Cronaca Via Giuseppe Ongania

Scontro sull'acqua pubblica, Movimento 5 stelle: "Presenteremo una proposta"

Pur non avendo sindaci nell'Ambito territoriale servizi idrici, i pentastellati promettono un contributo concreto nel dibattito sulla gestione del servizio

Lo scorso 3 novembre si è tenuta in Sala Ticozzi a Lecco la riunione dei Sindaci dell'Ambito territoriale servizi idrici, che ha visto proseguire lo scontro fra i rappresentanti del territorio, divisi in due fazioni fra chi vorrebbe lasciare la gestione del servizio idrico integrato a Idroservice e chi vorrebbe che il ramo dell'azienda che se ne occupa venisse scorporato per passare in Idrolario.

A qualche giorno dalla riunione gli attivisti del Movimento Cinque stelle dei comuni di Lecco, Ballabio, Casatenovo, Colico, Galbiate, Mandello e Merate diffondono un comunicato nel quale ribadiscono la necessità di tutelare i cittadini e il bene acqua pubblica.

«I rappresentanti del Movimento 5 Stelle - scrivono - pur non avendo Sindaci votanti,  hanno inteso presenziare in continuità con le battaglie fatte a favore del bene acqua pubblica e a testimonianza della volontà di rappresentare gli interessi e le tutele dei nostri cittadini. Pur trattandosi di un bene fondamentale, come l'acqua, l’accanimento attorno all’affidamento del servizio è un autentico scontro politico e di potere».

«Su questo tema, e sulle ipotesi societarie, il M5S sta elaborando una propria autonoma proposta che rispetti i requisiti di legge e gli esiti referendari, ma che rafforzi le potenzialità economiche ed industriali della nuova società affidataria onde evitare rischi di insolvenza, incapacità programmatorie e di investimento ed aumenti delle tariffe».

«Già lo scorso 9 ottobre - proseguono i pentastellati, riferendosi al comunicato sottoscritto da tutti i gruppi territoriali del Movimento - avevamo precisato che la nostra azione e proposta sarà sempre a sostegno di un percorso che porti alla creazione di un soggetto societario, auspicabilmente un'Azienda speciale consortile di diritto pubblico, che sia l’espressione del  territorio e quindi interamente e direttamente controllato dai Comuni, sia provvista dei requisiti essenziali previsti dalla legge, in particolare del controllo analogo, abbia capacità finanziarie proprie con cui garantire la qualità del servizio, anche a lungo termine, senza dipendere da soggetti terzi, in particolare soggetti privati, sia capace di garantire la gestione del servizio, la manutenzione e il rinnovamento della rete, dalla captazione alla depurazione, rimanendo al tempo stesso proprietario dell’infrastruttura, non consideri l’acqua una semplice “commodity” su cui meramente guadagnare, e soprattutto  lasci l’acqua fuori dal mercato e dalle sue logiche».

I Cinque stelle, però, attenderanno le nuove leggi prima di presentare la loro proposta: «In questi giorni, come è noto, sono in corso accertamenti da parte degli Organismi di controllo delegati e modifiche legislative sul tema, in Parlamento. Riteniamo opportuno attendere per capire quali spazi e prospettive possano aprirsi, prima di chiamare tutti gli schieramenti in campo a un tavolo di confronto e discussione».

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