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Accoltellato per un "like" di troppo nella faida tra trapper: sei indagati

Un ragazzino lecchese è stato aggredito in stazione: è uno dei tanti scontri che fanno parte della faida tra i trapper Simba La Rue e Baby Touchè

Un "like" di troppo sui social ha causato la reazione del branco. La vicenda vede protagonista un 25enne lecchese, colpito ripetutamente all'interno della stazione ferroviaria di Padova quasi due anni fa. I poliziotti della Squadra Mobile della Questura di Padova hanno notificato a sei giovani stranieri di seconda generazione, di età compresa tra i 20 e i 29 anni, un avviso di conclusione indagini e informazione di garanzia emesso nei loro confronti dalla Procura della Repubblica di Padova perché indiziati del ferimento di un ragazzo di Lecco aggredito nel febbraio del 2022 nella stazione di Padova. Uno di loro - il pugile 20enne Samir Benskar - ha preso parte, a giugno 2022, alla violenta aggressione del trapper lecchese Simba La Rue, al secolo Mohamed Lamine Saida. È uno dei tanti fatti di cronaca legati alla faida tra Baby Touchè e il sopracitato Simba La Rue, spesso sfociati nel sangue tra Padova e Milano.

Gli aggressori abitano tra Padova, Milano e Ferrara e sono simpatizzanti del trapper padovano Baby Touché, al secolo Mohamed Amine Amagour, anche lui iscritto nel registro degli indagati ma non presente all’atto dell’aggressione; nell'occasione il gruppo raggiunse la vittima, simpatizzante di Carter5Star, sodale di "Simba", e che aveva postato quel giorno alcuni video sui social rendendo nota la sua presenza all'interno della stazione veneta: dopo averlo accerchiato, lo avevano colpito con calci e pugni in tutto il corpo, provocandogli diverse ferite con l’uso anche di un coltello, lasciandolo inerme a terra. Lo riferisce PadovaOggi.it.

La ricostruzione

Il fatto avvenne nel pomeriggio del 14 febbraio 2022. I primi a intervenire furono gli agenti della Polizia Ferroviaria, attirati dalle urla e da un capannello di persone nel frattempo avvicinatesi al luogo per assistere all’aggressione, qualcuna di loro intenta a riprendere e registrare il tutto col proprio telefono. Arrivati sul posto, dopo aver notato diverse chiazze di sangue sull'asfalto, gli agenti hanno soccorso il giovane aggredito ancora steso per terra col volto ricoperto di sangue. Quest’ultimo ha riferito di essere stato aggredito da persone di probabile origine nordafricana munite di coltello, senza tuttavia collaborare alle indagini. Gli accertamenti svolti dai poliziotti della Squadra Mobile, grazie anche ad altre prove acquisite nel corso di una parallela attività di indagine antidroga, che stavano al tempo già conducendo sotto la direzione della Procura della Repubblica di Padova, hanno però consentito di individuare gli esecutori materiali del pestaggio e di inquadrare il contesto in cui lo stesso era maturato. ​

S'indaga sullo spaccio di droga

I poliziotti stavano in quelle settimane investigando su un gruppo di soggetti dediti ad attività di spaccio, anche loro giovani stranieri di seconda generazione, che acquistavano importanti quantitativi di hashish da un fornitore di origini marocchine abitante a Quarto D’Altino (Venezia) e che, affidato il trasporto dello stupefacente a giovani incensurati italiani, da loro stessi ribattezzati drivers (tre dei quali arrestati nel febbraio 2022 dalla stessa Squadra Mobile perché sorpresi a trasportare in auto in due occasioni diverse un totale di 5 chili di hashish), provvedevano poi a smerciare nel capoluogo. Fra quegli indagati vi era un 25enne di Cadoneghe sudanese di seconda generazione, molto vicino al giovane trapper padovano successivamente indagato anche lui per il pestaggio avvenuto in stazione. Benché quest’ultimo  fosse del tutto estraneo ai traffici illeciti dell’amico (per quanto ne fosse a conoscenza), spesso si accompagnava a lui spostandosi a bordo della sua auto, trascorrendo diverso tempo in sua compagnia anche presso una sala registrazione di Ponte San Nicolò. È in occasione di quegli spostamenti che i poliziotti hanno potuto intercettare il giovane trapper commentare le gesta dei suoi “leoni” (così era solito indicare i suoi seguaci), ovvero gli  scontri e le risse che sempre più di frequente  avvenivano tra i medesimi e il gruppo di simpatizzanti del trapper rivale. Dietro gran parte di quegli episodi di violenza si celava la necessità dei due contendenti di aumentare il numero di followers sulle diverse piattaforme social – TikTok, Instagram –, le stesse sulle  quali   venivano  pubblicati in tempo reale gli scontri. La necessità dunque di affermare la propria leadership, soprattutto su quei giovani connazionali che in nome dell’appartenenza a un “gruppo” non esitavano a farsi coinvolgere in episodi violenti, come quello avvenuto nel febbraio 2022 presso la stazione di Padova, o come in altri che pure si registravano in contemporanea nelle città lombarde.  

Il precedente: accoltellato Simba La Rue

In occasione del pestaggio di Padova, il Trapper padovano aveva commentato sui social "nessuna scelta solo conseguenza", riferendosi alla reazione avuta dai suoi "leoni" alla provocazione lanciata sulla medesima piattaforma social dal giovane 25enne della fazione contrapposta, che intenzionalmente lo aveva avvisato di trovarsi a Padova. Quest’ultimo sarebbe stato arrestato mesi dopo nell'ambito di altra attività di Polizia perché trovato in possesso di armi e droga. Fra gli aggressori individuati dalla Squadra Mobile di Padova pure due giovanissimi pugili. Uno di questi, pugile dilettantistico di appena 20 anni, è stato mesi dopo arrestato per tentato omicidio, avendo preso parte a un'altra spedizione punitiva in provincia di Bergamo (anche in quella circostanza la vittima venne accoltellata ma in maniera più grave). Sempre lui era già stato coinvolto e per ciò denunciato, appena 4 giorni prima dei fatti accaduti a Padova, assieme a un altro dei co-indagati della Procura di Padova, in una rissa organizzata ad Albignasego.​ Successivamente era stato trovato in possesso di un coltello e per tale ragione allontanato da Padova con provvedimento del questore. 

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