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La Goletta dei Laghi in azione sul Lago di Lecco: denunciati vari punti come inquinati

La Goletta dei Laghi in azione sul Lago di Lecco: denunciati vari punti come inquinati

Lago, la Goletta dei Laghi denuncia: "Inquinata la metà dei punti analizzati"

Presentati i risultati del monitoraggio scientifico sulla sponda lecchese del lago di Como: 6 punti su 12 indagati risultano inquinati o fortemente inquinati

Si è conclusa la seconda tappa del tour della Goletta dei laghi, la campagna di Legambiente realizzatain collaborazione con il CONOU (Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati) e Novamont e che da 12 anni attraversa l’Italia per monitorare la qualità delle acque, degli ecosistemi e dei territori lacustri. Questa mattina i rappresentanti della Goletta hanno presentato i dati dei campionamenti effettuati sul Lario, tra le province di Como, Sondrio e Lecco. In conferenza stampa sono stati illustrati i risultati delle attività di monitoraggio del lago alla presenza della presidente del circolo Legambiente Lario Orientale Costanza Panella,del responsabile scientifico del circolo di Lecco Daniele Viganò, della responsabile delle attività scientifiche della Goletta dei Laghi Stefania Di Vito e del responsabile della Goletta dei Laghi Simone Nuglio.

«Il nostro compito è quello di individuare le criticità dei bacini lacustri con particolare attenzione, non solo dove sappiamo esserci maggiore afflusso di bagnanti, ma soprattutto dove intravediamo un rischio più elevato di inquinamento – commenta Simone Nuglio, responsabile Goletta dei laghi di Legambiente – Ricordiamo che il 25% delle acque fognarie arriva nei fiumi, nei laghi e nel mare senza essere opportunamente depurato. Sul Lario anche quest'anno i dati segnalano le maggiori criticità lungo i corsi d'acqua che arrivano a lago. Al centro della campagna anche il problema delle microplastiche presenti nel lago. Quest’anno il monitoraggio approfondirà l’origine e gli apporti di questo tipo di inquinamento nel bacino lacuale, un problema ancora poco conosciuto e studiato nei laghi italiani».

In base a quanto è emerso dal monitoraggio scientifico – effettuato in determinati punti individuati anche grazie alle segnalazioni dei cittadini tramite SOS Goletta* – sull’intero bacino del Lago di Como il laboratorio di Goletta dei Laghi quest’anno ha evidenziato 8 punti fuori dai limiti di legge sui 17 campioni oggetto dell’indagine microbiologica. In base ai parametri indagati, Enterococchi intestinali ed Escherichia coli, vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (Dlgs 116/2008 e decreto attuativo del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori. Nel monitoraggio vengono prese in esame le foci dei fiumi, torrenti, gli scarichi e i piccoli canali che spesso troviamo lungo le rive dei laghi: queste situazioni sono i veicoli principali di contaminazione batterica dovuta all’insufficiente depurazione degli scarichi civili che, attraverso i corsi d’acqua, arrivano nel lago. Quello di Legambiente è un campionamento puntuale che non vuole sostituirsi ai controlli ufficiali delle Ats locali, né pretende di assegnare patenti di balneabilità, ma restituisce comunque un'istantanea utile per individuare i problemi e ragionare sulle soluzioni.

Una novità introdotta quest’anno nella campagna di Goletta dei Laghi riguarda la mobilitazione dei volontari in azioni di citizen science, quali la raccolta dati sui rifiuti accumulati sulle spiagge lacustri per monitorarne la composizione e la probabile provenienza. I volontari sono stati protagonisti della raccolta dei rifiuti sul lungolago di Colico e materiali catalogati e analizzati dai tecnici di Legambiente. Il coinvolgimento diretto di cittadini rappresenta l’occasione per creare un connubio perfetto tra l’attività scientifica e il volontariato, avviando una collaborazione utile per il futuro di perazioni di citizen science anche sui laghi italiani, così come da alcuni anni avviene per la raccolta e la classificazione dei rifiuti marini spiaggiati.

