non è chiaro come la durata del sonno influisca sullo stato di salute di una persona. Sono stati proposti diversi meccanismi biologici che spiegano perchè poche ore di sonno possono aumentare il rischio di malattie, ma come il sonno lungo influenzi la salute rimane ancora un mistero.

Ora uno studio dei ricercatori dell'Université Paris Cité, dell'Inserm e dell'University College London ha indagato l'associazione tra la durata del sonno in soggetti di 50, 60 e 70 anni e l’incidenza della multimorbilità (ovvero della presenza in un singolo paziente di due o più malattie), e scoperto che dormire meno di cinque ore a notte può aumentare il rischio di sviluppare almeno due malattie croniche. "La multimorbilità - ha spiegato l'autrice principale dello studio, la dott.ssa Séverine Sabia - è in aumento nei paesi ad alto reddito e più della metà degli anziani ora ha almeno due malattie croniche. Questa si rivela una sfida importante per la salute pubblica, poiché la multimorbilità è associata a un elevato utilizzo dei servizi sanitari, ricoveri e disabilità”. Lo studio è stato pubblicato su PLOS Medicine.

Lo studio

I ricercatori hanno analizzato i dati relativi a 7.864 persone (uomini e donne partecipanti allo Whitehall II, uno studio di coorte nato nel 1985 su 10.308 funzionari britannici) sulla durata del loro sonno nell’arco di 25 anni. In questo arco temporale hanno monitorato lo stato di salute dei partecipanti, quindi l’insorgenza di una o più malattie croniche, come malattie cardiache, cancro o diabete, e la mortalità. L’obiettivo dei ricercatori era capire se la durata del sonno all'età di 50 anni poteva influenzare il decorso naturale della malattia cronica, quindi il passaggio da uno stato di salute alla comparsa di una o più malattie croniche (multimorbilità) fino alla morte. La durata del sonno auto-riferita è stata misurata 6 volte tra il 1985 e il 2016. I partecipanti hanno risposto alla domanda "Per quante ore dormi in media ogni notte?" scegliendo tra le opzioni: più o meno di 5 ore, 6 ore, 7 ore, 8 ore e più o meno di 9 ore.

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Dormire cinque ore o meno aumenta il rischio di sviluppare almeno due malattie croniche

Dai risultati è emerso che le persone che hanno riferito di dormire cinque ore o meno all'età di 50 anni avevano il 20% in più di probabilità di avere una malattia cronica, e il 40% in più di probabilità di avere due o più malattie croniche nell'arco di 25 anni, rispetto alle persone che dormivano fino a sette ore. Inoltre, dormire per cinque ore o meno a notte all'età di 50, 60 e 70 anni è stato collegato a un aumento del rischio di multimorbilità dal 30% al 40% rispetto a coetanei che dormivano fino a sette ore. I ricercatori hanno anche scoperto che dormire cinque ore o meno a notte all'età di 50 anni è associato a un aumento del 25% del rischio di mortalità nell’arco di 25 anni. “Questo - hanno spiegato i ricercatori - può essere spiegato dal fatto che una breve durata del sonno aumenta il rischio di malattie croniche, malattie che a loro volta aumentano il rischio di morte”. “Per questo - hanno concluso i ricercatori - si consiglia di dormire dalle 7 alle 8 ore a notte, poiché dormire meno può aumentare il rischio di multimorbilità e di morte prematura”.

E se si dorme nove ore o più?

Nell'ambito dello studio, i ricercatori hanno anche cercato di capire se dormire nove ore o più potesse influire in qualche modo sugli esiti di salute. Esaminando i dati relativi ai 122 partecipanti che dormivano così tanto (un campione troppo piccolo per poter generalizzare il dato), non hanno trovato una chiara associazione tra il sonno lungo all'età di 50 anni e la multimorbilità nelle persone sane. Tuttavia, nei partecipanti di 60 e 70 anni in cui era già stata diagnosticata una condizione cronica, il sonno lungo è stato associato a un rischio aumentato di circa il 35% di sviluppare un'altra malattia. “Ciò - hanno spiegato i ricercatori - potrebbe essere dovuto a condizioni di salute sottostanti che incidono sul sonno”.

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Conta anche una buona igiene del sonno

I ricercatori sottolineano che non basta dormire il giusto numero di ore. Per stare in salute è importante anche promuovere una buona igiene del sonno, ad esempio assicurarsi che la camera da letto sia silenziosa, buia e con una temperatura confortevole prima di dormire. Gli esperti consigliano, inoltre ,di rimuovere i dispositivi elettronici ed evitare pasti abbondanti prima di coricarsi, e sottolineano come l’attività fisica e l'esposizione alla luce durante il giorno può offrire un ottimo contributo al buon sonno.

Il sonno efficiente e regolare protegge il cuore

Nel 2020 l’American Heart Association ha sviluppato una ricetta per la salute del cuore (“Life's Simple 7”) che include quattro comportamenti modificabili (non fumare, mantenere un peso equilibrato, mangiare sano ed essere fisicamente attivi) e tre misure biometriche (tenere sotto controllo pressione sanguigna, colesterolo e glicemia). Secondo gli esperti, se le persone adottano da tre a quattro Life's Simple 7 riducono di oltre la metà il rischio di morte per cause cardiache. Sulla base di un altro recentissimo studio, condotto dai ricercatori della Columbia University Mailman School of Public Health, l'American Heart Association ha deciso di aggiungere alle Life's Simple 7 anche il sonno efficiente e regolare.

Secondo lo studio, pubblicato sul Journal of American Heart Association, un sonno di 7 ore o più (ma meno di 9 ore ogni notte), efficiente (con assenza di sonnolenza diurna e disturbi del sonno) e regolare (andare a dormire e svegliarsi sempre alla stessa ora) contribuisce a ridurre il rischio di malattie cardiovascolari. "I nostri risultati - ha affermato Nour Makarem, autore principale dello studio - dimostrano che il sonno è una componente integrante della salute cardiovascolare, e evidenziano l'importanza di abbracciare una visione olistica della salute del sonno che includa anche comportamenti del sonno e problemi di sonno lievi e altamente prevalenti piuttosto che concentrarsi rigorosamente sui disturbi del sonno più evidenti quando si valuta il rischio cardiovascolare di un individuo".

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