L'impatto della pandemia sulla salute mentale: aumentano gli attacchi di panico tra gli adolescenti

Il Covid ha impattato la salute mentale dei giovani provocando ansia e attacchi di panico, soprattutto nella fascia di età compresa tra i 16 e 19 anni

La pandemia ha avuto un enorme impatto a livello personale, sociale ed economico per la popolazione mondiale. Gli effetti psicologici in particolare, cominciano ad essere sempre più evidenti, soprattutto sugli adolescenti

Fattori come l’isolamento sociale, la reclusione in casa, la didattica a distanza e il peso dell’incertezza generale, possono colpire duramente il nostro equilibrio mentale, contribuendo alla diffusione di un disagio emotivo e aumentando il rischio di malattie psichiatriche. 

Nei primi dieci mesi del 2020 infatti, sono aumentati casi di adolescenti con attacchi di panico, crisi psicotiche o gravi picchi depressivi. Un problema diffuso, confermato anche dall'Ordine degli psicologi, che ha registrato, negli studi privati, un'impennata di richieste per disturbi da ansia e depressione soprattutto nella fascia di età compresa tra i 16 e 19 anni.

È quindi fondamentale offrire loro aiuto e strategie di sostegno, per farli sentire al sicuro, nonostante la situazione non sia ancora migliorata.  

L'impatto della pandemia sulla salute mentale

Dopo quasi un anno di limitazione alla libertà personale, azzeramento della socialità, didattica a distanza, è normale che aumenti la tensione, lo stravolgimento della quotidianità, la preoccupazione del contagio, la mancanza di controllo sulla situazione e la poca conoscenza sull'argomento. Le ripercussioni, dal punto di vista psicologico, soprattutto in termini di sintomi ansiosi e depressivi, non possono essere trascurate.

Le cause che scatenano un attacco di panico possono essere molteplici e variano da soggetto a soggetto: un lungo periodo di stress, oppure un disagio emotivo profondo che non riesce ad emergere per lungo tempo.

Come comportarsi per affrontare questo difficile periodo con più tranquillità? 

In caso di attacco di panico, bisogna innanzitutto escludere che si stia verificando un infarto (sensazione tipica) e di conseguenza cercare di tranquillizzarsi il più possibile. Pensare che non stia accadendo nulla di grave è il primo passo per rilassarsi e far scomparire il disturbo. Bisogna in qualche modo riconoscerli e imparare a controllarli. 

Quando la persona interessata è giovane e non è soggetta a rischio infarto le si può chiedere di respirare per circa un minuto in un sacchetto di carta con bocca e naso e ripetere l'operazione per quattro/cinque volte, alternando un minuto di respirazione nel sacchetto, con un minuto fuori dal sacchetto. Questa pratica dovrebbe aiutare a ripristinare una respirazione regolare, prevenendo così il rischio che comporta l’iperventilazione, fattore che peggiora la sensazione di soffocamento che si percepisce durante l’attacco di panico.

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