Per il secondo anno il lavoro di campionamento di Goletta dei Laghi ha riguardato anche il monitoraggio delle microplastiche presenti nelle acque. Quest’anno non solo a centro lago ma anche nel suo affluente, il fiume Adda. I dati raccolti verranno elaborati nei laboratori di Enea – l’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – e presentati in autunno. L’obiettivo dell’edizione 2017 è di approfondire lo studio sulla dinamica delle microplastiche nei laghi, analizzando il ruolo che questi sistemi semi-­?chiusi svolgono, in relazione alla presenza dei loro immissari ed emissari, che nel caso specifico dei laghi subalpini italiani rappresentano i principali affluenti del Po. Questo studio è importante anche per determinare le relazioni tra concentrazione e tipologia di microplastiche, con al presenza di differenti fattori di input, valutando il ruolo di serbatoio, ma anche di sorgente di detriti, del sistema fluviale-­? lacustre. I dettagli del monitoraggio sono consultabili su: https://www.legambiente.it/marinelitter/ (nella sezione microlitter/1-­?2 e 3 gli approfondimenti).

Sulla sponda lecchese sono stati registrati come inquinati i campioni prelevati a Colico alla foce del fiume Adda e alla foce del torrente La Merla. Fortemente inquinati, confermando i dati delle passate edizioni, sono risultati i punti monitorati a Lecco alla foce del torrente Caldone, a Perledo alla foce del torrente Esino, a Dorio presso la spiaggia in corrispondenza dello scarico e a Vercurago alla foce del Torrente Gallavesa, quest’ultimo punto analizzato per la prima volta su segnalazione del circolo di Lecco.

«Il ruolo importante delle istituzioni e in particolare dell’ATO in questa fase è di garantire la rapida implementazione dei cospicui investimenti promessi. Questo per porre finalmente rimedio a quelle situazioni drammaticamente inquinanti che da anni la nostra associazione segnala durante la campagna Goletta dei Laghi, come il torrente Caldone che attraversa la città – afferma Alessandro Ghioni, presidente del circolo di Legambiente Lecco -­? Auspichiamo che i dati dei prossimi anni segnino un continuo miglioramento che vada di pari passo con i lavori che dovranno essere svolti. Ad ogni modo il dato del nuovo campionamento di Vercurago non può che essere considerato come un grave campanello di allarme vista l’attenzione che dovrebbe essere prestata alla Valle San Martino. Vigileremo con attenzione in futuro»

Rientrano nei limiti di legge, invece, la foce del torrente Inganna a Colico, la foce del torrente Valle dei Mulini e la foce del torrente Pioverna a Bellano, la foce del torrente Meria a Mandello del Lario, la foce del Rio Torto a Valmadrera (migliorato rispetto all’anno scorso, quando era risultato inquinato) e il campione prelevato a Lecco presso lo scarico del depuratore.

«Da anni i dati della Goletta dimostrano che è necessario e urgente attivare gli investimenti per la depurazione e il collettamento del sistema fognario del lago e delle valli afferenti. – sottolinea Costanza Panella, presidente del circolo Lario Orientale – L'inquinamento alla foce dell'Adda chiama in causa la Valtellina, il depuratore di Dorio si conferma inadeguato e i risultati alle foci dei torrenti La Merla e Esino segnalano problemi di depurazione a monte che ci auguriamo siano presto risolti».

I campionamenti sono stati effettuati tutti in data 30/06/2017.

Per consultare i dati online: https://www.legambiente.it/golettaverde-­?map/

Anche quest’anno il Consorzio nazionale per la gestione, raccolta e trattamento degli oli minerali usati CONOU è main partner di Goletta dei Laghi di Legambiente. Attivo da 33anni, il CONOU garantisce la raccolta e l’avvio a riciclo degli oli lubrificanti usati su tutto il territorio nazionale. L’olio usato che si recupera alla fine del ciclo di vita dei lubrificant nei macchinari industriali, ma anche nelle automobili, nellebarche e nei mezzi agricoli è un rifiuto pericoloso per la salute e per l’ambiente che deve essere smaltito correttamente: 4 chili di olio usato, il cambio di un’auto, se versati in acqua inquinano una superficie grande come sei piscine olimpiche. Ma l'olio usato è anche un’importante risorsa perché può essere rigenerato tornando a nuova vita in un’ottica di economia circolare: il 95% dell’olio raccolto viene classificato come idoneo alla rigenerazione per la produzione di nuove basi lubrificanti, un dato che fa dell’Italia il Paese leader in Europa. «La difesa dell’ambiente, in particolare del mare e dei laghi-­? spiega il presidente del CONOU, Paolo Tomasi -­? rappresenta uno dei capisaldi della nostra azione. L’operato del Consorzio non solo evita una potenziale dispersione nell’ambiente di un rifiuto pericoloso, ma lo trasforma in una preziosa risorsa per l’economia del Paese».

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