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Sospeso per 15 giorni da scuola l'alunno che colpì con una sedia l'insegnante

Il caso poche settimane fa a Vimercate. Il giovane, che si è scusato per il grave gesto, dovrà svolgere anche lavori socialmente utili

Avrà 15 giorni di sospensione lo studente di 16 anni dell'istituto professionale Floriani di Vimercate che, il 29 ottobre scagliò una sedia contro una docente di storia dopo che erano state spente le luci in classe per fare buio completo. Il caso aveva fatto discutere e suscitato molto sconcreto anche nella vicina provincia lecchese. Lo studente aveva poi scritto una lettera di scuse alla docente autoaccusandosi del gesto e affermando di non aver voluto fare male a nessuno.

I dettagli della triste vicenda: dal "lancio" della sedia alla lettera di scuse inviata alla prof

Il 16enne dovrà poi svolgere, a giugno, alcuni lavori socialmente utili. Alcuni suoi compagni di classe avranno invece fino a quattro giorni di sospensione. Questo il verdetto stabilito venerdì 16 novembre dal Consiglio di classe per "chiudere" la vicenda incresciosa che ha reso il Floriani protagonista e sotto i riflettori a livello nazionale, per un gesto davvero al di là di ogni limite anche considerando l'aumento esponenziale di episodi di bullismo (anche ai danni dei docenti) nelle scuole italiane.

Secondo quanto ricostruito in base alla testimonianza della professoressa, si sarebbe trattato comunque di un episodio a partecipazione "collettiva". Mentre un ragazzo spegneva le luci, un altro tirava le tende e in diversi hanno cominciato a fare confusione. Durante il momento concitato un alunno ha scagliato la sedia contro la docente, che ne ha risentito con un forte dolore alla spalla e un riposo forzato di due settimane dopo le cure in ospedale.

Il preside dell'istituto, Daniele Zangheri, pur ammettendo la situazione "di frontiera" della scuola, ha voluto difenderne l'immagine affermando che "è fatta da tantissimi studenti che studiano con onestà e passione, e hanno rispetto delle persone, delle situazioni, delle cose". Proprio il dirigente scolastico, subito dopo l'accaduto, aveva lanciato un appello ai ragazzi e alle loro famiglie affinchè emergessero verità e responsabilità dei fatti. E il responsabile era così uscito allo scoperto, dopo ben due settimane, con la lettera di scuse indirizzata alla prof.: "La prego, mi perdoni. Ho fatto una cosa stupida", le sue parole. Ora la decisione - e la punizione - stabilita dal Consiglio di classe.

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