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Campagna Nazionale "Questo non è amore"

Campagna Nazionale "Questo non è amore"

Questura di Lecco in Piazza Diaz con la campagna nazionale "Questo non è amore" 

A San Valentino, Polizia di Stato in piazza e in camper con un'equipe composta da operatori della Questura specializzati nei reati di violenza di genere

L’iniziativa, oltre ad avere la valenza di una campagna informativa, ha l’obiettivo di favorire l’emersione del fenomeno della violenza di genere, agevolando un contatto con le potenziali vittime e offrendo loro il supporto di un’équipe di operatori specializzati sulla materia, presenti all’interno del camper della Polizia di Stato.      

A Lecco, la campagna “Questo non è amore” sarà presente nel pomeriggio in Piazza Diaz con un camper attrezzato all’interno del quale vi sarà un’équipe composta da operatori della Questura specializzati nei reati di violenza di genere, dove procederà a sensibilizzare la cittadinanza a rivolgersi ed a denunciare alle Forze di Polizia tutte le eventuali situazioni di disagio sociale, provvedendo anche alla distribuzione dei relativi opuscoli informativi sul tema in argomento.


Il Ministero dell’Interno - Dipartimento della Pubblica Sicurezza per l’occasione ha predisposto un opuscolo che contiene i dati sull’attività di repressione ai reati di maltrattamento, stalking, violenza sessuale ed omicidio, nonché sull’attività di prevenzione promossa dalla Polizia di Stato attraverso gli strumenti dell’informazione, dell’educazione e dell’ascolto.

La flessione negli ultimi due anni dei delitti tipici (dai femminicidi, alle violenze sessuali, dai maltrattamenti in famiglia agli atti persecutori) non ferma l’impegno di prevenzione: non solo perché il numero assoluto delle vittime continua ad essere inaccettabile, ma perché l’esperienza di polizia e delle associazioni da tanti anni impegnate su questi temi mostra l’esistenza di un “sommerso” che troppo spesso non si traduce in denuncia. Un quotidiano fatto di attenzioni morbose, di comportamenti aggressivi e intimidatori che vengono letti come espressione di un amore appassionato e di una gelosia innocua, anche da madri, sorelle e amiche, ma che è spesso il triste copione di un crescendo di violenza che si alimenta con l’isolamento.
Ogni tre giorni e mezzo avviene in media l’omicidio di una donna in ambito familiare o comunque affettivo, mentre ogni giorno, sempre ai danni di donne, si registrano 23 atti persecutori, 28 maltrattamenti, 16 episodi di percosse, 9 di violenze sessuali.

In dettaglio i dati di tutte le forze di polizia:

gli omicidi di donne in ambito familiare sono stati 117 nel 2014, 111 nel 2015, 108 nel 2016;
gli atti persecutori (circa il 76% in danno delle donne) 12.446 nel 2014, 11.758 nel 2015, 11.400 nel 2016;
i maltrattamenti in famiglia (circa l’81% in danno delle donne) 13.261 nel 2014, 12.890 nel 2015, 12.829 nel 2016; 
le percosse (circa il 46% in danno delle donne) 15.285 nel 2014, 15.249 nel 2015, 13.146 nel 2016;
le violenze sessuali (oltre il 90% in danno delle donne) 4257 nel 2014, 4000 nel 2015, 3759 nel 2016.
Circa i reati con vittime femminili riscontrati dalle Forze di Polizia nella provincia di Lecco nel 2016, sono stati   37 i casi di percosse, 160 di minacce, 31 maltrattamenti in famiglia, 15 violenze sessuali, 74 lesioni dolose.  Sono stati denunciati per atti persecutori 29 uomini. I provvedimenti di ammonimento del Questore sono stati 3. 

Oltre alla tutela offerta dalla legge, che va dagli strumenti dell’ammonimento al divieto di avvicinamento fino ai domiciliari e al carcere per i casi più gravi, la battaglia più importante si gioca sul campo della prevenzione in cui la Polizia di Stato è impegnata, non solo nel contribuire attraverso l’informazione al superamento di una mentalità di sopraffazione, ma a fare da sentinella per intercettare prima possibile comportamenti violenti e intimidatori.
In questa prospettiva si muove l’adozione dall’inizio dell’anno del protocollo E.V.A. (Esame delle Violenze Agite) da parte di tutte le Questure d’Italia. Procedura che consente agli equipaggi di Polizia, chiamati dalle sale operative ad intervenire su casi di violenza domestica, di sapere se ci siano stati altri episodi in passato nello stesso ambito familiare. Tutto questo attraverso una procedura che prevede la compilazione di checklist che, anche in assenza di formali denunce, spesso impedite dalla paura di ancor più gravi ritorsioni, consentono di tracciare situazioni di disagio con l’obiettivo di tenerle costantemente sotto controllo e procedere all’arresto nei casi di violenza reiterate.  

Può interessare: https://questure.poliziadistato.it/it/Lecco/articolo/12645a8181734ff0d312064853

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