Allergia al nichel: sintomi, alimenti, cura

Ultimamente si riscontra sempre di più l'insorgenza di allergie al nichel. Vediamo quali sono i sintomi e gli alimenti da evitare

Ultimamente sempre più persone scoprono di essere allergiche al nichel, un elemento chimico presente praticamente ovunque. Si tratta di un metallo presente in orologi, occhiali, orecchini, ma anche in prodotti cosmetici e alimentari.

L’allergia al nichel si manifesta come dermatite da contatto che si può estendere in ogni parte del corpo. I punti più colpiti sono le orecchie, i polsi, le mani, il collo e il petto, in quanto parti del corpo maggiormente esposte al contatto con il nichel. 

Cause dell’allergia

Le cause dell’allergia al nichel sono da ricondurre ad una maggiore sensibilità rispetto a questo metallo, da parte del nostro organismo. Il sistema immunitario in sostanza, presenta una reazione allergica esagerata verso questo metallo moto diffuso. 

Non è ancora chiaro quale sia la dose minima che permette al nichel di creare allergia, ma sicuramente i sintomi si manifestano dopo circa 12-48 ore dal contatto. 

Mediante i Patch test, ossia dei piccoli cerotti che contengono la sostanza potenzialmente incriminata, è possibile scoprire se si è allergici o meno al nichel .

Nichel negli alimenti 

I cibi che contengono nichel sono davvero tanti, con concentrazioni diverse a seconda della loro composizione biologica. Vediamo quali sono i principali alimenti da evitare:

- frutta, tra cui fichi, albicocche, avocado e pere;

- verdure come carote, cavoli, spinaci, pomodori, cipolle, asparagi, piselli, funghi e broccoli;

- tutti i legumi; 

- arachidi, mandorle, noci e nocciole;

- vino, noce moscata, cannella, liquirizia, tè, cacao e derivati;

- lievito artificiale e margarine vegetali;

- avena, grano saraceno e cereali integrali;

- tutti gli alimenti conservati in contenitori di metallo e latta;

- molluschi e frutti di mare, aragoste e aringhe.

Come combattere i sintomi

Se viene diagnosticata l’allergia al nichel, bisogna cercare di seguire una dieta opportuna, con alimenti contenenti poco nichel. Gli elenchi dei cibi permessi sono variabili e le motivazioni sono duplici: una riguarda sia limiti di tolleranza non sempre concordi, sia alimenti che, nel tempo, sono stati aggiunti grazie ad analisi più approfondite. L’altra dipende dal fatto che la quantità di nichel varia in base a molti fattori, tra cui la composizione del terreno, l’acqua con cui viene irrigato, i concimi, le zone di coltivazione, l’aria, le stagioni di raccolta ma anche il tipo di foraggio dato agli animali da cui ricavare latte e derivati.

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