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Opinioni

Matteo Bonacina

Giornalista LeccoToday LeccoToday

Centro storico

Questa spirale di violenza avrà una fine?

Lecco, ma non solo: aggressioni e risse sono ormai all'ordine del giorno

Fino a non troppi anni fa si trattava pressopiù di episodi isolati, relegati principalmente al fine settimana quando, inevitabilmente, aumenta il numero di persone sotto gli effetto di sostanze alcoliche o stupefacenti. Ora, invece, è diventato quasi quotidiano apprendere, e scrivere nel nostro caso, di risse, aggressioni, bottigliate, coltellate, ricoveri in ospedale che avvengono in codice rosso o, comunque, codice giallo. L'assalto all'arma bianca avvenuto martedì pomeriggio in pieno centro Lecco non è che l'ultimo episodio di una spirale di violenza che pare essere irrisolvibile. Impossibile dimenticarsi dell'estate di follia vissuta sul viale Turati nel 2021, ma anche della recrudescenza invernale. Non che nel rione di Santo Stefano manchino problemi di questo tipo, ma ora il focus pare essere tornato decisamente sul centro storico della città.

No, non era solo Andrij a causare problemi. Quante volte, durante le ultime settimane, abbiamo sentito parlare di aggressioni in quello che dovrebbe essere il salotto buono della città? Fatevi un giro nella zona di via Volta, parlate con commercianti e residenti: nella zona tra la stazione, il Comune e la biblioteca si è creata una vera e propria sacca d'illegalità, con tanto di presunto giro di spaccio di stupefacenti: situazione agghiacciante e pericolosa, la cui forza si è abbattuta anche sul bene pubblico. Passate in quella precisa zona durante le ore serali e vi accorgerete di quanto poco vi serva per accellerare notevolmente il passo della camminata.

Sparta piange, Atene non ride

Lecco, ovviamente, fa da ombelico del mondo anche per quanto riguarda questa specifica tematica. Ma se Sparta piange, Atene, inteso come resto del terrritorio provinciale, non ride: sono tutt'altro che scolorite le immagini del pestaggio avvenuto all'esterno della discoteca Orsa Maggiore durante le scorse settimane: roba che si può sovrapporre a quanto successo fuori dal "Cielo e Terra" di Suello a pochissimi giorni di distanza. Parliamo di locali, come la nota location notturna, al cui interno si trova un servizio di sicurezza adeguato ed efficiente, ma ovviamente non in grado di poter essere onnipresente, soprattutto là dove si trovano le zone d'ombra: talvolta, ampliando il raggio, sono gli stessi esercenti dei bar lecchesi a farne le spese maggiori con multe e chiusure lunghe settimane intere. Di episodi potremmo citarne a manciate, ci limitiamo a quelli più recenti e significativi aggiungendo in ultima battuta la rissa a colpi di arma bianca avvenuta pochi giorni fa sul bel lungolago di Malgrate, fiore all'occhiello del turismo a ridosso del capoluogo.

aggressione lecco 16 giugno 2022-2
Una delle tante risse avvenute a Lecco e diffuse sul web

Non solo Covid-19

Il problema è sostanziale: il Covid-19 ha accentuato in maniera esponenziale un problema che, però, stava già iniziando a manifestarsi con una certa prepotenza già prima del 2020. La stessa prepotenza che pervade soprattutto la fascia più giovane della popolazione e porta a risolvere le diatribe più futili a calci, pugni e bottigliate. Esempi di comportamento tutt'altro che adeguati, alcool, stupefacenti e, in determinati casi, la mancata integrazione nel tessuto sociale per chi arriva da fuori completano un quadro ad altissimo rischio di definitiva esplosione. Forse è inutile aggiungere che più di una rissa abbia come movente la divisione dei piccoli territori di spaccio tra chi vive di espedienti, spazi che non sono solo quelli arcinoti localizzati nei boschi della Brianza ma sono ben presenti anche nei singoli centri urbani: relegare questo elemento a semplice populismo è voler male alla propria comunità.

Il buonsenso si può e deve educare in vari modi: le istituzioni in primis, non solo quelle lecchesi, hanno la reponsabilità di riportare tutto nei ranghi, aiutando le forze dell'ordine a svolgere un compito che oggi risulta essere quantomeno molto difficile, dato che le stesse divise sono spesso soggette ad aggressioni verbali e fisiche. Tra carceri piene, materiale poco adeguato e stipendi ridotti all'osso, chiedere a loro di mettere una pezza alla voragine è pura fantascienza.

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