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Accorpamenti, dal Nuovo centrodestra la richiesta al Governo di fermare l'iter per Questure e Vigili del fuoco

Il consigliere regionale Piazza: "Evitare indebolimento della sicurezza sul territorio"

Anche il Nuovo centrodestra chiede al Governo di sospendere l’iter che porterà agli accorpamenti delle Questure e dei comandi dei Vigili del Fuoco di Lecco, insieme a quelli di altri 3 capoluoghi lombardi: la richiesta arriva dai Consiglieri del Pirellone e, ha raccolto le adesioni anche dei capigruppo degli altri partiti di maggioranza, ma anche da diversi esponenti dell’opposizione.

Tra i firmatari della mozione presentata oggi 22 settembre, anche il Consigliere Mauro Piazza, che mette l’accento su quelle che sembrano essere inevitabili ripercussioni sulla sicurezza del territorio: l’accorpamento di Lecco con Como «Produrrebbe il conseguente e inevitabile accorpamento di questure, comandi dei vigili del fuoco e altri comandi delle forze dell’ordine, con il sicuro indebolimento della presenza dello Stato sul territorio - afferma il Consigliere - Si tratta di una prospettiva inaccettabile. Nel contesto in cui siamo, così esposto a fenomeni di rilevante impatto sociale, i livelli di sicurezza andrebbero semmai incrementati e non indeboliti»..

La mozione chiede alla Giunta regionale lombarda di attivarsi affinché il Governo sospenda gli  accorpamenti delle quattro Questure e dei vigili del fuoco, ma anche di rafforzare gli investimenti in tema di sicurezza, destinando in forma stabile alla Lombardia i poliziotti che prestano servizio in Expo, e non solo. Fra le richieste c’è anche di perseguire gli obiettivi di contenimento della spesa razionalizzando i servizi amministrativi, piuttosto che i presidi di polizia e vigili del fuoco. 

Richieste che arrivano durante una giornata di proteste dei lavoratori di Prefetture, Questure e pompieri, nelle 23 province che subiranno gli accorpamenti: stamattina, infatti, dipendenti e rappresentanti sindacali si sono riuniti anche in corso Promessi Sposi per manifestare contro un decreto che porta inevitabilmente a ipotizzare un futuro incerto sia per loro, sia per il territorio.

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