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Martedì, 21 Maggio 2024
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Oltre 65 mila case vuote nel Lecchese. "Rilanciamo l'housing sociale"

I dati richiamati da Zamperini sugli immobili non occupati tra città e provincia. Il consigliere regionale propone tutele a favore dei più fragili e incentivi per affitti a lungo termine

In provincia di Lecco sarebbero circa 65.620 le case non occupate, di cui 5.425 quelle presenti nel capoluogo per un’incidenza pari al 20,2%. Lo ricorda il consigliere regionale Giacomo Zamperini illustrando una serie di altri dati su affitti, costi e case "vuote" riguardanti il territorio lecchese. In ben 30 comuni su
84, l’incidenza di queste abitazioni non occupate supererebbe il 50%, come ad esempio Varenna (757 abitazioni non occupate su 1145 totali 66,1%), Bellano (60,8%), Oliveto Lario (63,5%), Dervio (53,3%) e Lierna (50%).

Eclatanti i casi valsassinesi

Eclatanti i casi valsassinesi di Moggio con 2.074 abitazioni non occupate su un totale di 2.320 per un’incidenza del 89,4%, di Casargo (82,2%) e di Barzio (80,1%). I tre comuni che presentano la situazione migliore, sarebbero Lomagna (14,2%), Verderio (15,1%) e Garlate (15,1%).

"Per ben comprendere questo fenomeno che sta prendendo sempre più piede nella nostra provincia, bisogna distinguere le ragioni che portano a questi numeri, talvolta impressionanti, come nel caso di Moggio - commenta Giacomo Zamperini, componente della IX commissione sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia. - Se da una parte le case non occupate corrispondono a seconde abitazioni, o a case vetuste e con costi di ristrutturazione troppo elevati per i proprietari, dall’altra, penso all’esempio di Varenna, questi numeri sono dovuti alla de-residenzialità indotta dal fenomeno dell’affitto breve. Questo si verifica quando i cittadini sacrificano la residenza per affittare la propria casa ai turisti. Si scommette, quindi, sul fenomeno delle case vacanza ma con il rischio di perdere abitanti e dunque servizi. Lo spopolamento va contrastato e, per questo, vanno incentivate le locazioni a lungo termine".

Le risorse del Piano regionale dei servizi abitativi 2022-2024

L'esponente lecchese di Fratelli d'Italia ha quindi ricordato che attraverso il Piano regionale dei servizi abitativi 2022-2024 per Lecco e il suo territorio sono previste risorse per un totale di 15,6 milioni di euro così ripartiti: 900 mila euro per la "Sostenibilità del sistema"; 2,7 milioni di euro per il "Welfare abitativo"; 4,8 milioni e altri 7,2 milioni per la cura del patrimonio. Le assegnazioni per Aler Bergamo-Lecco-Sondrio nel 2022 hanno avuto un incremento del 55% rispetto al 2021, passando dalle 184 unità a 285.

"Un piano innovativo - ha aggiunto Zamperini - che si basa su 5 elementi fondamentali quali sostenibilità, welfare abitativo, cura del patrimonio, rigenerazione urbana e, più importante di tutti, l’housing sociale. Fondamentale, infatti, è il rilancio dell’housing sociale che può rappresentare una risposta concreta alle fragilità e alle esigenze abitative espresse da significative fasce della popolazione, come ad esempio le famiglie, specialmente quelle numerose e le giovani coppie, o in particolari zone della provincia, come quelle montane. Su questo tema, Regione Lombardia si è già adoperata ampiamente, attraverso un bando specifico da circa 14 milioni di euro, per andare incontro alle esigenze non solo di cittadini indigenti, ma anche di quei nuclei familiari che hanno un Isee troppo alto per accedere alle graduatorie Aler e al tempo stesso troppo basso per il mercato privato".

Il tema degli affitti

Infine, il tema degli affitti. "Ha pienamente ragione il presidente di Ance Lecco Sondrio, Luca Fabi, ad esprimere la sua preoccupazione verso i proprietari di casa che decidono di affittare per lunghi periodi. Purtroppo, essi sono ancora troppo poco tutelati, e rischiano di ritrovarsi in casa propria inquilini disonesti che non se ne vanno e non pagano quanto dovuto. L'assurdità è che, pur non incassando i soldi dell'affitto, il proprietario si sobbarca gli oneri di gestione e le utenze, i tributi legati all'immobile e pure i costi dei procedimenti per ottenere lo sfratto e procedere allo sgombero dell'immobile indebitamente occupato. Purtroppo - conclude il consigliere regionale lecchese - temo che anche questo fattore contribuisca a preferire affitti brevi a quelli lunghi".

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