"Rickshaw Run", terminata l'avventura del valsassinese Domeneghetti

Il ristoratore di Primaluna ha terminato la sua avventura in India a bordo di un tuk-tuk

Si è chiusa l'avventura alla "Rickshaw Run" del primalunese Maurizio Domeneghetti, 25enne titolare del "Due Soli" di Primaluna", insieme a Sofia Bianchessi e Claudio Brena, che con lui hanno dato vita ai "Taragna Warriors". Il valsassinese e i compagni di viaggio hanno tagliato il traguardo di Kochin, nel sudovest indiano, al termine di una gara benefica durata circa 3200km, contro i 2600 dichiarati alla vigilia.

 “Purtroppo anche le cose belle devono finire! A 600 chilometri dall’arrivo il pistone ci ha abbandonato - ci ha riferito Maurizio -. Erano le 17 di sabato 13 gennaio, i meccanici alle 18 chiudono e ovviamente alla domenica non lavora nessuno”. Rientrato a casa, il ristoratore continua a raccontare gli ultimi (e caotici) giorni passati in India: "Mentre eravamo nel panico completo, ci si affianca un ragazzo che ci chiede conto dei nostri problemi. Così diamo andati in una fabbrica per recuperare una corda e farci trainare. Intanto il giovane era andato a prendere un rickshaw per farci trainare. Il taxista ci ha trainato per 20 chilometri fino a un meccanico, era notte e c'erano macchine che ci sorpassavano e ci suonavano da ogni direzione. Non so se sia stato Dio, Allah, Siva,Vishnu o Ganesch a darci la sua benedizione, ma siamo arrivati dal meccanico sani e salvi. Purtroppo non c’era il pezzo di ricambio che ci serviva e così siamo stati costretti ad andare da un altro meccanico. L’uomo ha cominciato a trafficare con il nostro mezzo, era impossibile spiegare il problema perché non parlava inglese e con i gesti era difficilissimo”.

La svolta arriva quando meno te lo aspetti, spesso: "Qui si è presentato il personaggio più strano di tutto il viaggio, che però quella sera ci ha salvato: la drag queen o, come meglio si definiva lui, donna che danza. Insomma, siamo riusciti a farle capire il problema e lo ha riferito al meccanico. Tra una birra e un bidi (surrogato delle sigarette, ndr), la drag queen ci ha detto di avere due figli piccoli e che sua moglie era a casa ad aspettarlo. Ovviamente amava ballare, ci ha raccontato che ciò che faceva era perfettamente accettato da tutti e si sentiva a proprio agio nel suo paese. Dopo l’offerta di cibo al tempio e i selfie di rito con tutta la famiglia del meccanico, alle 23 siamo andati a letto.”.

I "Taragna Warriors" hanno tagliato il traguardo lo scorso 15 gennaio, al termine di una gara dalle "mille e una notte". Questo il pensiero al ritorno: "Grazie India per la tua umanità, per non esserti mai preoccupata se eravamo bianchi, neri, gialli o verdi, se indossavamo una t-shirt, un burka o un sari. Grazie per averci accettati per quelli che siamo: dei viaggiatori su un mezzo inadatto a fare 3200 chilometri per beneficenza. Il più grande grazie, però, va a chi ci ha aiutato per la beneficenza: continuate a essere il cambiamento che vorreste vedere nel mondo”.

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