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Acqua pubblica, "Nessuna privatizzazione": Il Pd risponde ai Cinque stelle

Il partito di maggioranza del capoluogo risponde ai pentastellati sulla situazione di Lario Reti

"Non stiamo privatizzando il servizio idrico": ad affermarlo è il Partito democratico lecchese, che risponde al Movimento 5 stelle dopo il Consiglio comunale della scorsa settimana.

La seduta aveva infatti visto la bocciatura delle proposte avanzate da Massimo Riva, consigliere pentastellato che aveva chiesto l'introduzione di alcune modifiche allo statuto di Lario Reti Holding, società che gestisce l'acqua pubblica della provincia. 

La risposta dei Dem arriva tramite una nota, che pubblichiamo di seguito ingeralmente e che sottolinea come "si sta procedendo affinché si possa affidare la gestione dell'acqua a una società che sia interamente pubblica", senza privatizzare.

Cari amici del Movimento 5 Stelle Lecco,
sull'affidamento del servizio idrico non stiamo privatizzando nulla. Al contrario si sta procedendo affinché si possa affidare la gestione dell'acqua a una società che sia interamente pubblica, Lario Reti Holding, e che sia capace di compiere investimenti e di portare a quell'efficienza che i cittadini lecchesi si attendono da un servizio idrico moderno e controllato. Come detto dal Sindaco Virginio Brivio, se solo lo 0,01% di capitale privato entrasse nella società, l’intero affidamento decadrebbe.

Facciamo altresì nostre le parole dell'Assessore Anna Mazzoleni che ha voluto contribuire al dibattito nato sulla nostra pagina Facebook rispondendo punto per punto agli emendamenti presentati da Massimo Riva:

"Credevo fosse stato già chiaramente risposto in Consiglio, comunque: il testo della modifica statutaria di LRH è stato frutto di un lungo lavoro condiviso - non per nulla è andato in Commissione prima dell'estate, il momento per collaborare alla redazione era quello - ed è andato/sta andando al voto in tutti i Consigli dei Comuni soci. Chiaro che modifiche estemporanee non sono in questa fase opportune, per quanto teoricamente possibili se strettamente necessarie. Non così quelle proposte da Riva: a) la prima richiesta era pleonastica rispetto alla complessiva impostazione del nuovo statuto b) riguardo la seconda, quale altro Comune avrebbe votato uno statuto che con la maggioranza a quattro quinti consegnerebbe il diritto di veto al Comune di Lecco? c) le tariffe - lasciando perdere il complesso iter che le determina - sono comunque competenza del Consiglio Provinciale, non dei Comuni e meno ancora di LRH. Tutto qui."

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