Cronaca

4 Novembre, i Giovani comunisti contro le celebrazioni: "Nulla di cui essere fieri"

"Una guerra è il più basso esempio di umanità e festeggiare la sua vera o presunta vittoria, significa colpire i valori di egualitarismo ed internazionalismo"

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di LeccoToday

Le Giovani comuniste e i Giovani comunisti di Lecco denunciano la mistificazione messa in atto nelle celebrazioni istituzionali di ricordo del 04 novembre. 

Una guerra è il più basso esempio di umanità e festeggiare la sua vera o presunta vittoria, significa colpire i valori di egualitarismo ed internazionalismo che furono i principali artefici dello sviluppo dell’ideale comunista in tutto il mondo.

La Grande Guerra, fu un prototipo lampante di politica imperialista, il cui scopo fu solo quello di ampliare il più possibile la ricerca di capitali e beni per i nuovi stati nazione del XX secolo. A pagarne il prezzo più alto di quel ventesimo secolo, come al solito furono le classi subalterne, dilaniate prima attraverso la lotta al brigantaggio, la guerra Italo-Turca, gli accordi sulla manodopera a costo zero “siglati” tra il regno d’Italia ed il governo Statunitense ed infine mandate a combattere una guerra per la supremazia di questa o quell’altra nazione.

Proprio oggi a distanza di cento anni, L’Italia ingaggiata in vari conflitti internazionali, stato vassallo di diversi imperi economici (FMI, UE, NATO), continua a masticare la retorica della conclusione risorgimentale perpetrata con il “nostro” ingresso nel primo conflitto mondiale. Mentre ci si impegna ad avvicendarsi nei pressi dei monumenti dei caduti, con gonfaloni e fasce tricolori, la Trident Juncture della Nato opera la sua più grande esercitazione militare nel Mediterraneo, utilizzando le basi disseminate sul territorio sud europeo, forse in preparazione di scenari simili a quella Grande Guerra che ricordiamo con “eroico” nazionalismo.

La nostra voce, ancora una volta si unirà al “No” Degli ultimi. Un dissenso rivolto sia a chi ricorda una vittoria che non ci fu, quanto a chi ancora oggi prepara nuove guerre nel silenzio assenso di una classe dirigente collusa o incapace di adempiere il proprio ruolo politico. Pace, Giustizia e Libertà per tutti i popoli!

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